Libia: il premier in visita in Qatar

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 8:36 in Libia Qatar

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Il premier libico ad interim, Abdulhamid Dabaiba, ha svolto una visita ufficiale in Qatar, il 7 ottobre. Nel frattempo, l’attenzione continua a essere rivolta verso le elezioni presidenziali e legislative.

Dabaiba si è recato a Doha, dove è stato ricevuto dall’emiro qatariota, Tamim bin Hamd al-Thani. Ad accompagnarlo vi è stata una delegazione composta, tra gli altri, anche dal governatore della Banca centrale, Siddiq al-Kabeer, dalla Ministra degli Esteri, Najla al-Mangoush, e dal Ministro delle Finanze, Khaled al-Mabrouk. Durante i colloqui sono state prese in esame le relazioni bilaterali tra Tripoli e Doha e le modalità per valorizzarle e svilupparle ulteriormente in diversi ambiti, primi fra tutti investimenti e ricostruzione. Come specificato dall’ufficio stampa del governo libico, l’obiettivo di tali partenariati è far sì che la Libia possa beneficiare delle esperienze di successo del Qatar in progetti come quello relativo alla nuova “città dello sport”. Circa la cooperazione a livello di investimenti, entrambe le parti si sono dette disposte a incoraggiarla.

L’emiro Tamim e il premier libico hanno poi discusso degli ultimi sviluppi politici verificatisi nel Paese Nord-africano. A tal proposito, Doha ha ribadito il proprio sostegno alla Libia e in particolare alle elezioni legislative e presidenziali, affermando che sarà pronta a fornire assistenza ogniqualvolta ve ne sarà bisogno. Da parte sua, Dabaiba ha invitato il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, a partecipare alla cosiddetta “Conferenza sulla stabilità libica”, prevista per il 23 ottobre nella capitale Tripoli. L’incontro era stato annunciato, il 23 settembre, dal capo del Consiglio presidenziale libico, Mohamed al-Menfi, il quale aveva riferito che l’obiettivo sarebbe stato mobilitare sostegno “unificato e coerente” a favore della stabilità della Libia, così che possa essere ristabilita altresì la sua sovranità. Il meeting mira, poi, a fornire garanzie efficaci per preservare il processo politico e per tenere elezioni “sicure, trasparenti e accettabili”.

In precedenza, è stato al-Menfi a svolgere una visita a Doha, il 15 settembre scorso. Nel corso dei colloqui con l’emiro qatariota, quest’ultimo ha ribadito il sostegno del proprio Paese al processo politico e di riconciliazione nazionale della Libia, mentre ha elogiato il capo del Consiglio presidenziale per gli sforzi profusi, volti altresì a unificare le istituzioni statali del Paese Nord-africano. Il capo del Consiglio presidenziale libico, da parte sua, ha messo in luce come Qatar e Libia siano legati da relazioni profonde e ha espresso il desiderio di rafforzarle ulteriormente. A tal proposito, la visita del 14-15 settembre si inserisce nel quadro di una nuova strategia in fase di elaborazione, che mira a potenziare i legami tra le due parti sulla base di un vero partenariato e di interessi reciproci.

Nel corso del conflitto libico, Doha, alleata di Ankara, si è posta a sostegno del precedente governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). In tale quadro, risale al 17 agosto 2020 un accordo tripartito con cui il Qatar si era impegnato ad inviare in Libia consiglieri militari con l’obiettivo di addestrare funzionari libici, mentre sia la Ankara sia Doha hanno accettato di ospitare membri del personale di Tripoli nelle proprie accademie. Poi, il 26 ottobre dello stesso anno, l’allora ministro dell’Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, ed il suo omologo qatariota, Sheikh Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz al-Thani, hanno siglato un memorandum di intesa, della durata di tre anni, con lo scopo di potenziare la collaborazione tra i due Paesi in tre ambiti specifici, lotta al terrorismo, riciclaggio di denaro, crimini “economici ed elettronici”. L’obiettivo, era stato specificato, era cooperare per garantire la sicurezza e salvaguardare gli interessi di entrambe le parti.

Al momento, la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni presidenziali e legislative. A tal proposito, dopo che il Parlamento con sede a Tobruk ha elaborato le leggi che regolamenteranno il processo elettorale, rigettate dall’organismo consultivo con sede a Tripoli, l’Alto Consiglio di Stato, si discute sulla data in cui tenere le due elezioni. Al momento, l’ipotesi più probabile è che le elezioni presidenziali si tengano il 24 dicembre, mentre quelle legislative il mese successivo, a trenta giorni di distanza. Ciò è stato confermato, il 7 ottobre, dal portavoce del Parlamento di Tobruk, Abdullah Bilhaq, il quale ha smentito le affermazioni del presidente parlamentare Aguila Saleh circa l’organizzazione di entrambe le elezioni il 24 dicembre. In tale quadro, il 6 ottobre, la Camera dei Rappresentanti ha rivelato i dettagli della legge elettorale per l’autorità legislativa. Tra questi, la presenza di 13 circoscrizioni, distribuite tra le regioni orientale, occidentale e centrale, su 75 seggi elettorali. Il 16% dei 200 seggi totali sarà assegnato a donne.

Quanto accaduto in Libia prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nord- africano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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