Nigeria: la polizia libera 187 ostaggi dai banditi

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 9:08 in Africa Nigeria

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Il 7 ottobre, gli agenti di polizia nigeriani hanno salvato 187 persone che erano state rapite da banditi armati nello Stato Nord-occidentale di Zamfara, dove è in corso un’ampia operazione per contrastare la criminalità. 

Mohammed Shehu, il portavoce della polizia di Zamfara, ha dichiarato che le persone recuperate, tra cui donne e bambini, erano state sequestrate dai rapitori in quattro attacchi separati, avvenuti alcune settimane fa. “La polizia e altre agenzie di sicurezza hanno compiuto assalti a rifugi di banditi identificati in diverse parti dello Stato al fine di liberare il territorio da tutte le attività di banditi e altri elementi criminali”, ha affermato il portavoce. Le immagini e i video diffusi dalla polizia ai media mostrano alcune delle persone con i vestiti strappati, mentre aspettano di essere trasportate a casa.

Dal dicembre del 2020, Zamfara è stato al centro di una serie di violenze e rapimenti effettuati da banditi pesantemente armati che hanno preso di mira scuole, villaggi e persone che viaggiano sulle autostrade per chiedere un riscatto. Con il tempo, questi gruppi sono diventati sempre più audaci e hanno lanciato assalti anche contro avamposti dell’esercito, prigioni e sono arrivati ad abbattere un jet dell’aeronautica a luglio. A partire dal 4 settembre, è stato imposto un blackout delle reti telefoniche e internet, nello stato di Zamfara, per supportare nuove operazioni delle forze armate. Da allora, poche informazioni sono filtrate dall’area. 

Il 20 settembre, le autorità nigeriane hanno esteso il blocco delle comunicazioni ad alcune zone del vicino Stato di Sokoto. Prima di questo intervento, gli Stati del Nord-Ovest della Nigeria, tra cui Sokoto e Zamfara, avevano adottato misure locali per cercare di arginare la crisi. Tra queste, il divieto di vendere carburante in taniche e il trasporto di legna su camion, nella speranza di creare disagi alle bande che sono solite viaggiare in moto e accamparsi nelle foreste. Il governo di Zamfara ha anche ordinato a tutte le scuole statali di chiudere per prevenire ulteriori attacchi, secondo quanto specificato da Ibrahim Dosara, commissario statale per le informazioni. 

Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia sarebbe il fatto che i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. 

L’intera regione del Sahel e dell’Africa occidentale è caratterizzata da una crisi di sicurezza causata non solo dal banditismo, ma anche da traffici illeciti, scontri inter-etnici e continui attacchi di gruppi islamisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, un’altra organizzazione islamista un tempo egemone nella regione e fortemente indebolita dalle offensive del governo nigeriano e della coalizione internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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