Afghanistan: allerta per un possibile attacco in un hotel di Kabul

Pubblicato il 11 ottobre 2021 alle 18:41 in Afghanistan USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato un allarme sicurezza relativo a Kabul, esortando i propri concittadini ad evitare gli hotel in Afghanistan, soprattutto l’Hotel Serena, situato nella capitale. 

“I cittadini statunitensi che si trovano all’Hotel Serena o nelle vicinanze dovrebbero andarsene immediatamente”, ha riferito il Dipartimento di Stato degli USA, il 10 ottobre, citando “minacce alla sicurezza” nell’area. Anche l’Ufficio per gli Esteri britannico ha evidenziato “maggiori rischi” e ha consigliato di non soggiornare in nessun albergo della capitale afghana.

La struttura menzionata dagli Stati Uniti è un hotel di lusso frequentato prevalentemente da stranieri ed è già stato due volte bersaglio di attacchi, effettuati dai militanti talebani che tentavano di minare il governo precedentemente al potere, sostenuto da Washington. Nel 2014, poche settimane prima delle elezioni presidenziali del 5 aprile, quattro uomini armati erano riusciti a superare la sicurezza e avevano aperto il fuoco dentro l’Hotel Serena, uccidendo 9 persone. Uno di questi era un giornalista dell’AFP, che è deceduto insieme ai membri della sua famiglia. Nel 2008, un attentato suicida nella stessa struttura aveva provocato la morte di 6 persone.

L’allerta a Kabul arriva due giorni dopo un attacco in una moschea sciita, nella città Nord-orientale di Kunduz, quando una bomba è esplosa durante la preghiera di venerdì 8 ottobre, causando almeno 55 morti. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico della Provincia del Khorasan (IS-K). Tale organizzazione terroristica è nata nel 2015 nella regione Nord-orientale del Paese. Si ritiene che sia stata fondata da ex membri dei talebani pakistani e che si sia diffusa nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggiore presenza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. Questi si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani. 

Dopo una campagna militare durata anni, l’ex governo di Kabul, rovesciato dai talebani il 15 agosto, aveva riconquistato i territori controllati dall’affiliata dello Stato Islamico, grazie al supporto degli Stati Uniti e della NATO, e aveva annunciato la sconfitta dell’organizzazione nel 2019. Tuttavia, gli assalti erano ricominciati ad aumentare a partire dal 2020. Secondo gli esperti, l’IS-K era riuscito a riorganizzarsi in una rete di micro-cellule difficile da eradicare ed era diventato una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione. Per esempio, il gruppo è considerato responsabile di un attacco armato, effettuato il 12 maggio 2020 in un ospedale di Kabul, nel reparto di maternità, che aveva causato la morte di 13 persone, di cui 2 neonati. Oppure, il 2 novembre 2020, un assalto dello Stato Islamico contro l’Università di Kabul, uno dei più prestigiosi istituti di istruzione superiore del Paese, aveva causato la morte di 19 civili e tutti e tre gli aggressori. Più recentemente, l’8 maggio 2021, un’esplosione nei pressi di una scuola in un distretto sciita di Kabul ha ucciso almeno 63 persone, molte delle quali erano giovani studentesse. 

A tale proposito, è necessario ricordare che l’affiliata afghana dello Stato Islamico ha rivendicato anche l’attentato del 26 agosto presso l’aeroporto di Kabul, effettuato mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione delle truppe straniere dall’Afghanistan. L’attacco suicida aveva causato la morte di almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi. Tuttavia, secondo quanto riferito il 21 settembre dal vice ministro Zabihullah Mujahid lo Stato Islamico rappresenta un problema per la Siria ed l’Iraq, ma non è una minaccia in Afghanistan. Mujahid aveva specificato che è vero che alcuni afghani organizzano “attacchi codardi” dopo aver adottato “la mentalità dello Stato Islamico”. Tuttavia, secondo il rappresentante talebano, le attività di questi individui non sarebbero di una portata tale da costituire una minaccia per la sicurezza del Paese. Mujahid aveva quindi sottolineato che le forze armate talebane avrebbero la capacità di contrastare l’organizzazione terroristica. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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