Cina-UE: nuovo vertice dell’Unione sulla “strategia sino-europea”

Pubblicato il 5 ottobre 2021 alle 13:24 in Cina Europa

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Il 5 ottobre, i 27 leader dell’Unione Europea discuteranno delle relazioni con la Cina nel loro primo vertice sulla strategia sino-europea da quando, il 22 marzo, il blocco ha imposto sanzioni a Pechino, mettendo in stand-by l’accordo globale sugli investimenti. 

Insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, l’UE ha imposto sanzioni ai danni di alcuni funzionari cinesi, il 22 marzo, per violazioni dei diritti umani nella regione dello Xinjiang, che Pechino nega. In risposta, nella stessa giornata, anche la Cina aveva annunciato di aver sanzionato 10 funzionari e 4 istituzioni dell’Unione. Tale scambio di misure punitive è risultato nel blocco da parte del Parlamento Europeo del processo di ratifica dell’accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina, il 20 maggio. Tuttavia, il dialogo tra le parti sembra essere sul punto di riprendere. Il 28 settembre, il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, e l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, hanno presieduto l’11esimo dialogo strategico di alto livello Cina-UE, evidenziando la volontà di appianare le divergenze. 

La sera del 5 ottobre, a Brdo, una città situata a circa 50 km dalla capitale slovena, Lubiana, i leader dell’UE si confronteranno sul ruolo di Bruxelles sullo scacchiere internazionale. Non sono previste decisioni definitive, ma gli alti funzionari e i diplomatici dell’UE hanno manifestato l’interesse per la discussione di due questioni: diventare più indipendenti dagli Stati Uniti e la possibilità di svolgere un ruolo di mediazione tra Asia e USA. A tale proposito, sarà interessante l’intervento del presidente francese, Emmanuel Macron, che ha chiesto il sostegno del blocco dopo che Londra, Washington e Canberra hanno concordato in segreto un’alleanza in ambito militare che ha escluso la Francia, per contrastare la crescente influenza della Cina. Essendo il più grande blocco commerciale del mondo, l’UE avrebbe la capacità di influenzare e modellare gli scenari politici ben oltre i propri confini. Tuttavia, l’Unione ha ripetutamente fallito nel coordinare una politica estera e militare comune, indebolendo la sua influenza.

Riguardo alla questione dell’accordo tra USA, Gran Bretagna e Australia, la reazione francese è stata molto dura. “Potremmo chiudere un occhio e agire come se nulla fosse, ma pensiamo che sarebbe un errore per tutti gli europei”, ha riferito ai giornalisti un consigliere di Macron. “C’è davvero un’opportunità qui”, ha aggiunto. Similmente, Josep Borrell ha definito questo sviluppo un “risveglio” per l’Unione Europea sul fronte della necessità di investire sull’importanza di una difesa europea comune. Tuttavia, il rappresentate del blocco ha comunque ribadito che Washington rimane il più stretto alleato di Bruxelles. A tale proposito, è necessario sottolineare che l’accordo trilaterale sulla sicurezza di Londra, Washington e Canberra ha portato alla cancellazione di una commessa di sottomarini francesi per l’Australia da 40 miliardi di dollari. La Francia ha reagito immediatamente a quello che ha considerato un affronto, definendo gli accordi che hanno portato a questa situazione “una pugnalata alle spalle” e ha ritirato i propri ambasciatori dagli USA e dall’Australia.

Anche la Cina ha denunciato l’alleanza per la sicurezza tra i tre Paesi, definita AUKUS, che sembrerebbe mirata a tentare di contrastare l’influenza di Pechino nella regione indo-pacifica. “La cooperazione sottomarina nucleare tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia mina seriamente la pace e la stabilità regionale, intensificando la corsa agli armamenti e danneggiando gli sforzi internazionali di non proliferazione”, aveva dichiarato, il 16 settembre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, in una conferenza stampa. Lo stesso aveva poi definito la partnership “estremamente irresponsabile”. Gli USA, dal canto loro, avevano smentito che l’alleanza con Gran Bretagna e Australia abbia una funzione anti-cinese. “Sulla questione di Pechino, vorrei solo sottolineare in anticipo che questo accordo non è rivolto contro niente e nessuno”, aveva detto il Segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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