Qatar-Emirati Arabi Uniti: relazioni sempre più distese

Pubblicato il 6 ottobre 2021 alle 17:02 in Emirati Arabi Uniti Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, altresì vice primo ministro di Doha, è stato accolto dal principe ereditario emiratino, Sheikh Mohamed bin Zayed al-Nahyan, oggi, mercoledì 6 ottobre. Si tratta della prima visita di al-Thani negli Emirati Arabi Uniti (UAE) dalla dichiarazione di al-Ula del 5 gennaio scorso.

Stando a quanto riportato da fonti sia emiratine sia qatariote, nel corso dell’incontro, svoltosi ad Abu Dhabi, alla presenza del consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Tahnoun bin Zayed, e del principe ereditario di Dubai, lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Zayed, sono stati presi in esame i rapporti bilaterali e di cooperazione tra i due Paesi del Golfo e le modalità per rafforzarli ulteriormente, nell’interesse di entrambe le parti.

Già il 26 agosto scorso, Tahnoon bin Zayed si era recato in visita a Doha, dove aveva incontrato l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani. La visita di oggi, la prima per il capo della diplomazia qatariota negli UAE, si è svolta a circa nove mesi di distanza dalla dichiarazione di al-Ula, la quale ha favorito un progressivo riavvicinamento tra il Qatar e gli altri quattro Paesi fautori del blocco contro Doha, all’origine della cosiddetta crisi del Golfo. In particolare, il 5 giugno 2017, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain avevano imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico. La decisione era nata in seguito alle accuse rivolte a Doha per via del suo presunto sostegno e finanziamento di gruppi terroristici, tra cui Hamas ed Hezbollah, e dell’appoggio all’Iran, principale rivale di Riad nella regione. Da quel momento, i quattro Paesi avevano chiuso i loro confini marittimi, terrestri e aerei con il Qatar. Doha, da parte sua, ha ripetutamente negato le accuse nei suoi confronti e ha più volte affermato che non vi era “alcuna giustificazione legittima” per la rottura dei rapporti.

Poi, il 5 gennaio scorso, nella città saudita di al-Ula, sono stati mossi i primi passi verso un disgelo delle tensioni. In particolare, i Paesi del cosiddetto quartetto hanno deciso di porre ufficialmente fine alla crisi e, nella dichiarazione finale del 41esimo vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis. Nelle settimane successive, i Paesi coinvolti hanno gradualmente aperto le proprie frontiere al Qatar. Ad oggi, l’Arabia Saudita e l’Egitto sembrano aver agito più velocemente rispetto agli UAE nel ripristino delle relazioni con il Qatar, sebbene tutti, tranne il Bahrein, abbiano riattivato collegamenti commerciali e aerei. A tal proposito, Riad e Il Cairo, alla guida degli sforzi per ricucire i rapporti con il Qatar, hanno nominato ambasciatori a Doha. Abu Dhabi e Manama, invece, devono ancora farlo, ma si pensa che la visita del 6 ottobre possa dare nuovo slancio anche in tal senso.

In generale, dalla dichiarazione del 5 gennaio, gli Stati del Golfo hanno adottato un approccio più moderato non solo con il Qatar, ma anche con il suo alleato turco, al fine ultimo di favorire una distensione delle tensioni nella regione mediorientale. In tale quadro si colloca il graduale riavvicinamento degli ultimi mesi tra Ankara e Abu Dhabi, a partire dall’incontro “storico”, del 19 agosto, tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il consigliere per la sicurezza nazionale, Sheikh Tahnoun. Al meeting ha fatto seguito un colloquio telefonico, il 30 agosto, tra Erdogan e il principe ereditario di Abu Dhabi. A tal proposito, il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha spiegato che non vi è stato alcun problema tra il proprio Paese e gli UAE e che nelle relazioni internazionali non si può parlare di amicizia o inimicizia permanente. Ad ogni modo, anche in questo caso, il ministro ha affermato che i due Paesi hanno intrapreso mosse volte a normalizzare le relazioni. Queste hanno già portato a risultati positivi e, se si continuerà sulla medesima strada, è probabile che le relazioni tra la Turchia e gli Emirati “ritornino alla normalità”.

È stata soprattutto Riad a svolgere un ruolo rilevante nella distensione delle tensioni tra il Qatar e i Paesi fautori dell’embargo. Già a dicembre 2020, il Regno aveva ribadito il suo impegno all’unità del Consiglio di cooperazione del Golfo, aprendo la possibilità ad un atteggiamento distensivo nei confronti del Qatar. Il 27 dicembre, durante un incontro virtuale, i ministri degli Esteri dei Paesi del GCC avevano affermato di voler rafforzare la cooperazione e superare le divergenze con Doha. Poco prima, il 23 dicembre, il ministro degli Esteri qatariota aveva dichiarato che non vi era più alcun ostacolo alla risoluzione della crisi e che si era arrivati ad “una svolta” nel processo di riconciliazione.

I primi segnali verso la de-escalation, in realtà, erano apparsi a seguito della visita in Qatar del consigliere senior e genero dell’ex presidente degli USA, Jared Kushner, svoltasi il 2 dicembre 2020. Poi, il 4 dicembre, il ministro degli Esteri del Kuwait, lo sceicco Ahmad Nasser al-Sabah, aveva dichiarato che le parti coinvolte nella questione, Riad e Doha in primis, si erano impegnate in colloqui fruttuosi, dimostrando la propria disponibilità a porre fine alla crisi. Il giorno successivo, il 5 dicembre, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan al-Saud, aveva affermato che le possibilità di risoluzione della crisi del Golfo erano estremamente positive e che presto sarebbe stato raggiunto un accordo definitivo, effettivamente siglato il mese successivo. 

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.