Arabia Saudita: attacco contro l’aeroporto di Jazan, 10 feriti

Pubblicato il 9 ottobre 2021 alle 8:58 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione di Stati a guida saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, ha affermato che 10 persone sono rimaste ferite tra l’8 e il 9 ottobre, dopo che due droni carichi di esplosivo sono stati lanciati contro l’aeroporto King Abdullah, nella città meridionale saudita di Jazan. Al momento l’attacco non è stato rivendicato.

In particolare, secondo quanto riferito dal portavoce della coalizione a guida saudita, i feriti causati dal primo attacco, avvenuto nella sera dell’8 ottobre, sono stati 6 cittadini sauditi, 3 bengalesi e un sudanese. Almeno 5 delle vittime hanno riportato ferite lievi, mentre le condizioni degli altri non sono state rese note. Oltre a questo, il primo attacco ha causato anche danni materiali all’aeroporto e ha mandato in frantumi le finestre degli edifici nell’area.  

Dopo il primo attacco, il 9 ottobre, la coalizione a guida saudita ha poi dichiarato di aver intercettato e distrutto un secondo drone che era diretto verso lo stesso aeroporto. Nonostante gli attacchi, i media statali sauditi, citati da Reuters, hanno dichiarato che il traffico aereo all’aeroporto King Abdullah stava procedendo regolarmente.

Come riferito da Al-Arabiya, nonostante non ci sia stata alcuna rivendicazione immediata dell’attacco, da gennaio 2021, i ribelli sciiti Houthi dello Yemen hanno intensificato i loro attacchi contro il Regno e hanno lanciato numerosi attacchi aerei transfrontalieri contro l’Arabia Saudita. Gli Houthi hanno spesso colpito aree civili e impianti energetici sauditi con droni carichi di esplosivo e missili balistici.  L’ultimo episodio di tale genere risale allo scorso 5 ottobre, quando 4 lavoratori sono stati feriti dopo che la coalizione ha intercettato un drone carico di esplosivo diretto verso l’aeroporto di Abha, a Sud del Regno. In tale occasione, oltre ad intercettare e neutralizzare i droni, la coalizione ha anche distrutto un sito adibito al lancio di droni a Saada, una regione del Nord dello Yemen controllata in larga parte dagli Houthi.

Il gruppo ha attaccato spesso l’Arabia Saudita con aggressioni simili in quanto Riad è a capo di una coalizione di Stati, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015. In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dall’Onu come la peggior crisi umanitaria al mondo, da quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a, ancora sotto il loro controllo. Il presidente legittimo Hadi era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, e poi in Arabia Saudita, dove risiede tutt’ora.

Hadi è sostenuto da una coalizione di Stati guidata da Riad che comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah.

Al momento, la comunità internazionale sta cercando di convincere le parti belligeranti ad avviare negoziati mentre è in corso una violenta offensiva a Ma’rib, regione situata a circa 120 kma Est di Sana’a. Tra le iniziative in tal senso, il 22 marzo scorso, l’Araba Saudita aveva proposto una “iniziativa di pace” per stabilire un cessate il fuoco in tutto lo Yemen, sotto l’egida delle Nazioni Unite. La proposta era stata però respinta dai ribelli sciiti Houthi. Successivamente, anche gli Stati Uniti avevano elaborato un piano tra cui punti principali vi erano un cessate il fuoco in tutto il Paese, inclusa la fine dei raid sauditi contro i territori yemeniti e degli attacchi dei ribelli contro il Regno, l’apertura dell’aeroporto di Sana’a, l’ingresso di rifornimenti di carburante presso il porto di Hodeidah e la ripresa di negoziati e consultazioni. In tal caso, gli Houthi e gli USA non hanno trovato un accordo sui meccanismi, i dettagli e le condizioni per il cessate il fuoco. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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