Proteste a Roma contro il Green Pass: arrestati i vertici di Forza Nuova

Pubblicato il 11 ottobre 2021 alle 16:50 in Europa Italia

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La polizia italiana ha arrestato 12 persone, tra cui due leader del partito di estrema destra Forza Nuova (FN), a seguito degli scontri che si sono verificati a Roma durante la manifestazione contro il Green Pass di sabato 9 ottobre. 

Le notizie relative protesta, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone nella capitale, sono circolate diffusamente sulla stampa italiana, ma anche su quella internazionale. Quest’ultima ha sottolineato tre eventi in particolare: quando alcuni manifestanti hanno provato a sfondare i cordoni della polizia in tenuta antisommossa che era stata schierata di fronte all’accesso all’ufficio del primo ministro italiano, Mario Draghi; l’irruzione di un altro gruppo nella sede di uno dei principali sindacati italiani, la Cgil; e l’irruzione notturna nel pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, dove uno dei partecipanti alle proteste era ricoverato. Secondo la polizia, 38 agenti sono rimasti feriti negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. 

La stampa internazionale ha sottolineato che, al 10 ottobre, oltre l’80% degli italiani sopra i 12 anni sono stati completamente vaccinati, ricordando che il premier Draghi ha introdotto l’obbligo di “green pass” – un certificato digitale o cartaceo che conferma che il suo titolare ha ricevuto almeno una dose di vaccino, è risultato negativo o si è recentemente ripreso dal virus – a partire dal 6 agosto. I certificati erano inizialmente necessari per entrare in luoghi culturali e attività ricreative, ma il loro campo di applicazione è stato gradualmente ampliato. Con l’introduzione dell’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro, chi non presenta un certificato sanitario valido, a partire dal 15 ottobre, sarà sospeso senza stipendio, ma non potrà essere licenziato. Tale misura ha creato ulteriori fermenti nelle piazze italiane, che accusano il governo di dispotismo liberticida. In tale contesto, gli estremismi hanno avuto modo di farsi strada durante le proteste. 

L’agenzia di stampa ANSA ha riferito i nomi dei leader di Forza Nuova arrestati dopo i fatti di Roma del 9 ottobre. Si tratta di Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale e leader romano di Forza Nuova. Il secondo dei due era sottoposto a regime di sorveglianza speciale, è stato fermato la sera stessa della manifestazione ed è stato portato in questura. A seguito dell’assalto contro la Cgil, le tre principali sigle sindacali italiane (Cgil, Cisl e Uil) hanno annunciato che organizzeranno, sabato 16 ottobre a Roma, “una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”. “E’ stato un attacco squadrista fascista, ed è inaccettabile”, ha dichiarato, il 10 ottobre, il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Inoltre, Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico, ha affermato che sarà presentata una mozione parlamentare per smantellare gruppi che sposano ideologie neofasciste estremiste, come Forza Nuova. Gli episodi hanno suscitato una condanna diffusa, anche da parte dei leader dei principali partiti di destra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rispettivamente a capo della Lega e di Fratelli d’Italia.

Tuttavia, Forza Nuova non sembra voler fare un passo indietro. Sempre l’ANSA cita un comunicato firmato da FN che, nel commentare gli arresti dopo i disordini a Roma, afferma che: “Fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino”. “Con o senza di noi”, aggiungono. Il gruppo quindi ha dichiarato di agire per il popolo, il quale “ha deciso di alzare il livello dello scontro”. Infine, è interessante sottolineare che, tra i 12 arrestati, figura anche un’ex appartenente ai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), un’organizzazione terroristica italiana d’ispirazione neo-fascista, attiva nella capitale tra il 1977 e il 1981. L’uomo ha già scontato 18 anni di carcere per terrorismo. In generale, tutti gli individui in custodia sono accusati a vario titolo di danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Sei persone sono state arrestate in flagranza e altre sei, fra i quali i due leader di Forza Nuova, sono stati fermati nella notte, con arresto differito. 

