India: nuove violenze nel Kashmir, uccisi 3 civili

Pubblicato il 6 ottobre 2021 alle 15:27 in Asia India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia indiana ha reso noto che, il 5 ottobre, un gruppo di aggressori ha sparato separatamente a 3 uomini uccidendoli, nel Kashmir controllato dall’India. Le autorità hanno accusato dei fatti i militanti che combattono contro il dominio indiano nella regione contesa, definendo gli omicidi “casi terroristici”.

Nel primo caso, la polizia ha detto che i militanti hanno sparato contro un importante chimico, Makhan Lal Bindroo, nella sua farmacia a Srinagar, la città principale della regione. Bindroo, di fede induista, sarebbe stato portato in un ospedale dove sarebbe poi morto. La polizia haisolato l’area e lanciato una caccia all’uomo. Ad un’ora di distanza da tale episodio, un venditore di cibo di strada dello Stato orientale del Bihar è stato colpito in un altro quartiere di Srinagar ed è morto sul colpo. Infine, nella notte, alcuni uomini armati hanno sparato a un tassista nella zona settentrionale di Hajin, a 40 km da Srinagar, uccidendolo. La polizia indiana ha affermato che: “Le indagini sono in corso e gli agenti stanno continuando a lavorare per stabilire le circostanze complete di questi crimini terroristici”.

Nella settimana tra il 27 settembre e il 3 ottobre, altri aggressori avevano sparato a 2 uomini a Srinagar in quelli che Associated Press ha definito omicidi mirati.

Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. In particolare, la parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni Nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona Nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è però riconosciuta dagli attori in gioco e Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu ha istituito un confine de facto nel Kashmir tra la parte indiana e quella pakistana, noto come Linea di Controllo (LoC).  Qui è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che Islamabad e Nuova Delhi si accusano reciprocamente di violare di frequente ma che hanno riaffermato lo scorso 25 febbraio. Al contempo, dal 1989, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare i militanti.

In tale contesto, il 5 agosto 2019, l’esecutivo indiano guidato dal premier Narendra Modi, a capo del partito nazionalista-induista BJP, aveva suddiviso il territorio del Kashmir sotto la propria giurisdizione in due zone amministrate federalmente dall’India, il Jammu e Kashmir e il Ladakh. Così facendo erano stati revocati gli articoli 370 e 35A della Costituzione indiana che sancivano i diritti all’autonomia di cui godeva la regione, ovvero su tutte le questioni interne, tranne difesa, comunicazione e affari esteri. Di conseguenza, lo status speciale della regione era stato revocato e la sua costituzione separata era stata annullata. Modi aveva motivato la decisione presa affermando che si fosse trattato di uno sforzo più ampio per consentire lo sviluppo economico della regione e per integrarla con il resto del Paese.

Il Pakistan aveva da subito protestato contro tali cambiamenti, declassando lo status delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e sospendendo gli scambi commerciali e il servizio ferroviario con l’India. Un anno più tardi, il 4 agosto 2020, il Pakistan ha poi pubblicato una nuova cartina politica del Paese nella quale ha inglobato parte del territorio conteso con l’India nel Kashmir, connettendo la LoC al confine con la Cina.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.