Iran: il ministro degli esteri in visita a Mosca, focus su nucleare e questioni regionali

Pubblicato il 6 ottobre 2021 alle 16:10 in Iran Russia

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Il ministro degli Esteri dell’Iran, Hossein Amir Abdollahian, si è recato in visita a Mosca, oggi, 6 ottobre, dove ha tenuto colloqui con la controparte russa, il ministro Sergey Lavrov. Tra i temi al centro delle discussioni vi è stato altresì l’accordo sul nucleare iraniano.

In particolare, è stato Lavrov a evidenziare come sia necessario riprendere le discussioni su tale dossier il prima possibile. L’Iran, a detta del ministro, è pronto a farlo, mentre Washington, la quale si è ritirata dall’intesa, altresì nota come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’8 maggio 2018, è stata esortata a rispettare i propri impegni e obblighi legali e a porre fine alle “restrizioni illegali contro l’Iran e i suoi partner commerciali”. Tale mossa, ha affermato il ministro russo, è attesa dalla comunità internazionale. In tale quadro, Lavrov ha poi dichiarato alla stampa che presto riprenderanno i colloqui a Vienna, e che Mosca si rifiuta di includere altre questioni all’interno dei negoziati. Gli incontri nella capitale austriaca, lanciati il 6 aprile scorso, sono stati interrotti il 17 luglio, alla luce del “periodo di transizione” vissuto da Teheran con l’elezione di un nuovo presidente, Ebrahim Raisi.

“Alcuni Paesi cercano di costringere l’Iran ad accettare nuovi impegni, ma questo deve avvenire attraverso il dialogo”, ha affermato il ministro, secondo cui i tentativi di collegare il ripristino dell’accordo nucleare alle concessioni dell’Iran su altre questioni “sono inutili”. Affermazioni simili sono state confermate anche da Amir Abdollahian. “Sottolineo che stiamo attualmente concludendo le consultazioni a riguardo e che presto riprenderemo i nostri negoziati a Vienna”, ha dichiarato il ministro nel corso della conferenza stampa congiunta.

Il capo della diplomazia iraniana ha poi affermato di stare guardando con timore alla presenza israeliana nel Caucaso dove, è stato evidenziato, non verrà tollerato alcun cambiamento a livello geopolitico, né tantomeno nella mappa della regione. Tali parole sono giunte dopo che, il 4 ottobre l’Azerbaigian ha respinto le accuse di Teheran secondo cui l’esercito israeliano si trovava nel Paese del Caucaso durante le esercitazioni militari condotte, il primo ottobre, dalle Forze Armate iraniane lungo il confine condiviso con l’Azerbaigian. A tal proposito, Amir Abdollahian aveva affermato, al suo arrivo nella capitale russa, che l’Iran si aspetta dalla Russia una reazione di fronte agli sviluppi della regione del Caucaso, rivolgendo l’attenzione alla presenza di “terroristi” e ai movimenti della “entità sionista”, che rischiano di minare la pace e la sicurezza.  

A margine dei colloqui del 6 ottobre, Lavrov ha poi riferito che Mosca “continuerà a rafforzare le sue relazioni commerciali con l’Iran, nonostante le sanzioni statunitensi”, e ha annunciando l’approvazione del suo Paese alla produzione del vaccino russo anti-Covid, “Sputnik V”, in Iran. Da parte sua, poco prima dell’incontro, Amir Abdollahian aveva affermato che il presidente Raisi mira ad espandere le proprie relazioni con i Paesi della regione, Russia inclusa, con cui ci si aspetta un “salto in avanti” nei rapporti con Mosca. Lo stesso capo della diplomazia iraniana ha spiegato che, grazie agli sforzi profusi dall’ambasciata iraniana in Russia, sono state create buone basi e la visita del 6 ottobre potrebbe dare nuovo slancio alle relazioni tra Teheran e Mosca in diversi settori. A detta di Abdollahian, le politiche adottate a livello regionale da Teheran e Mosca sono state molto vicine negli ultimi anni, e “sono state adottate misure coordinate in questioni di interesse comune”. Ora, si spera che tutto ciò migliori, così da garantire sicurezza all’intera regione.

Nel meeting del 6 ottobre, Mosca e Teheran hanno anche discusso delle modalità per rafforzare la cooperazione internazionale sulla ricostruzione postbellica dell’Afghanistan, secondo quanto riferito da Lavrov. “Partiamo dalla necessità di coinvolgere le organizzazioni internazionali competenti nella risoluzione dell’intero spettro dei problemi umanitari. Abbiamo assistito a seri passi concreti in questa direzione sia da parte delle istituzioni internazionali sia dei Paesi vicini. Accogliamo con favore il grande e significativo contributo dell’Iran, che ha ospitato milioni di profughi afgani”, ha dichiarato il ministro russo. Quest’ultimo ha poi osservato che Mosca e Teheran condividono iniziative simili sulla ricostruzione dell’Afghanistan e, pertanto, le parti hanno discusso di come coordinare i propri sforzi nel migliore dei modi. Ad ogni modo, per la Russia il peso maggiore della responsabilità della situazione in Afghanistan ricade sulle spalle degli Stati Uniti e dei loro alleati.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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