Russia-Serbia: al via le trattative per l’accordo energetico tra Mosca e Belgrado

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 12:23 in Russia Serbia

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La Russia e la Serbia hanno avviato, giovedì 7 ottobre, i negoziati per discutere di nuove condizioni contrattuali riguardanti l’importazione di gas russo, in un momento in cui il prezzo di gas in Europa continua ad incrementare giornalmente.

La notizia è stata annunciata, il medesimo giovedì, dal capo della delegazione di Belgrado del Comitato Intergovernativo (CIG) russo-serbo per il commercio e la cooperazione economica, il ministro Nenad Popovic. Tali dichiarazioni, riportate dall’agenzia di stampa statale TASS, sono state rilasciate a margine della 19° sessione del CIG, durante la quale è stato altresì sottoscritto un protocollo d’intesa sulla questione. Nel dettaglio, le trattative in corso includono anche la società russa Gazprom e la serba Srbijagas e, secondo quanto reso noto, Belgrado sarebbe interessata a sottoscrivere un contratto a lungo termine con Mosca, in un momento in cui il prezzo del gas in Europa continua a superare il massimo storico ogni giorno. Da parte sua, Popovic si è detto soddisfatto dell’esito dei negoziati con il primo ministro russo, Yuri Borisov, il quale è stato definito “grande amico della Serbia”. Nonostante ciò, i colloqui energetici ancora non sono terminati poiché non è stato stabilito il prezzo di vendita, che Belgrado spera possa essere “accettabile”.

Più tardi, il rappresentante serbo ha rivelato che le trattative proseguiranno il prossimo giovedì, 24 ottobre, e si svolgeranno alla presenza di Borisov e del capo di Stato serbo, Aleksandar Vucic. Quest’ultimo aveva reso nota l’intenzione di presentare a Borisov una richiesta da inoltrare al presidente russo, Vladimir Putin, in cui Belgrado avrebbe richiesto il sostegno di Mosca nel superamento della crisi energetica. Commentando gli ultimi sviluppi nel mercato energetico dell’UE, martedì 5 ottobre, Vucic aveva dichiarato che, secondo lui, la ragione principale dello stallo energetico era da attribuire alla mancata sottoscrizione di contratti a lungo termine tra i Paesi del blocco e la Russia. In tale occasione, inoltre, il presidente serbo aveva posto l’accento sull’apertura del gasdotto Balkan Stream, il quale non solo garantisce al Paese la fornitura di gas russo a un prezzo accessibile, ma contribuisce anche a rafforzare la cooperazione energetica con Mosca. Tale progetto infrastrutturale rappresenta la continuazione del TurkStream. Con una lunghezza di 403 chilometri e una capacità di 13,9 miliardi di metri cubi di gas l’anno, garantisce al Paese un importante punto di appoggio per la sua sicurezza energetica.

In tale quadro, è importante sottolineare che, il primo ottobre, il viceministro dell’Energia della Serbia, Rasha Koicic, aveva dichiarato che l’aumento dei prezzi di gas in Europa non avrebbe influenzato negativamente la Serbia in virtù delle trattative in corso tra la statale Srbijagas e la russa Gazprom. Inoltre, Belgrado trarrà anche vantaggio dal nuovo contratto energetico che Russia e Ungheria hanno sottoscritto, il 27 settembre. L’intesa in questione prevede che, fino al 2036, 3,5 miliardi di metri cubi di gas russo giungeranno in Ungheria passando attraverso la Serbia, tramite il Balkan Stream, che, a sua volta, riceve gas dal TurkStream. Secondo l’ambasciatore russo in Serbia, Alexander Botan-Kharchenko, la nuova intesa energetica di Budapest e Mosca incrementerà l’economia e l’industria serba, nonché lo status politico del Paese.  

Per quanto riguarda i legami commerciali russo-serbi, è importante sottolineare che, in totale, le stime degli investimenti del Cremlino nel Paese ammontano a 4 miliardi di euro. L’influenza economica di Mosca su Belgrado è tradizionalmente rappresentata dagli idrocarburi. Il più grande investimento russo in tale settore è nella multinazionale serba Naftna Industrija Srbije (NIS), il cui principale azionista, con il 56,15% di quote, è Gazprom Neft, il quale opera con successo sul mercato e si sta sviluppando attivamente. Pertanto, la tradizionale “sfera russa” nella nazione è costituita da petrolio e gas. Nello specifico, il 90% degli investimenti di Mosca è concentrato nel settore energetico, mentre il 10% nell’agricoltura. Gazprom Neft ha acquistato NIS nel 2008 per 400 milioni di euro, con l’impegno di investirci 500 milioni. Al tempo, il debito della multinazionale serba era di 950 milioni di euro, con una perdita annua di 90 milioni. L’investimento totale dell’azienda russa in NIS è stato di circa 3 miliardi di euro e, ad oggi, la compagnia è diventata “un esempio da emulare”, a detta di diversi esperti.

Inoltre, la Russia ha altresì fornito alla Serbia un prestito per modernizzare e costruire la rete ferroviaria del Paese. Dal 2014, la compagnia statale della Federazione, RZD Holding, ha ricostruito le linee Belgrado-Pancevo, Resnik-Valjevo, le infrastrutture parte dello sviluppo del Decimo Corridoio Paneuropeo dei Trasporti. Parallelamente, la Russia occupa un posto significativo nel settore bancario della Serbia, con lo sviluppo di Sberbank e VTB. In tale contesto, i media serbi non fanno alcun riferimento negativo alle attività delle società cinesi sul territorio del Paese, mentre i pareri sull’operato delle imprese russe sono spesso negativi.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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