Emirati Arabi Uniti: annunciata l’iniziativa “Net Zero”, neutralità climatica entro il 2050

Pubblicato il 8 ottobre 2021 alle 12:24 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno annunciato, il 7 ottobre, l’iniziativa “Net Zero”, il cui obiettivo è raggiungere zero emissioni di carbonio nette entro il 2050. Abu Dhabi rappresenta il primo attore in Medio Oriente e Nord Africa ad essersi posto un obiettivo simile.

La nuova strategia è stata annunciata in occasione dell’Expo 2020, alla presenza del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohamed bin Zayed al-Nahyan, il quale ha dichiarato che, ponendosi l’obiettivo di raggiungere la cosiddetta “neutralità climatica” entro il 2050, gli UAE dimostrano il proprio ruolo attivo e influente nella lotta ai cambiamenti climatici e danno prova degli sforzi profusi in tal senso. Il Paese del Golfo, ha spiegato al-Nahyan, mira, in particolare, a sostenere una crescita economica dinamica e, al contempo, un impatto ambientale positivo, anche attraverso la cooperazione internazionale e sfruttando le opportunità disponibili a livello economico e sociale. “Miriamo a sviluppare un approccio governativo globale che garantisca una crescita economica sostenibile nel Paese e fornisca un modello di azione e cooperazione per garantire un futuro migliore per l’umanità”, sono state le parole dell’erede al trono emiratino. Parallelamente, il vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Rashid al-Maktoum, altresì sovrano di Dubai, ha dichiarato: “Ci impegniamo a consolidare la nostra leadership sui cambiamenti climatici nella nostra regione e a cogliere questa opportunità economica chiave per guidare lo sviluppo, la crescita e nuovi posti di lavoro”.  

Per raggiungere tali risultati, gli Emirati si sono impegnati a stanziare più di 600 miliardi di dirham, pari all’incirca a 163 miliardi di dollari, in energia pulita e rinnovabile, fino al 2050. Sarà il Ministero dei cambiamenti climatici e dell’ambiente a coordinare gli sforzi per attuare l’iniziativa Net Zero, garantendo la collaborazione a livello nazionale tra le parti interessate in settori chiave, come energia, economia, industria, infrastrutture, trasporti, rifiuti, agricoltura e ambiente, i quali sono chiamati ad attuare piani, strategie e politiche esistenti e ad attuarne di nuovi.

L’annuncio del 7 ottobre si inserisce in un quadro più ampio, che ha visto il Paese impegnato ad agire a livello locale e globale nella lotta ai cambiamenti climatici dal 1995, anno della sua adesione alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Inoltre, l’iniziativa Net Zero è in linea con l’Accordo di Parigi sul clima, entrato in vigore il 4 novembre 2016, che invita i Paesi firmatari a elaborare strategie a lungo termine per ridurre le emissioni di gas serra e limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.

Sin dalla adesione a tali iniziative internazionali, Abu Dhabi ha adottato una serie di normative e implementato nuove misure volte a ridurre le emissioni di anidride carbonica e fornire soluzioni sostenibili in diversi settori, dall’energia all’industria all’agricoltura. Parallelamente, un altro obiettivo degli Emirati, il quarto maggiore produttore di petrolio tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) è diversificare le proprie fonti di energia. Motivo per cui, sebbene la sua economia sia tuttora dipendente dal petrolio, Abu Dhabi sta investendo ingenti somme per sviluppare fonti di energia rinnovabile, per far sì che queste coprano metà del proprio fabbisogno entro il 2050. Fino ad oggi, il Paese ha investito oltre 40 miliardi di dollari. Le tendenze attuali prevedono che la capacità di produzione di energia pulita, inclusi solare e nucleare, raggiungerà i 14 GW entro il 2030, da circa 100 MW nel 2015 e 2,4 GW nel 2020.

In tale quadro, risale al 2017 il lancio del Piano nazionale sui cambiamenti climatici 2017-2050, con cui è stato definito un quadro per la gestione delle emissioni di gas serra, l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici e la diversificazione dell’economia attraverso l’innovazione. In particolare, tale piano mira ad aumentare l’efficienza dei consumi individuali e istituzionali del 40%, aumentare il contributo dell’energia pulita al mix energetico totale prodotto nel Paese dal 25% al 50% e raggiungere un risparmio pari a 700 miliardi di dirham fino al 2050. La strategia tiene conto di una crescita annua della domanda di energia del 6% e di una riduzione del 70% delle emissioni di carbonio nel processo di produzione dell’elettricità nei prossimi tre decenni. Il mix energetico, secondo la strategia, include il 44% di energia pulita, il 38% di gas, il 12% di carbone pulito, e il 6% di energia nucleare. In tale quadro, nel dicembre 2020, la nazione ha presentato il suo secondo contributo determinato a livello nazionale, che ha comportato l’aumento della sua ambizione climatica attraverso diverse misure, tra cui il rafforzamento dei suoi sforzi per ridurre le emissioni del 23,5%, pari a 70 milioni di tonnellate, entro il 2030.

Non da ultimo, gli Emirati Arabi Uniti supportano infrastrutture verdi e progetti di energia pulita in tutto il mondo e hanno investito in iniziative di energia rinnovabile, per un valore di circa 16,8 miliardi di dollari, in 70 Paesi, soprattutto in quelli in via di sviluppo. A livello nazionale, la nazione ospita tre dei più grandi impianti solari del mondo, tra cui l’impianto fotovoltaico da 2 GW di Al-Dhafra, a cui è stata aggiunta la centrale nucleare, per scopi pacifici, di Barakah, la prima del mondo arabo. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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