Yemen, Ma’rib: bombardato un quartiere residenziale, vittime civili

Pubblicato il 4 ottobre 2021 alle 8:34 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ribelli Houthi hanno lanciato missili balistici contro un quartiere residenziale di Ma’rib, governatorato yemenita situato a circa 120 chilometri a Est di Sanaa, provocando la morte di 2 bambini e circa 27 feriti, perlopiù donne e minori.

L’episodio ha avuto luogo domenica 3 ottobre e si inserisce nel quadro della perdurante offensiva lanciata, nella prima settimana di febbraio, dal gruppo sciita, il cui obiettivo è espugnare l’ultima regione del Nord dello Yemen, tuttora posta sotto il controllo delle forze filogovernative. Una fonte locale ha riferito ad al-Jazeera che 2 bambini sono stati uccisi e 27 civili, di cui almeno 5 donne, sono rimasti feriti dopo che 3 missili balistici, lanciati dagli Houthi, sono precipitati in diversi punti del quartiere di al-Rawda, nel Nord di Ma’rib. Stando a quanto specificato, alcuni feriti versano in gravi condizioni. Pertanto, il numero dei decessi potrebbe aumentare. Da parte sua, il vicedirettore del Centro media dell’esercito nazionale yemenita, Saleh Al-Qutaibi, ha affermato che, secondo un bilancio iniziale, anche una donna è rimasta uccisa e l’abitazione dove questa si trovava, insieme ai due bambini, è stata completamente distrutta. Parallelamente, il ministro dell’Informazione yemenita, Muammar al-Eryani, ha condannato quello che è stato definito un “crimine”, perpetrato dagli Houthi con il sostegno di Teheran. A tal proposito, il ministro ha parlato di missili balistici di fabbricazione iraniana.

L’attacco del 3 ottobre è avvenuto in concomitanza con la visita dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, in Arabia Saudita, dove ha tenuto incontri con il ministro degli Esteri del Regno, il principe Faisal bin Farhan. È stato quest’ultimo a mettere in luce la minaccia posta dai ribelli Houthi, i quali continuerebbero a rifiutarsi di aderire a iniziative di pace. Da parte sua, Borrell ha affermato che ciò che sta accadendo in Yemen costituisce una grave crisi, con implicazioni per l’intera regione mediorientale. Di fronte a tale scenario, ha specificato l’Alto rappresentante, l’Unione Europea inviterà il gruppo sciita ad accettare un cessate il fuoco e a sedersi al tavolo dei negoziati, mentre continuerà a sostenere una soluzione politica della crisi yemenita.

Poche ore dopo l’attacco, nella sera del 3 ottobre, una fonte militare dell’esercito yemenita ha riferito che 13 combattenti Houthi sono rimasti uccisi mentre cercavano di infiltrarsi nel Sud di Ma’rib, presso le postazioni delle truppe ad al-Khurba. Nel frattempo, sono continuati gli scontri presso il fronte occidentale di Sirwah, altresì oggetto di raid condotti dalla coalizione internazionale a guisa saudita. 

Gli Houthi mirano a conquistare una regione, Ma’rib, ricca di risorse petrolifere, altresì sede del Ministero della Difesa yemenita. Questa riveste una rilevanza strategica, in quanto costituisce una porta d’accesso verso Sana’a, che consentirebbe ai ribelli di consolidare in parte i progetti auspicati nel Nord dello Yemen. Alla luce di ciò, il governatorato è considerato dal gruppo sciita una “carta vincente” da ottenere prima di avviare eventuali negoziati di pace, e alcuni credono che Ma’rib continuerà a svolgere un ruolo decisivo nel determinare le sorti del conflitto. Fino ad ora, non sono stati registrati risultati significativi, ma il gruppo sciita continua a mostrare determinazione anche di fronte alle perdite provocate dall’esercito yemenita. Quest’ultimo è coadiuvato sia da gruppi di resistenza locali sia dalle forze aeree della coalizione a guida saudita, le quali lanciano raid contro le postazioni e i nascondigli degli Houthi. 

Nel frattempo, il peggioramento della situazione umanitaria desta preoccupazione a livello internazionale. La sola città di Ma’rib, capoluogo dell’omonimo governatorato, ospita il 61% degli sfollati yemeniti ed è sede del più grande accampamento del governatorato, al-Jufina. Qui risiedono circa 10.000 famiglie, ovvero oltre 75.000 individui, per la maggior parte donne e bambini. Negli ultimi anni, tale governatorato aveva rappresentato un riparo sicuro e stabile. Fino all’inizio del 2020, il capoluogo omonimo era rimasto lontano da tensioni e conflitti, grazie alla presenza di risorse quali petrolio e gas e alla vicinanza con l’Arabia Saudita, oltre che al sostegno delle tribù locali. Ciò ha consentito alla regione di “fiorire” rispetto alle altre zone circostanti, consentendo altresì l’apertura di ristoranti e l’avvio di progetti di costruzione. La situazione è, però, notevolmente cambiata da quando gli Houthi hanno volto lo sguardo verso tale provincia per completare i propri piani espansionistici.

L’offensiva di Ma’rib si colloca nel più ampio quadro del conflitto civile in Yemen, che ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato Houthi del 21 settembre 2014, e vede contrapporsi i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, legato al presidente Hadi. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.