Italia-UE: Draghi chiede di accelerare sulla Difesa comune europea

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 6:38 in Europa Italia

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Al termine del vertice tra Unione europea e Balcani occidentali, che si è tenuto nei giorni scorsi a Brdo, in Slovenia, il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha insistito sulla necessità che il blocco si doti di una maggiore capacità di Difesa per proteggere i suoi interessi in un contesto in cui la Nato appare sempre meno focalizzata sull’Europa. “Il ritiro dall’Afghanistan, per il modo in cui è stato deciso, comunicato ed eseguito e il cambio di intenzioni che ha riguardato il contratto tra l’Australia e la Francia per la fornitura di alcuni sottomarini nucleari scartati per sottomarini di produzione americana – e qui intendo non solo la sostanza, ma il modo in cui è stato comunicato – sono due messaggi molto forti, che ci dicono che la Nato sembra meno interessata dal punto di vista geopolitico all’Europa e alle zone di interesse dell’Europa e ha spostato le aree di interesse ad altre parti del mondo”, ha affermato il premier in conferenza stampa, il 6 ottobre. Le ambizioni strategiche americane si stanno velocemente trasferendo altrove, soprattutto verso l’Indopacifico, e i partner europei cominciano ad essere troppo spesso emarginati, si evince dal discorso di Draghi.

“Tutti i Paesi coinvolti nella discussione sono membri della Nato e intendono restare fermamente nel perimetro dell’alleanza atlantica. Però una prima riflessione si pone su cosa può fare l’UE e i suoi Paesi membri per contribuire a guidare le scelte della Nato”, ha sottolineato, nel corso del suo discorso, il primo ministro, ribadendo la necessità di mantenere forte il rapporto con gli USA e con il Patto Atlantico, ma proponendo di dare vita ad un impegno “diverso” e “complementare”. L’Europa ha quindi in programma di avviare una politica di Difesa comune che potrebbe partire, secondo le prime indiscrezioni, da un iniziale battaglione di pronto intervento ampliato e reso più rapido rispetto a quello esistente, come già annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Proprio la Commissione dovrebbe mettere a punto il progetto nei prossimi 6 mesi. 

“Se però l’Europa non ha una politica estera comune, è molto difficile che possa avere una difesa comune”, ha ammonito Draghi. L’idea del primo ministro italiano è dunque quella di creare un’autonomia strategica per l’Unione che interessi il campo della Difesa, sia accompagnata da una politica estera comune e consenta al blocco di parlare con una voce sola con i grandi attori internazionali, a partire da Russia e Cina. Rispondendo alle affermazioni del Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, secondo il quale una Difesa UE rischierebbe di indebolire la Nato, Draghi ha dichiarato con convinzione: “Non credo che qualunque cosa nasca fuori dalla Nato indebolisca la Nato e indebolisca l’Europa. Questo problema nasce dal fatto che molti, se non tutti i Paesi, hanno la sensazione di aver perso centralità geopolitica all’interno della Nato. Qualcosa di complementare alla Nato rafforza la Nato e l’Europa”. 

Nella mattinata del 6 ottobre, a margine del vertice di Brdo, Draghi ha tenuto un colloquio bilaterale con Macron. Secondo quanto riferito, l’incontro “è stato l’occasione per i due leader di fare un punto sui temi che saranno discussi al G20 di Roma alla fine del mese”. Fra le questioni emerse durante l’incontro, quella dei vaccini e della solidarietà con l’Africa, oltre che quella della Libia, in particolare riguardante la conferenza del prossimo 12 novembre. “C’è una comune volontà di andare avanti insieme su questi temi prioritari”, ha dichiarato la presidenza francese. Sulla Libia, nello specifico, “il coordinamento tra la Francia, l’Italia e la Germania per ottenere l’applicazione degli impegni presi a Berlino e che devono svilupparsi a Parigi è stretto”, ha assicurato l’ufficio di Macron.

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Chiara Gentili

di Redazione

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