Siria: attacco israeliano contro base aerea ad Homs, 2 morti

Pubblicato il 9 ottobre 2021 alle 17:15 in Israele Siria

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I media siriani, citati da The New Arab, hanno reso noto che le forze di difesa siriane hanno risposto ad un attacco israeliano contro una base aerea, situata nella provincia di Homs, nella Siria orientale, nella sera dell’8 ottobre. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) con sede a Londra l’attacco avrebbe causato 2 morti e numerosi feriti.

Un funzionario militare siriano rimasto anonimo ha rivelato ai media che l’attacco aereo israeliano  è avvenuto poco dopo le 21:00, ora locale, e che ha raggiunto la base aerea militare Tiyas, anche detta T-4, che è la più grande base aerea della Siria. Il funzionario ha affermato che le difese aeree siriane hanno colpito la maggior parte dei missili israeliani in arrivo. Tuttavia, l’attacco ha ferito almeno 6 soldati e avrebbe provocato danni che non sono stati specificati. SOHR ha poi aggiunto che i 2 morti sarebbero combattenti stranieri alleati di Damasco la cui nazionalità non è stata ancora indicata e che l’attacco israeliano avrebbe avuto come obiettivo un deposito di droni della base aerea.

Negli ultimi anni, si ritiene che Israele abbia lanciato numerosi attacchi in aree della Siria controllate dal governo di Bashar Al-Assad. In particolare, i raid israeliani servirebbero a colpire sia strutture quali centri di ricerca per lo sviluppo di armi, sia convogli militari che trasportano missili dal Libano alla Siria. Come riferito dal The New Arab, Israele ha riconosciuto che sta cercando di colpire le basi delle milizie alleate dell’Iran in Siria, quali il gruppo sciita libanese Hezbollah, sostenuto dall’Iran e che combatte a fianco delle forze di Assad nella guerra civile siriana. Israele ritiene che attraverso la Siria avvengano spedizioni di armi dirette ad Hezbollah che, in Siria, controlla ampie zone nelle aree orientali, meridionali e Nord-occidentali del Paese, così come le zone di frontiera tra Siria e Libano e vari sobborghi intorno a Damasco.

Hezbollah è stato creato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’allora occupazione israeliana del Libano meridionale. Nel tempo, è diventato anche un partito politico locale e un’organizzazione paramilitare sciita, il cui nome in arabo significa “il Partito di Dio”.  Israele e gli Stati Uniti considerano Hezbollah un’organizzazione terroristica e, per il primo, il gruppo rappresenta la più grande minaccia proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Nel 2006 le forze israeliane e Hezbollah hanno combattuto una battaglia di 34 giorni, nella quale sono morte 1.200 persone in Libano e 158 a Israele. Nel contesto del conflitto siriano, i militanti di Hezbollah appoggiano le forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad, con il sostegno di Teheran. Dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, con l’obiettivo di porre fine alla presenza militare dell’Iran nel Paese.

In Siria è in corso una guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione aveva iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, negli anni, tra i gruppi ribelli anti-governativi si sono radicalizzati alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. In tale contesto, l’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah. I ribelli siriani, invece, sono appoggiati dalla Turchia.

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Camilla Canestri

di Redazione

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