Mar Cinese Meridionale: incidente del sottomarino nucleare USA crea tensioni

Pubblicato il 9 ottobre 2021 alle 11:03 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La flotta del Pacifico degli Stati Uniti ha comunicato, il 7 ottobre, che il sottomarino nucleare d’attacco rapido di classe Seawolf USS Connecticut si è scontrato con un oggetto non identificato il precedente 2 ottobre, in acque internazionali nell’Indo-Pacifico. L’8 ottobre, dopo che i media statunitensi hanno rivelato che l’incidente è avvenuto nel Mar Cinese Meridionale, Pechino ha chiesto ulteriori spiegazioni, criticando Washington per la poca trasparenza e per la sua “irresponsabilità”.

La flotta del Pacifico ha affermato che lo USS Connecticut si è scontrato con un oggetto sott’acqua mentre operava in acque internazionali nell’Indo-Pacifico. Alcune persone sono rimaste ferite nell’incidente ma non gravemente e il sottomarino sarebbe è rimasto completamente operativo, nonostante l’accaduto. In particolare, il mezzo sarebbe stato stabile e in sicurezza e la sua centrale di propulsione nucleare e il compartimento del reattore non sarebbero stati danneggiati dall’accaduto.  La flotta del Pacifico ha poi affermato che l’’entità del danno al resto del sottomarino era in fase di valutazione e che l’incidente sarà oggetto di indagine.

Nella dichiarazione ufficiale non è stata fornita l’esatta collocazione in cui sono avvenuti i fatti, tuttavia, due funzionari della Marina degli Stati Uniti rimasti anonimi hanno affermato che l’incidente è avvenuto nel Mar Cinese Meridionale e che il sottomarino si sarebbe poi diretto a Guam. I due hanno poi aggiunto che l’incidente non era stato annunciato prima del 7 ottobre per mantenerne la sicurezza operativa e che non era ancora chiaro quale oggetto avesse colpito il sottomarino, specificando però che non si era trattato di un altro mezzo di tale genere. Tra gli altri dettagli forniti, poi, i funzionari hanno riferito che 2 marinai a bordo dello USS Connecticut hanno riportato ferite moderate e altri 9 ferite lievi. Come riferito da Xinhua, lo USS Connecticut è uno dei tre sottomarini di classe Seawolf attualmente in servizio nella Marina degli Stati Uniti e sarebbe uno dei sottomarini d’attacco più potenti e sofisticati attualmente a disposizione di Washington.

L’8 ottobre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato che gli USA dovrebbero chiarire in dettaglio le circostanze dell’incidente, compresi il luogo specifico in cui è avvenuto, i programmi di navigazione statunitensi, quale sia stato l’oggetto colpito, se la collisione ha causato una perdita nucleare e se sono stati arrecati danni all’ambiente marino locale. Zhao ha poi aggiunto che, da molto tempo, gli Stati Uniti stanno creando problemi nel Mar Cinese Meridionale, utilizzando come scusa la libertà di navigazione. Per la Cina, sarebbe questa la causa principale dell’incidente del 2 ottobre e rappresenterebbe una seria minaccia e un grave rischio per la pace e la stabilità regionali. Zhao ha accusato gli Stati Uniti di aver deliberatamente ritardato e nascosto i dettagli dell’incidente, dimostrando mancanza di trasparenza e irresponsabilità. Per Zhao, la Cina e i Paesi vicini nel Mar Cinese Meridionale non possono fare altro che mettere in discussione la veridicità dell’incidente e le intenzioni degli Stati Uniti.

Zhao ha poi ricordato che Australia, Stati Uniti e Regno Unito hanno stretto una nuova alleanza di sicurezza, detta AUKUS il 15 settembre scorso, che prevede la fornitura di sottomarini a propulsione nucleare a Canberra da parte di Washington e Londra. Zhao ha ribadito che tale mossa creerà rischi di proliferazione nucleare, porterà ad una corsa agli armamenti, minaccerà la costruzione di una zona priva di armi nucleari nel Sud-Est asiatico e aumenterà il rischio di incidenti nucleari.

La collisione del 2 ottobre si inserisce in un quadro di crescenti tensioni tra Washington e Pechino che riguardano più tematiche, compresa la questione del Mar Cinese Meridionale. Quest’ultimo è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. Per Pechino la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”.

L’incidente dello USS Connecticut avrebbe fatto emergere più preoccupazioni riguardanti sia le attività dei sottomarini in tale acque, definite dagli esperti “complesse per le operazioni sottomarine”, sia la grande quantità di attività che vi si svolgono. Il Mar Cinese Meridionale è caratterizzato, ad esempio, da un traffico intenso che coinvolge anche navi con pescaggio profondo, da trivellazioni petrolifere offshore e dalla posa di cavi. Oltre a questo, l’incidente ha anche sollevato preoccupazioni per il funzionamento sicuro dei sottomarini nucleari nella regione dopo la firma dell’AUKUS. Esperti citati da South China Morning Post hanno affermato che, alla luce di tale quadro, il rischio di incidenti subacquei potrebbe aumentare.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.