Marocco: il re nomina il nuovo governo

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 10:06 in Africa Marocco

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Il re del Marocco, Mohammed VI, ha nominato, nella serata di giovedì 7 ottobre, i membri del nuovo governo, guidato dal premier Aziz Akhannouch. Sono 24 i ministri che compongono l’esecutivo marocchino. Tra questi, due appartengono al precedente governo. Si tratta del ministro degli Esteri, Nasser Bourita, e del ministro degli Interni, Abdelouafi Laftit. Il nuovo gabinetto include altresì Nadia Fettah Alaoui, ex ministro del Turismo, alla guida del dicastero delle Finanze. Oltre ad Alaoui, altre sei donne sono state designate membri del nuovo esecutivo. Tra queste, c’è anche l’ex sindaca di Marrakech, Fatima Ezzahra El Mansouri.

In una monarchia, come quella marocchina, che ruota intorno alla figura del re, il compito principale del nuovo governo sarà quello di attuare un modello di sviluppo delineato dal palazzo. In una lettera al sovrano dopo la sua nomina a primo ministro, Akhannounch aveva affermato che il suo partito, il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (RNI), si sarebbe impegnato in una serie di consultazioni con altri attori politici a lui vicini per “attuare la visione di sua maestà” e formare una “maggioranza coerente e omogenea” che realizzasse “programmi convergenti”.

Akhannouch, leader dell’RNI, il partito, di orientamento liberale, arrivato primo alle elezioni dell’8 settembre, avendo guadagnato 102 seggi su un totale di 395, ha formato una coalizione di governo insieme al Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM), di centro-sinistra, e all’Istiqlal Party (PI), conservatore. Ciò ha consentito la formazione di una maggioranza di 270 seggi. Il leader del PAM, Abdellatif Ouahbi, è stato nominato ministro della Giustizia, mentre quello di Istiqbal, Nizar Baraka, ha ottenuto il portafoglio delle Forniture e delle Risorse idriche.

Il Partito per la giustizia e lo sviluppo (PJD), che è stato al potere negli ultimi dieci, ha subito una netta perdita di consensi alle ultime elezioni, riuscendo a conquistare solo 13 seggi, rispetto ai 125 ottenuti alle precedenti votazioni, quelle del 2016.

Akhannouch, che è stato, dal 2007, ministro dell’Agricoltura, ha ottenuto l’incarico da Saad Eddine El-Othmani, che ha ricoperto la carica di primo ministro per quattro anni, a nome del PJD. La sconfitta del partito islamista moderato marocchino ha suscitato varie reazioni a livello nazionale e internazionale, con molti che ora si chiedono verso quale direzione Akhannouch e il suo partito hanno intenzione di portare il Paese nordafricano. Nato nella piccola città di Tafraout, nel centro-sud del Marocco, Aziz è figlio del magnate del petrolio Ahmed Akhannouch. Il padre del nuovo primo ministro è noto per essere il fondatore della compagnia petrolifera Afriquia, il principale distributore di carburante marocchino, ora gestita dal capo dell’RNI. Dopo aver conseguito una laurea in gestione aziendale presso l’Università di Sherbrooke, in Quebec, Canada, Aziz è tornato in Marocco per fondare diverse attività imprenditoriali in vari settori e partecipare, accanto a suo padre, ad un conglomerato di aziende focalizzato principalmente sull’industria petrolifera. La società è stata fondata nel 1959 come Afriquia SMDC (Société Marocaine de Distribution de Carburants), che ora è una filiale di Akwa Group SA. L’altra grande filiale, Maghreb Oxygène, è stata fondata nel 1974. La struttura aziendale è stata riorganizzata negli anni ’90, con la creazione della holding Groupe Afriquia. Le sue controllate Afriquia Gaz e Maghreb Oxygène sono state quotate in borsa nel 1999. Groupe Afriquia ha cambiato nome in Akwa Group nel marzo 2002.

Focalizzato sull’industria del petrolio e del gas, Akwa Group è diventato rapidamente uno dei più grandi conglomerati di affari del Marocco. Nel 2020, Forbes ha classificato Aziz Akhannouch come il dodicesimo miliardario più ricco del continente africano, con un patrimonio netto di quasi 2 miliardi di dollari. Oltre a gestire iniziative imprenditoriali di successo, Akhannouch si è anche impegnato nell’attività politica e non solo. Dal 2003 al 2007 è stato presidente del consiglio regionale di Souss-Massa-Draa, fino al 1999 ha fatto parte del consiglio di amministrazione di un think tank con il defunto re Hassan, attualmente è membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente, nonché membro della Fondazione Mohammed VI per il reinserimento dei detenuti. Attualmente risiede con la moglie e i tre figli nella città di Casablanca. Come leader dell’RNI, Akhannouch ha ribadito più volte di voler dare una spinta alle riforme sociali ed economiche del Marocco.  

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di Redazione

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