Perù: il presidente effettua un rimpasto di governo e nomina un nuovo premier

Pubblicato il 7 ottobre 2021 alle 11:19 in America Latina Perù

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Il presidente peruviano, Pedro Castillo, ha deciso di rimescolare il suo governo, mercoledì 6 ottobre, eliminando i ministri più vicini all’ala radicale del suo partito, Perù Libre, e rafforzando la corrente più moderata. Il rimpasto prevede la sostituzione del premier Guido Bellido, salito al potere il 21 luglio di quest’anno, con l’attivista ambientale e paladina dei diritti umani Mirtha Vásquez, di 46 anni, membro del partito Frente Amplio. La donna era stata nominata lo scorso anno dal presidente ad interim, Francisco Sagasti, come presidente del Congresso, il Parlamento unilaterale del Paese.

Oltre a Vásquez, gli altri cambi al governo riguardano 6 Ministeri. Esce il ministro del Lavoro, Iber Maravi, sotto attacco della magistratura e delle opposizioni per presunti legami con i terroristi, ed entra al suo posto Bettsy Chavez. Al Ministero degli Interni, Luis Barrenzuela prende il posto di Juan Carrasco, all’Educazione, Carlos Gallardo si sostituisce a Juan Cadillo, alla Produzione, Ivan Quispe scalza Josè Incio. Al vertice del Minister dell’Energia Ivan Merino rileva Eduardo Gonzales, mentre alla Cultura Gisela Ortiz sostituisce Ciro Galvez. Nessun avvicendamento al Ministero della Difesa, che rimane a Walter Ayala, a quello della Giustizia, che continua ad essere presieduto da Anibal Torres, e alla Salute, ancora in capo a Hernando Cevallos. Rimangono al loro posto anche Pedro Francke, del Ministero dell’Economia, e Oscar Maurtua, del Ministero degli Esteri. 

Commentando l’attuale fase politica, Castillo ha dichiarato, via Twitter, che “il nuovo governo cercherà di promuovere il dialogo, la governance e il lavoro di squadra”. “Il nostro grande obiettivo è lottare per i più vulnerabili e lo raggiungeremo”, ha assicurato. Diversi esponenti politici hanno sottolineato che il rimpasto di governo, sebbene utile a risolvere un dualismo interno all’esecutivo che si sarebbe potuto rivelare dannoso per il Paese, rischia di mettere in bilico la tenuta dell’Aula. Il leader di Perù Libre, Vladimir Cerron, ha affermato che il gruppo parlamentare del partito si rifiuta di appoggiare il nuovo gabinetto. La formazione ha interpretato la mossa di Castillo come un “tradimento” e ha criticato lo scarso livello di rappresentanza all’interno del nuovo governo. “E’ tempo che Perù Libre chieda la sua parte di potere, garantendosi una presenza reale oppure la panchina, in modo da poter prendere una posizione ferma”, ha scritto Cerron su Twitter, in quella che potrebbe essere interpretata come una possibile rottura con l’esecutivo.

Il rimpasto di governo, effettuato mercoledì, giunge dopo insistenti pressioni dell’opposizione, che minacciava mozioni di impeachment nei confronti di vari ministri. In appena due mesi di vita, l’esecutivo uscente aveva registrato numerose polemiche legate sia alle inchieste giudiziarie aperte sul conto di alcuni ministri e del premier sia alla difficile coesistenza tra l’ala radicale del partito e il presidente Castillo, alla ricerca di una più ampia base di consenso. Vásquez è stata nominata primo ministro durante una cerimonia al Palazzo del Governo di Lima, trasmessa dalla televisione di Stato. Come stabilito dalla Costituzione del Perù, il nuovo capo di gabinetto avrà un mese di tempo per andare al Congresso per presentare il suo piano di lavoro e chiedere la fiducia dei legislatori.

Castillo aveva nominato Bellido dopo la sua vittoria presidenziale, a luglio, e il Congresso aveva assicurato la fiducia alla nuova amministrazione ad agosto. L’ex premier era poco conosciuto negli ambienti politici, prima di salire al potere, ma lo stile sfacciato che lo contraddistingueva aveva scosso il Congresso e preoccupato ulteriormente gli investitori, agitati dalle implicazioni di un’amministrazione di sinistra sugli affari. Sia Castillo che Bellido provengono dal partito socialista Perù Libre, ma quest’ultimo aveva adottato posizioni più estreme, trovandosi ad affrontare l’opposizione per aver suggerito la nazionalizzazione del settore del gas naturale. Il mese scorso, il suo gabinetto aveva consegnato una lettera all’argentina Pluspetrol, il più importante operatore di gas naturale in Perù, chiedendo di rinegoziare il contratto dell’azienda per il pagamento di tasse più elevate. In un’intervista con l’agenzia di stampa Reuters dopo il suo insediamento, Bellido aveva sottolineato l’intenzione di un coinvolgimento diretto dello Stato in aree economiche chiave. “La nostra sensazione è che i settori strategici debbano essere nelle mani del governo”, aveva affermato, aggiungendo: “Secondo me, il gas naturale è una risorsa strategica e deve avere la partecipazione del governo a nuovi progetti idroelettrici di grandi dimensioni”. La nomina del primo ministro uscente, tuttavia, è stata controversa sin dall’inizio anche per altre ragioni. I media peruviani avevano rivelato che Bellido era indagato dai pubblici ministeri per una presunta “apologia del terrorismo” a causa delle dichiarazioni rilasciate poco dopo aver preso posto in Parlamento, a giugno. In queste affermazioni, l’ex premier avrebbe difeso alcune persone che sostenevano il gruppo guerrigliero peruviano, d’ispirazione maoista, Shining Path, che ha combattuto lo Stato dal 1980 al 2000 ed è stato designato come organizzazione terroristica da Lima.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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