India, Kashmir: uccisi 5 militari e arrestate oltre 500 persone

Pubblicato il 11 ottobre 2021 alle 17:55 in Asia India

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Un portavoce dell’Esercito indiano ha affermato che presunti militanti hanno ucciso a colpi di arma da fuoco 5 soldati nel Kashmir amministrato dall’India, l’11 ottobre, e si sarebbe trattato dell’incidente più mortale da febbraio 2021. L’attacco è avvenuto dopo che la polizia ha arrestato almeno 500 persone alla luce di eventi simili avvenuti di recente.

La sparatoria è avvenuta in un passo di montagna vicino alla Linea di controllo (LoC), un confine de facto nel Kashmir tra la parte indiana e quella pakistana istituito dall’Onu di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti di India e Pakistan.

L’episodio dell’11 ottobre è stato l’attacco più mortale contro le forze militari nell’area da quando, lo scorso 25 febbraio, Islamabad e Nuova Delhi hanno riaffermato un cessate il fuoco risalente al 2003. Le tensioni nell’area sono state nuovamente alimentate da un’ondata di sparatorie contro civili rivendicate da un gruppo militante anti-India. Tra gli ultimi episodi di tale genere, il 5 ottobre, un gruppo di aggressori ha sparato separatamente a 3 uomini uccidendoli. Tali omicidi hanno innescato una paura diffusa tra le comunità minoritarie, con molte famiglie indù che hanno scelto di lasciare la valle del Kashmir.

I funzionari della polizia indiana, il 10 ottobre, hanno riferito di aver arrestato almeno 500 persone a seguito di una serie di sospetti attacchi di militanti e omicidi mirati nella regione. La polizia ha affermato che i militanti appartenenti al Fronte della Resistenza, o TRF, hanno sparato e ucciso a 7 persone nell’ultima settimana, portando il bilancio delle vittime di tale genere di attacchi a 28 persone nel 2021. Tra le vittime, 21 erano musulmane e 7 appartenevano a minoranze indù e sikh. Il 7 ottobre, il TRF in una dichiarazione sui social media ha affermato che il gruppo stava prendendo di mira coloro che lavorano per le autorità indiane e che non stava scegliendo obiettivi basati sulla fede. La dichiarazione del gruppo ribelle non ha potuto essere verificata in modo indipendente. Secondo i funzionari indiani il TRF è il fronte locale del gruppo militante Lashkar-e-Taiba che ha sede in Pakistan. La cellula si è formata dopo che l’India ha revocato la semi-autonomia della regione.

Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. In particolare, la parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni Nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona Nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è però riconosciuta dagli attori in gioco e Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Le parti si sono spesso accusate l’un l’altra di aver di aver violato il cessate il fuoco del 2003. Al contempo, dal 1989, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare i militanti.

In tale contesto, il 5 agosto 2019, l’esecutivo indiano guidato dal premier Narendra Modi, a capo del partito nazionalista-induista BJP, aveva suddiviso il territorio del Kashmir sotto la propria giurisdizione in due zone amministrate federalmente dall’India, il Jammu e Kashmir e il Ladakh. Così facendo erano stati revocati gli articoli 370 e 35A della Costituzione indiana che sancivano i diritti all’autonomia di cui godeva la regione, ovvero su tutte le questioni interne, tranne difesa, comunicazione e affari esteri. Di conseguenza, lo status speciale della regione era stato revocato e la sua costituzione separata era stata annullata. Modi aveva motivato la decisione presa affermando che si fosse trattato di uno sforzo più ampio per consentire lo sviluppo economico della regione e per integrarla con il resto del Paese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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