Algeria: ministro degli Esteri in Italia, evidenziata una “convergenza di opinioni”

Pubblicato il 7 ottobre 2021 alle 13:21 in Algeria Italia

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Il ministro degli Esteri dell’Algeria, Ramtane Lamamra, si è recato in visita a Roma per partecipare alla Conferenza ministeriale Italia-Africa, prevista per oggi, 7 ottobre. Tra le personalità incontrate vi è stato il suo omologo italiano, Luigi Di Maio.

Nel corso dei colloqui del 6 ottobre, i capi della diplomazia hanno preso in esame lo stato delle relazioni italo-algerine a livello politico, economico e commerciale, con un focus sui dossier in materia di energia e migrazione che vedono cooperare i due Paesi. Entrambe le parti si sono dette soddisfatte del partenariato stabilito, consapevoli dell’esistenza di una vasta gamma di potenzialità per portarlo a un livello ancora maggiore, a livello sia qualitativo sia quantitativo. Alla luce di ciò, Roma e Algeri hanno ribadito l’impegno comune a coordinarsi anche per preparare i prossimi meeting bilaterali, primo fra tutti la visita del presidente italiano, Sergio Mattarella, il quale si recherà nel Paese Nord-africano il 6 e 7 novembre, su invito del capo di Stato algerino, Abdelmadjid Tebboune. “Sarà un grande momento storico”, ha dichiarato il capo della diplomazia algerino, il quale, durante un incontro con i giornalisti, ha fatto riferimento a una “storia comune” che lega Italia e Algeria.

Stando a quanto riportato da Lamamra sul proprio account Twitter, Roma e Algeri sono determinate a concretizzare le opportunità offerte dal partenariato strategico italo-algerino, sulla base della “convergenza di opinioni su dossier africani ed euro-mediterranei di mutuo interesse”. A tal proposito, a livello regionale, Di Maio e il suo omologo algerino si sono detti concordi a promuovere una nuova dinamica per le relazioni euro-mediterranee, alla luce della partnership tra l’Algeria e l’Unione Europea. Un’altra questione regionale di mutuo interesse è, poi, la Libia, dove si è in attesa delle elezioni calendarizzate per il 24 dicembre prossimo. Nel corso del bilaterale tra i ministri degli Esteri è stata rivolta attenzione anche a quanto accade nella regione del Sahel e del Sahara occidentale e alle sfide poste alla sicurezza di tali aree.

Con i giornalisti, poi, Lamamra ha fatto riferimento alle iniziative promosse dal suo Paese a livello regionale e al suo desiderio di partecipare alla ricerca di soluzioni pacifiche delle crisi e dei conflitti che caratterizzano i propri vicini. Non da ultimo, nel corso dei colloqui con altre personalità italiane, il ministro algerino ha messo in luce l’importanza delle riforme economiche avviate da Algeri, sotto la guida del presidente Tebboune, volte a creare un clima favorevole agli investimenti e a porre fine alla dipendenza dagli idrocarburi. Proprio la transizione energetica è uno dei temi posti sul tavolo della Conferenza ministeriale Italia-Africa. In particolare, l’incontro mira a discutere delle sfide energetiche e climatiche dell’Africa, e delle loro ricadute sul percorso di sviluppo dei Paesi del continente, anche alla luce delle conseguenze provocate dalla pandemia di Covid-19. Il meeting del 7 e 8 ottobre si inserisce nel quadro della presidenza italiana del G20 e sarà incentrato sui tre pilastri “People, Planet, Prosperity”.

La transizione energetica rappresenta un “imperativo” oltre che una “scelta strategica” per l’Algeria di Tebboune.  Il Paese Nord-africano sta provando sempre più a diversificare il proprio sistema economico e a risolvere la crisi provocata dal forte calo delle esportazioni di petrolio, volgendo altresì lo sguardo verso fonti rinnovabili. Tuttavia, ad oggi, l’industria petrolifera rappresenta circa il 95% dei guadagni in valuta estera di Algeri, il che ha fatto sì che il Paese risentisse della crisi dei prezzi di petrolio del 2020. A tal proposito, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto un aumento del debito pubblico, per l’anno in corso, dal 53% al 63% del PIL, mentre l’inflazione dovrebbe raggiungere il 5%. Per ristabilire un certo equilibrio, a detta del FMI, sarebbe necessario un costo di 160 dollari al barile di petrolio, una cifra al momento difficilmente raggiungibile, soprattutto alla luce delle restrizioni dell’alleanza dei Paesi esportatori di Petrolio e suoi alleati, OPEC+.

In tale quadro, l’Italia, nel 2018, è stata la prima destinataria delle esportazioni algerine, mentre è passata al secondo posto, dopo la Francia, l’anno successivo, il 2019. Al contempo, Roma rappresenta la terza maggiore importatrice di Algeri, dopo Cina e Francia. Nei primi sei mesi del 2021, le attività di import italiano dal Paese Nord-africano hanno registrato un aumento del 73,2%. Algeri riceve da Roma soprattutto macchinari e apprecchiature, oltre a coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, mentre invia all’Italia perlopiù “prodotti delle miniere e delle cave”. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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