Libano: l’Iran ricostruirà il porto di Beirut e centrali elettriche

Pubblicato il 7 ottobre 2021 alle 19:05 in Libano Medio Oriente

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Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, si è recato in visita ufficiale a Beirut, oggi, giovedì 7 ottobre. Durante i colloqui con il presidente libanese, Michel Aoun, il capo della diplomazia di Teheran ha riferito che il proprio Paese sarà “sempre a fianco del Libano” per porre fine a un “assedio ingiusto”.

In particolare, il ministro iraniano, giunto nella capitale all’alba, ha affermato che Teheran fornirà assistenza in tutti i campi in cui il Libano ha bisogno di aiuto, viste le difficili condizioni economiche in cui riversa. A tal proposito, l’Iran si è detto disposto a partecipare ai lavori di ricostruzione del porto di Beirut, devastato da una violenta esplosione il 4 agosto 2020, mentre le compagnie iraniane costruiranno due centrali elettriche. Da parte sua, il capo di Stato libanese ha riferito che Beirut sostiene gli sforzi profusi per incoraggiare un riavvicinamento dei Paesi mediorientali, con particolare riferimento al dialogo, in corso, tra Teheran e Riad, due rivali per eccellenza, e ai negoziati volti a ripristinare l’accordo sul nucleare iraniano. Al contempo, Aoun ha ringraziato il suo interlocutore per il sostegno offerto a seguito dell’incidente al porto di Beirut.

Amir-Abdollahian ha incontrato, separatamente, anche il presidente del Parlamento, Nabih Berri, prima di tenere colloqui con il premier Najib Mikati, il cui mandato ha avuto inizio il 10 settembre scorso. Non sono mancate, poi, conversazioni con il ministro degli Esteri libanese, Abdallah Bou Habib, e rappresentanti di gruppi palestinesi e di Hezbollah, partito sciita e alleato dell’Iran in Libano. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con Berri, il capo della diplomazia iraniana ha affermato che Teheran e Beirut hanno entrambe evidenziato la necessità di rafforzare le relazioni bilaterali in “diversi modi”, oltre ad aver discusso del ruolo di Hezbollah e delle sue forse armate, considerate un deterrente nei confronti di Israele.  

Circa le discussioni con il premier, non sono state rilasciate dichiarazioni da parte iraniana. Mikati, invece, ha affermato che il Libano accoglie con favore “qualsiasi sforzo profuso da parte di Paesi fratelli e amici, purché questi sforzi aiutino il Libano a preservare lo Stato, le sue istituzioni e a rafforzare la propria sicurezza legittima e le forze militari”. Il capo della diplomazia iraniana è stato poi ricevuto dal suo omologo libanese, Abdallah Bou Habib. È in tale occasione che è stato rivelato che le aziende iraniane sono pronte a costruire, in 18 mesi, “due centrali per la produzione di corrente elettrica con una potenza di 1000MW a Beirut e nel Sud”. Abdollahian ha anche fatto accenno a un accordo su una riunione della commissione economica congiunta tra Libano e Iran e ha precisato che “il fascicolo delle relazioni turistiche ed economiche resta aperto”.

La visita di Amir-Abdollahian è stata preceduta da una protesta a Beirut, il 6 ottobre, organizzata da una decina di manifestanti libanesi, contrari a quella che viene percepita come una crescente influenza dell’Iran nel proprio Paese, soprattutto dopo che Hezbollah ha facilitato, dal 16 settembre scorso, l’invio di petrolio iraniano in Libano. A tal proposito, una terza petroliera è stata avvistata il 6 ottobre presso il porto siriano di Baniyas, il cui carico dovrebbe poi raggiungere i territori libanesi.

La mossa è stata considerata una violazione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, con possibili rischi aggiuntivi per la già fragile economia libanese. In particolare, risale al 15 ottobre 2018 la decisione degli USA con cui Hezbollah è stato incluso in una lista comprendente cinque gruppi classificati dal Dipartimento di Giustizia statunitense come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe. Mikati, in precedenza, seppur dicendosi rammaricato della “violazione della sovranità libanese”, ha affermato di non temere sanzioni, in quanto le operazioni sono state svolte senza il coinvolgimento del governo di Beirut.

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ripetutamente espresso interesse a rafforzare i legami commerciali non solo con Teheran, ma anche con Pechino, la quale ha affermato di voler sostenere il Libano con meno restrizioni rispetto ai Paesi occidentali. Mikati, invece, all’inizio del proprio mandato, ha dichiarato di voler migliorare i legami tra il Libano e la comunità internazionale, passando per la regione mediorientale. Si ritiene, però, che riallacciare i rapporti con Riad, avversaria sia di Teheran sia di Hezbollah, sia una sfida complessa.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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