Sempre sabato 9 ottobre, sono stati organizzati cortei e presidi anche a Milano. La manifestazione ha mandato in tilt il traffico nel centro cittadino, con i mezzi pubblici deviati o costretti a fermarsi a causa del passaggio di una marcia non autorizzata. Per il dodicesimo sabato consecutivo, dal 24 luglio, i manifestanti “no green pass” milanesi hanno deciso di ritrovarsi in piazza Fontana a protestare contro le restrizioni del governo per i non vaccinati. Alcuni degli organizzatori, guidati da Gianluigi Paragone, leader di Italexit, hanno provato a convincere i manifestanti a limitare la protesta alla piazza con un sit-in. La proposta è stata bocciata dai partecipanti alla manifestazione che hanno risposto cantando in coro: “Corteo, corteo”. Poco prima delle 18 quindi, la maggior parte dei presenti alla protesta ha eluso lo sbarramento delle forze dell’ordine e ha iniziato una marcia aggirando piazza Duomo e dirigendosi verso piazza Missori e corso di Porta Romana. 

In un contesto di generale fermento sociale, è interessante sottolineare il rapporto tra l’estremismo di destra e l’emergenza sanitaria in Italia. Per farlo, è importante sottolineare un primo dato: la crescita del fenomeno in Occidente. Secondo un report declassificato, pubblicato il 9 aprile 2021 dall’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, che riporta la valutazione annuale delle minacce alla sicurezza nazionale, gli attacchi terroristici effettuati da gruppi di estrema destra, negli ultimi 5 anni, hanno causato oltre 141 vittime in Europa e Stati Uniti. Secondo il documento, l’estremismo violento interno motivato da odio razziale ed etnico rappresenta una minaccia consistente per la sicurezza dell’Occidente. Nello specifico, dal 2015 al 2020, individui e gruppi che promuovono la superiorità della razza bianca sono stati responsabili di almeno 26 attentati letali che hanno causato la morte di oltre 141 persone. Anche le agenzie di sicurezza di Australia, Germania, Norvegia e Regno Unito considerano le attività violente motivate da odio razziale ed etnico come la minaccia terroristica più importante da monitorare, a causa della sua rapida crescita. Inoltre, una ricerca pubblicata ad aprile del 2020 dal Counter-Terrorism Committee, istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, indica che c’è stato un aumento globale del 320% degli attacchi condotti da individui affiliati a movimenti e ideologie di estrema destra, dal 2004 al 2019. La maggior parte di questi attacchi sono stati effettuato negli Stati occidentali. 

Anche in Italia il fenomeno appare allarmante, considerato che il Paese è il secondo in Unione Europea, dopo la Germania, ad aver registrato il maggior numero di attacchi terroristici legati all’estrema destra, dal 1990 al 2019. A tale proposito, la relazione annuale al Parlamento dell’intelligence italiano, pubblicata a marzo del 2021, sottolinea che “le principali formazioni dell’estrema destra, alle prese con i cronici dissidi interni e disegni evolutivi, hanno seguito con interesse gli sviluppi dell’emergenza sanitaria, nel tentativo di sfruttare il tema del disagio economico correlato alla crisi e guadagnare consensi tra le categorie sociali più in difficoltà, con riguardo soprattutto ai cittadini delle periferie urbane”. Inoltre, il documento sottolinea che, “come per il terrorismo jihadista, anche per l’ultradestra filo-nazista la propaganda circolante su web, social network, chat e piattaforme di messaggistica ha concorso ad alimentare il fenomeno dell’estremismo violento”. Ciò avrebbe favorito percorsi di radicalizzazione tra comunità sempre più estese e meno facili da individuare e monitorare, poiché non sono più rilegate a specifici ambienti di riferimento. Gli sviluppi futuri di questo trend sono difficili da prevedere, ma il fermento sociale, per il momento, non sembra prossimo ad arrestarsi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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