La “Conferenza Ministeriale Italia-Africa”: prospettive di collaborazione

Pubblicato il 9 ottobre 2021 alle 6:31 in Africa Italia

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Dal 7 all’8 ottobre, a Roma, le delegazioni di circa 50 Paesi africani, i rappresentanti dell’Unione Africana e delle altre principali Organizzazioni Regionali hanno partecipato alla terza edizione della Conferenza Ministeriale Italia-Africa. 

All’evento, che è stato denominato “Incontri con l’Africa”, hanno preso parte anche istituzionali italiane, tra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ma anche rappresentanti del mondo economico, imprenditoriale, accademico e del terzo settore. Nel 2021, l’appuntamento si inserisce nel quadro della Presidenza italiana del G20 e sarà incentrato sui suoi tre pilastri, “People, Planet, Prosperity”, collegandosi anche alla collaborazione con il Regno Unito per la COP26.

Il presidente Mattarella ha aperto la giornata dei lavori della Conferenza Italia-Africa di venerdì 8 ottobre, sottolineando tre temi fondamentali: quello della pandemia, quello delle sfide poste dal cambiamento climatico e quello delle migrazioni e dell’integrazione. “Il baricentro politico ed economico sembra progressivamente spostarsi dall’Atlantico al Pacifico ed Europa ed Africa devono interrogarsi sul proprio futuro e su quale ruolo esse siano chiamate a svolgere”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Italiano. “Se l’Europa ha compiuto grandi e gravi errori con l’Africa oggi si apre una stagione di leale collaborazione, con la consapevolezza della complementarietà. L’Africa rappresenta il partner naturale per l’UE. Africani e europei insieme costituiscono una vasta regione, un’area al centro delle dinamiche globali”, ha dichiarato, inoltre, Mattarella. 

Nella sessione plenaria inaugurale dell’evento sono intervenuti, tra gli altri, anche ministro degli Affari Esteri italiano e il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat. Dopo la sessione plenaria, si sono svolti quattro panel tematici interattivi per discutere di energie rinnovabili, della transizione energetica, dell’ambiente, della finanza verde e dello sviluppo sostenibile. Inoltre, è stata organizzata una “special round table” dedicata ai temi della “blue economy”. Il termine fa riferimento ad un modello di sviluppo che mira a rivoluzionare i sistemi di produzione tramite un approccio basato sulla cosiddetta “biomimesi”, cioè l’osservazione ed imitazione di processi biologici e biomeccanici della flora e della fauna terrestre, per cercare soluzioni da applicare alle attività umane. A margine dei lavori previsti durante gli incontri dell’8 ottobre, il Ministro Di Maio e la vice ministra Marina Sereni hanno tenuto incontri bilaterali con gli omologhi dei Paesi africani.

L’Iniziativa Italia-Africa rappresenta un pilastro di un progressivo processo di “riscoperta” del continente africano da parte dell’Italia. Una prima iniziativa in questa direzione era stata lanciata nel 2013 ed era stata presieduta dall’allora ministro degli Esteri, Emma Bonino. Un rinnovato interesse di Roma verso il continente era da inserire nel contesto della cosiddetta “diplomazia della crescita”, ovvero lo sviluppo di una rete diplomatico-consolare utile all’internazionalizzazione economica, che potesse fungere da sostegno alle imprese italiane che guardavano con interesse al crescente potenziale dei mercati africani emergenti. Proprio in tale cornice si è svolta la prima Conferenza Ministeriale Italia-Africa, inaugurata alla Farnesina nel 2014. Anche una serie di conferenze ministeriali settoriali (agricoltura, energia, cultura ed etnografia, ruolo della diaspora africana) hanno avuto luogo a Roma nel medesimo anno. Inoltre, nel 2015, il fenomeno migratorio e i relativi flussi dal continente africano avevano stimolato un dibattito sempre più acceso riguardo alla necessità di un intervento sul territorio, anche a livello europeo. 

Nel maggio 2016, in occasione della seconda Conferenza Ministeriale Italia-Africa, organizzata dall’allora ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il tema della gestione dei flussi migratori e delle relative cause strutturali ha cominciato a dominare il dibattito, affiancandosi ai temi della sostenibilità politica, economica e socio-ambientale. La terza Conferenza Italia-Africa, organizzata alla Farnesina il 25 ottobre 2018 dall’allora ministro, Enzo Moavero Milanesi, si è articolata su 3 panel: pace e sviluppo; stabilità politica e sicurezza; sviluppo umano. In tale contesto, sono state analizzate le più ampie prospettive di collaborazione economica, di ulteriore investimento, e interscambio culturale, con un focus rivolto a coinvolgere le più giovani generazioni africane e nella ricerca di soluzioni per un miglior governo dei flussi migratori e la lotta contro ai traffici illeciti.

Infine, il 15 dicembre 2020, si è tenuta in formato virtuale, alla presenza del ministro Luigi Di Maio e delle vice ministre Manuela Del Re e Marina Sereni, la presentazione del documento strategico elaborato dalla Farnesina dal titolo “Partenariato con l’Africa”. Quest’ultimo illustra le priorità della politica estera italiana nel medio-lungo periodo rispetto al continente africano, anche in considerazione del ruolo che l’Italia assume nel 2021 a livello internazionale con la Presidenza del G20 e la co-presidenza della COP-26. Le aree geografiche individuate come prioritarie per l’Italia sono: Africa Mediterranea, in particolare in rapporto alla Libia; Corno d’Africa e Mar Rosso, dove la presenza italiana è già radicata; e Sahel, in particolare sotto il profilo della gestione del fenomeno migratorio. In tali ambiti, sono specificate le dieci linee d’azione sulle quali l’Italia dovrà concentrare la sua politica estera in Africa. Queste vanno dal rafforzamento dei rapporti bilaterali con i singoli Paesi, all’addestramento militare, alla collaborazione in ambito culturale, fino al sostegno verso l’integrazione regionale tra gli stessi Paesi africani. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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