L’Azerbaigian chiude una Moschea e un ufficio legati all’Iran

Pubblicato il 7 ottobre 2021 alle 18:28 in Azerbaigian Iran

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Le autorità dell’Azerbaigian hanno annunciato la chiusura temporanea di due strutture legate al leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, in un momento in cui crescono le tensioni tra Baku e Teheran, a seguito delle manovre militari che quest’ultima ha avviato, il primo ottobre, lungo i 700 chilometri di confine che condivide con l’Azerbaigian.

Il 5 ottobre, Baku ha reso noto che due strutture di rappresentanza dell’Iran nella capitale azera sarebbero state chiuse per un breve periodo di tempo non specificato. Si tratta della Moschea di Husseiniyya e dell’ufficio Ojaghnejad, anch’esso all’interno della struttura religiosa. Nel dettaglio, Ojaghnejad ospita il rappresentante del leader supremo iraniano, Seyyed Ali Akbar Ojaghnejad, e, secondo quanto riferito nel sito ufficiale, è operativo dal 1996. A fornire ulteriori dettagli sulla chiusura, il medesimo martedì, è stato il Ministero degli Interni azero: “La Moschea Husseiniyya è uno dei luoghi in cui il coronavirus si è diffuso maggiormente negli ultimi giorni. Il servizio epidemiologico sta adottando misure adeguate”. Analogamente, il portavoce del suddetto Dipartimento, Eskhan Zahidov, ha affermato che si è trattato di una mossa necessaria a causa del picco di casi Covid registrati a Baku negli ultimi giorni. La risposta di Teheran è giunta la sera del 5 ottobre, attraverso dichiarazioni rilasciate dall’Ambasciata iraniana a Baku. Tale missione diplomatica ha riferito di aver appreso della chiusura delle strutture attraverso “canali diplomatici”, contestando il fatto di non aver ricevuto alcun preavviso da parte delle autorità azere.

Intanto, lo stesso 5 ottobre, l’agenzia di stampa turca Anadolu ha annunciato che l’Esercito azero ha condotto esercitazioni militari servendosi dei droni di fabbricazione turca Bayraktar, i quali hanno distrutto con successo gli obiettivi prefissati. Il Ministero della Difesa azero, inoltre, ha rilasciato filmati in cui è stato possibile visionare le modalità di svolgimento delle operazioni tattico-belliche.

Gli ultimi sviluppi giungono in un momento di particolare tensione per le relazioni tra Azerbaigian e Iran. Il 4 ottobre, Teheran ha accusato Baku di aver ospitato l’Esercito israeliano nel proprio Paese. In risposta, la portavoce del Ministero degli Esteri azero, Leyla Abdullayeva, ha definito “infondate” tali affermazioni, negando la presenza di Tel Aviv, storico rivale dell’Iran, sul proprio territorio. Negli ultimi mesi, i due Paesi hanno rafforzato la cooperazione militare, con Tel Aviv che ha fornito droni ad alta tecnologia utili a Baku nel suo conflitto contro l’Armenia nella regione del Nagorno-Karabakh, esploso nell’autunno 2020.  

In tale quadro, è importante sottolineare che, da tempo, che l’Azerbaigian e l’Iran sono ai ferri corti, principalmente a causa del sostegno che Teheran ha offerto all’Armenia durante il conflitto nel Nagorno-Karabakh, scoppiato il 27 settembre 2020 e conclusosi il 9 novembre dello stesso anno con la vittoria di Baku. Recentemente, le relazioni si sono ulteriormente inasprite, complici le esercitazioni congiunte che le Forza Armate azere hanno tenuto con Turchia e Pakistan, a 500 chilometri dal confine con l’Iran. Si tratta delle manovre Three Brothers-2021, avviate il 12 settembre e conclusesi il 20 dello stesso mese. Le tensioni tra Iran e Azerbaigian hanno anche complicato la situazione lungo un passaggio di confine vitale tra i due Paesi, che i camion iraniani usano per trasportare carburante e altre merci all’Armenia. Nelle ultime settimane le autorità azere hanno bloccato la strada e arrestato due camionisti provenienti dall’Iran per aver tentato di percorrere il valico. La mossa ha innervosito le autorità di Teheran.

In seguito, venerdì primo ottobre, l’esercito iraniano ha avviato esercitazioni vicino al confine con l’Azerbaigian. Con questa mossa, Teheran intendeva mettere in mostra le proprie capacità militari, in prossimità di un vicino di cui è sempre più scettico per via dei legami che quest’ultimo sta approfondendo con l’Occidente e con Israele. Le esercitazioni sono avvenute nel mezzo di crescenti tensioni lungo il confine. Ad esempio, giovedì 30 ottobre, il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, aveva espresso le sue preoccupazioni all’ambasciatore azero nel Paese, Ali Alizadeh. “Non tolleriamo la presenza e le attività contro la nostra sicurezza nazionale da parte del regime sionista, o Israele, vicino ai nostri confini”, ha affermato Amirabdollahian, aggiungendo: “Adotteremo tutte le azioni necessarie al riguardo”. Il ministro ha definito “importanti” le relazioni tra Iran e Azerbaigian, ma ha insistito sul fatto che Teheran ha il “diritto” di tenere esercitazioni.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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