La Russia invita i talebani ai colloqui sull’Afghanistan

Pubblicato il 7 ottobre 2021 alle 20:34 in Afghanistan Russia

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L’inviato speciale della Federazione Russa per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, ha annunciato, giovedì 7 ottobre, che Mosca inviterà i rappresentanti dei talebani ai colloqui internazionali sull’Afghanistan, che si terranno presso la capitale russa, il prossimo 20 ottobre.

La notizia, il medesimo giovedì, è stata riportata dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Sebbene Kabulov abbia invitato i funzionari dei talebani, non è stato precisato, però, quale livello di rappresentanza sarà richiesto al multilaterale. Nel frattempo, il medesimo giovedì, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zacharova, ha dichiarato che Mosca teme che la minaccia jihadista in Afghanistan possa espandersi nell’Asia Centrale, area che la Russia considera il proprio “cuscinetto difensivo Meridionale”, e, più in generale, anche in Russia. “Il gruppo fondamentalista ha intensificato le ostilità nel Sud del Paese, in particolare nella provincia di Zabol”, ha precisato Zakharova.

Tali dichiarazioni giungono giorni dopo quanto accaduto, il 4 ottobre, nell’area dell’Ambasciata russa a Kabul. In tale occasione, nei pressi della missione diplomatica russa, i talebani hanno neutralizzato un totale di cinque militanti dell’ISIS, i quali avevano aperto il fuoco a 100 metri dall’Ambasciata. Secondo quanto riferito da un corrispondente di RIA Novosti, che, il 4 ottobre, si trovava presso l’edificio, sono stati uditi colpi d’arma da fuoco, che hanno portato poi a scontri armati tra i miliziani dell’ISIS e i talebani.  

A proposito del rapporto tra la Russia e i talebani, è importante ricordare che, il 13 febbraio 2003, Mosca aveva designato i talebani come organizzazione terroristica. Tuttavia, negli ultimi anni, il Paese ha ospitato i rappresentanti del gruppo nella capitale russa, dove i colloqui più recenti risalgono all’8 e al 9 luglio di quest’anno. I negoziati sono sempre avvenuti alla presenza di alti funzionari, come il ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov, l’inviato speciale russo per l’Afghanistan Kabulov, nonché l’ambasciatore russo a Kabul, Dmitry Zhirnov. Altrettanto rilevante è sottolineare che sia Kabulov sia Zhirnov, dall’insediamento dei talebani, hanno speso parole positive nei confronti del gruppo, anche a discapito del precedente governo di Ashraf Ghani.  In particolare, l’ambasciatore russo a Kabul ha definito “costruttivi” e “positivi” i colloqui bilaterali con i Talebani del 17 agosto.

Nonostante ciò, Lavrov ha annunciato, lo stesso 17 agosto, che la Russia non si sarebbe affrettata nel riconoscere a livello internazionale il nuovo governo talebano, e Zhirnov ha sottolineato che tutto dipenderà dalla linea politica che i miliziani adotteranno. Il ministro degli Esteri di Mosca ha altresì esortato l’Emirato Islamico ad avviare “un dialogo nazionale inclusivo, formato da tutte le forze politiche” in azione. Pertanto, sebbene gli ultimi sviluppi forniscano indizi sul ruolo che il Cremlino intende ricoprire nell’intreccio geopolitico Centro-Asiatico, Mosca rimane comunque diffidente nei confronti dell’estremismo islamista, dove il maggiore timore è che tali ideologie si diffondano nuovamente nei Paesi vicini. In aggiunta, nonostante i Talebani abbiano dichiarato “finita” la guerra civile, il rischio che l’Afghanistan diventi nuovamente teatro di conflitti intestini è alto.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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