Pakistan: la Cina investe a Karachi

Pubblicato il 5 ottobre 2021 alle 18:54 in Cina Pakistan

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Pakistan e Cina hanno concordato di sviluppare la costa di Karachi firmando un memorandum d’intesa per il progetto Karachi Coastal Comprehensive Development Zone, durante la decima riunione del comitato di cooperazione congiunto del corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) il 23 settembre.  

Sulla base dei dettagli condivisi dal Pakistan e riferiti da Nikkei Asia, la Cina investirà 3,5 miliardi di dollari nel progetto di Karachi. Quest’ultimo prevede l’aggiunta di nuovi ormeggi al porto della città, lo sviluppo di un nuovo porto per la pesca e una zona commerciale di 640 ettari sul terreno paludosi del Karachi Port Trust. Il progetto prevede anche la realizzazione di un ponte portuale che colleghi il porto con le vicine isole di Manora.

Il 24 settembre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva specificato che l’incontro è stato presieduto dai capi della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme della Cina e del Ministero della Pianificazione e dello Sviluppo del Pakistan. All’evento hanno poi partecipato circa 200 rappresentanti di governi, istituzioni finanziarie e imprese dei due Paesi. Durante l’evento è stata annunciata l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto per l’industria delle tecnologie dell’informazione e sono stati firmati una serie di documenti di cooperazione, così come intese tra imprese.

Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha definito l’inclusione della zona di sviluppo costiero complessivo di Karachi nel CPEC, che è un progetto inserito nel quadro della Nuove Vie della Seta, un “punto di svolta”. Su Twitter, il premier ha affermato: “Questo progetto ripulirà il nostro habitat marino per i pescatori, svilupperà 20.000 unità abitative a basso reddito e aprirà opportunità per gli investitori”. Per Khan, il progetto porterà Karachi al pari con altre città portuali sviluppate.

Secondo Nikkei Asia, l’iniziativa a Karachi potrebbe indicare uno spostamento dell’attenzione dal porto di Gwadar, situato nel Balochistan, che si sarebbe rivelato un’area problematica per gli investimenti cinesi. Il 21 agosto, nella provincia di Gwadar, ad esempio, un attentato suicida aveva colpito quattro veicoli con a bordo cittadini cinesi, provocando la morte di almeno 5 persone, tra cui 2 bambini, e ferendone almeno 30. Il Balochistan, situato al confine con l’Iran e l’Afghanistan, è la più grande provincia del Pakistan, nonché la meno popolata e la meno sviluppata. Il suo territorio dispone di ricche risorse naturali e gli abitanti locali hanno spesso lamentato di non ricevere una parte della ricchezza derivante dal gas e dai minerali ricavati in loco. Nella regione sono attivi i talebani pakistani, i separatisti di etnia baloch e alcuni gruppi filo-ISIS. I separatisti baloch in particolare sono stati responsabili di attacchi indirizzati ai progetti del CPEC. L’attentato è avvenuto dopo che il primo ministro Imran Khan ha lanciato a luglio un dialogo con i separatisti che si opponevano all’iniziativa cinese delle Nuove Vie della Seta.

 Prima della Cina, a giugno, anche l’Arabia Saudita ha deciso di spostare una raffineria di petrolio da 10 miliardi di dollari a Karachi da Gwadar. Tale decisione ha rappresentato un significativo shock per i piani del governo di costruire un centro energetico a Gwadar, che rischia di perdere ancora più investimenti esteri.

Karachi, invece, è la città più grande e il principale centro commerciale del Pakistan e ospita anche il porto più trafficato del Paese. Analisti citati da Nikkei Asia ritengono che Karachi offra infrastrutture migliori rispetto a Gwadar, così come leggi e ordine più rigidi, rendendo il centro un hub ideale per il CPEC. Secondo altri, però, le sfide dello sviluppo di un importante porto in un’area sottosviluppata come Gwadar sarebbero state prese in considerazione dalla Cina fin dall’inizio.

Nonostante la firma dell’accordo e l’espressione di impegno da parte cinese, alcuni analisti ritengono che la sua attuazione sarà difficile, in quanto i progetti delle Nuove Vie della Seta sarebbero sotto esame in Cina. Secondo il presidente di Vizier Consulting, Arif Rafiq, dovranno essere condotti studi di fattibilità, anche sull’impatto ambientale, in quanto il progetto potrebbe avere un impatto ambientale significativo e fino a 500.000 persone dovrebbero essere ricollocate, rendendo il progetto un processo politicamente controverso.

In merito a Gwadar la sua ipotetica perdita di centralità potrebbe avere implicazioni per le Nuove Vie della Seta più ampie. Alcuni analisti hanno affermato che il modo in cui Pakistan e Cina stanno affrontando la questione di Gwadar implicherebbe che qualsiasi progetto problematico delle Nuove Vie della Seta, indipendentemente dal suo potenziale, può essere abbandonato o messo in disparte.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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