L’Italia al “Libya Build 2021”: cooperazione e investimenti

Pubblicato il 5 ottobre 2021 alle 8:55 in Italia Libia

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L’evento noto come “Libya Build 2021“, che si terrà dal 4 al 7 ottobre presso il Quartiere Fieristico Internazionale di Tripoli, rappresenta un’occasione per la cooperazione tra Italia e Libia in ambito economico.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Libya Herald, l’Agenzia per il Commercio Estero (ITA/ICE) e l’Ambasciata Italiana hanno allestito uno spazio espositivo all’interno del quartiere fieristico che possa fungere da punto di riferimento per tutte le aziende italiane presenti all’evento. Queste ultime potranno usufruire di tale occasione per effettuare incontri con controparti locali che desiderano conoscere le offerte e le opportunità di collaborazione e per esporre le proprie brochure aziendali contenenti riferimenti utili. Inoltre, le agenzie sono presenti costantemente presso l’area istituzionale, fornendo assistenza qualificata alle aziende italiane per quanto riguarda il mercato libico e ai professionisti locali interessati alla produzione italiana.

Secondo quanto riferito al quotidiano libico da Romano Baruzzi, Tripoli Desk Trade Commissioner dell’Italian Trade Agency, la Libia rappresenta da sempre uno dei mercati preferenziali per le imprese italiane, in particolare per i settori dell’energia e delle costruzioni. Prima della rivoluzione del 2011, secondo i dati del Ministero degli Affari Esteri, c’erano più di 100 aziende italiane che operavano in Libia e l’Italia era il primo esportatore verso la Libia. “Il nostro obiettivo è quindi quello di ripristinare e superare questi risultati”, ha affermato Baruzzi. “Oggi la Libia ha bisogno di ingenti investimenti in infrastrutture di ogni genere per trasformarsi in un Paese moderno e, con il giusto piano d’azione governativo, ci sarebbero tutte le condizioni per ripartire”, ha aggiunto.

Nell’intero 2020, il valore degli scambi tra Italia e Libia ha raggiunto complessivamente 2,6 miliardi di euro, conquistando il secondo posto dopo la Turchia che ha totalizzato 2,89 miliardi di euro, la Cina al terzo con 2,38 miliardi di euro, la Germania al quarto con 1,18 miliardi di euro e la Spagna al quinto posto con 0,92 miliardi di euro. “Nonostante siamo ancora lontani dai valori storici che hanno visto l’interscambio italiano con la Libia superare i 15 miliardi di euro, l’Italia si è affermata, nel primo semestre del 2021, come primo mercato di destinazione delle esportazioni libiche con una quota di mercato del 20%”, ha sottolineato Baruzzi. L’interscambio Italia-Libia, nei primi 6 mesi del 2021, ha già superato i 2,8 miliardi di euro con un incremento del 139,34% rispetto allo stesso semestre del 2020. Nel primo semestre del 2021 gli scambi complessivi tra Libia e resto del mondo ha raggiunto i 14,7 miliardi di euro. L’Italia è il primo Paese per importazioni dalla Libia, seguita da Cina, Spagna e Germania.

Interrogato sul futuro del commercio italo-libico, il Trade Commissioner dell’ITA ha fatto riferimento all’Export Report 2021, intitolato “Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa post-pandemia”. Stando al documenti, gli acquisti di prodotti dall’Italia verso la Libia aumenteranno del 27,2% nel 2021, dopo un calo del 29,3% registrato nel 2020. Inoltre, è previsto un aumento delle esportazioni italiane in Libia dell’8,6 e del 6,2 per cento nel 2022 e nel 2023, rispettivamente. Per quanto riguarda i settori più importanti per gli scambi bilaterali, le importazioni italiane dalla Libia sono ancora guidate dal greggio con l’83% della fetta di mercato, seguito dal gas naturale con il 14% e, in misura minore, dai prodotti derivati dalla raffineria di petrolio e dai prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati. Tuttavia, i settori in cui si registrano maggiori opportunità per le piccole e medie imprese italiane, sia in termini di export che di investimenti, sono molteplici, in particolare: meccanizzazione agricola, pesca, catena del freddo, imballaggio, lavorazione del marmo, lavorazione dei metalli, lavorazione dei metalli, lavorazione della plastica e macchine per la lavorazione del legno, infrastrutture, materiali e macchinari da costruzione, attrezzature alberghiere, telecomunicazioni, mobili, prodotti alimentari, scarpe e altri beni di consumo in genere.

Un ritorno dell’Italia nel mercato libico è possibile a seguito di anni di guerra civile. Questa era iniziata il 15 febbraio 2011 con una serie di rivolte popolari ed era proseguita, nell’ottobre dello stesso anno, con la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare la transizione democratica auspicata. Ad oggi, le tensioni sul campo sembrano essersi placate e la Libia ha intrapreso un percorso di transizione che ha visto la formazione di un governo ad interim, annunciato il 5 febbraio, che ha aperto la strada a nuove elezioni, previste per il 24 dicembre del 2021. Nonostante ciò, sono circa 20.000 i combattenti stranieri che, secondo le stime delle Nazioni Unite, continuano a rimanere nel Paese Nord-africano. Infine, per quanto riguarda il rapporto strategico tra Libia ed Italia è importante ricordare che entrambi i Paesi rappresentano due tappe chiave nel percorso intrapreso dai migranti che cercano di raggiungere l’Europa dall’Africa. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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