India: Adani Port non gestirà carichi provenienti da Afghanistan, Pakistan e Iran

Pubblicato il 12 ottobre 2021 alle 18:58 in Afghanistan India

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Il maggior operatore portuali dell’India, Adani Port, l’11 ottobre, ha comunicato che non gestirà più carichi provenienti da Afghanistan, Pakistan e Iran a partire dal 15 novembre 2021. La decisione è arrivata in seguito al sequestro di quasi tre tonnellate di eroina.

Adani Port, che fa parte di Adani Group, ha dichiarato lunedì che la sua decisione sarà attuata in tutti i terminali che gestisce, compresi i terminali di terze parti.

Adani Port non ha fornito una motivazione ufficiale per la propria decisione, tuttavia, l’annuncio è arrivato dopo il sequestro di quasi tre tonnellate di eroina in due container nel porto di Mundra, al largo della costa occidentale dell’India, nello stato del Gujarat, il mese scorso.  La spedizione, che secondo le autorità indiane proveniva dall’Afghanistan, valeva circa 2,65 miliardi di dollari, attestandosi come uno dei più grandi carichi mai registrati nel Paese. Oltre a questo, le autorità indiane avevano anche sequestrato eroina per un valore di oltre 20 milioni di dollari e arrestato sei uomini iraniani sempre per reati legati alle droghe al largo della costa del Gujarat, a settembre.

In seguitoai sequestri, Adani Ports aveva affermato di non avere l’autorità per esaminare i milioni di tonnellate di merci che passano attraverso i suoi terminal. Il porto di Mundra,ad esempio, che è un importante snodo economico e logistico in India, nel 2021, ha movimentato 130 milioni di tonnellate di merci e ha anche il più grande terminal di importazione di carbone del Paese.

La maggior parte dell’oppio e dell’eroina del mondo proviene dall’Afghanistan, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per combattere il traffico di droga. Russia, Iran, Pakistan e Cina, invece, sono importanti rotte di contrabbando ed enormi mercati per la droga afghana.

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  Il successivo 31 luglio, poi, le truppe statunitensi hanno concluso il loro ritiro dall’Afghanistan. Il 7 settembre, i talebani hanno annunciato un nuovo governo ad interim per l’Afghanistan, con il mullah Mohammad Hassan Akhund come primo ministro e il mullah Abdul Ghani Baradar, co-fondatore del gruppo, come suo vice.

L’India ha investito più di 3 miliardi di dollari in opere di sviluppo in Afghanistan e aveva stretto solidi legami con il governo di Kabul sostenuto dagli Stati Uniti. Tuttavia, con la rapida avanzata dei talebani, il governo indiano aveva ricevuto critiche per non aver aperto un canale di comunicazione ai militanti. A tal proposito, il 31 agosto scorso, l’ambasciatore dell’India in Qatar, Deepak Mittal, aveva avuto un incontro con il capo dell’ufficio politico dei talebani a Doha, Sher Mohammad Abbas Stanikzai, nella capitale qatariota.

La possibile volontà di Nuova Delhi relazionarsi con i talebani deriverebbe in gran parte dalla preoccupazione per una potenziale ripresa dei gruppi militanti anti-India presenti in Afghanistan, tra cui Lashkar-e-Taiba (LeT), Jaish-e-Mohammed (JeM) e al-Qaeda nel subcontinente indiano (AQIS), che hanno sede in Pakistan. I legami di tali gruppi con i talebani afghani e l’associazione di alcune loro fazioni con l’Inter -Services Intelligence (ISI) del Pakistan accrescerebbero le minacce alla sicurezza indiana.

L’India teme poi che i gruppi militanti che combattono contro il dominio indiano nel Kashmir, regione a maggioranza musulmana contesa con il Pakistan, si rafforzino con la vittoria dei talebani sulle forze straniere. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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