Russia: svolto un nuovo test del missile ipersonico Zircon da un sottomarino

Pubblicato il 4 ottobre 2021 alle 18:22 in Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato, lunedì 4 ottobre, di aver “svolto con successo” i primi test di lancio del missile ipersonico Zircon da un sottomarino.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, le operazioni tecnico-operative si sono svolte nel Mare di Barents e il missile ipersonico è stato lanciato dal sottomarino nucleare Severodvinsk, posizionato sulla superficie dell’acqua. Il suddetto Dipartimento ha poi riferito che Zircon ha colpito con successo l’obiettivo prefissato. La seconda fase dei test, prevista per il mese di novembre, sarà invece effettuata sott’acqua con lo scopo di colpire un bersaglio marino. Il Ministero della Difesa ha anche rilasciato il video del lancio, dove è possibile vedere come il missile ipersonico, nel corso della traiettoria, ha illuminato la superficie acquatica e il cielo notturno, poiché è stato svolto nelle prime ore del mattino.

I primi test del nuovo complesso militare russo, definito dal presidente Vladimir Putin un’arma “senza rivali” per le sue prestazioni, si sono svolti il 19 luglio. In tale occasione, l’arsenale ipersonico era stato posto sulla fregata da superficie Project 22350 Admiral Golkovo, situata nel Mar Bianco. L’obiettivo, invece, si trovava nel Mare di Barents, a circa 350 chilometri di distanza. Anche in tale episodio, il Ministero della Difesa della Federazione aveva riferito che i test avevano confermato le capacità prestazionali del missile. A seguito di ciò, il Dipartimento aveva reso nota l’intenzione di dotare non solo le navi della Marina russa di Zircon, ma anche i sottomarini. È importante ricordare che la Commissione militare-industriale di Mosca aveva annunciato, il 17 maggio, l’inizio dei test della super arma. Si tratta del primo missile da crociera ipersonico sviluppato al mondo. È un’arma progettata per neutralizzare unità navali maggiori come portaerei, incrociatori e cacciatorpediniere a lunghe distanze.

Uno degli aspetti strategici di Zircon, a detta degli esperti, risiede nel fatto che il missile è compatibile con i lanciatori verticali universali già in uso nelle unità della Flotta di Mosca. L’arma, inoltre, può essere lanciata sia da unità navali di superficie sia da sottomarini. Lo Zircon è in grado di effettuare voli aerodinamici prolungati, senza registrare perdita di quota anche negli strati più compatti dell’atmosfera terrestre, grazie alla forza motrice del motore che alimenta la stabilità dell’arma durante la sua traiettoria. La velocità massima del razzo è di circa 2,65 chilometri al secondo, per un’altitudine di 20 chilometri. La portata massima del missile è dichiarata a mille chilometri. Zircon dovrebbe essere in grado di colpire con la stessa efficacia sia bersagli marittimi sia di terra. Oltre alla versione navale, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha altresì menzionato lo sviluppo di un complesso missilistico ipersonico terrestre. Dall’altra parte, esperti occidentali citati da Reuters si sono chiesti quanto possano essere avanzati, nella pratica, i nuovi sistemi ipersonici russi. Tuttavia, hanno anche riconosciuto che la combinazione dei fattori quali velocità, manovrabilità e altitudine che caratterizzano i missili ipersonici rende molto difficile la loro intercettazione.

È stato in occasione dell’Assemblea Federale del primo marzo 2018 che Putin ha annunciato lo sviluppo delle prime armi ipersoniche di fabbricazione russa, durante un discorso in cui il presidente ha anche fatto riferimento al fatto che il nuovo arsenale di Mosca avrebbe potuto colpire “quasi ogni area del mondo”, nonché “eludere lo scudo missilistico degli Stati Uniti”. Successivamente, nel corso del 2020, il capo del Cremlino, che si è più volte espresso a favore della limitazione delle armi nucleari, in più occasioni ha accennato alle nuove armi russe di ultima generazione, sottolineando l’intenzione di dotare l’Esercito di tali complessi militari. Nello specifico, il 26 luglio 2020, Putin aveva annunciato che la Marina avrebbe ricevuto ingenti forniture di missili ipersonici nucleari, nonché droni sottomarini atomici. Si tratta di armi che, a detta del Ministero della Difesa, si trovavano nella fase finale di verifica.

 Nell’ultimo periodo si sta intensificando una nuova tipologia di corsa agli armamenti fra Cina, Russia e Stati Uniti incentrata sullo sviluppo di missili ipersonici (HM). Secondo gli esperti militari, Washington, nel percorso di militarizzazione ipersonica, potrebbe essere rimasta indietro rispetto a Mosca e a Pechino. A renderlo noto, il 15 luglio, è stata la testata statunitense The National Interest. Citando le dichiarazioni del sottosegretario alla Difesa degli USA, Michael Griffin, la rivista militare ha riferito che gli Stati Uniti “non dispongono di sistemi che potrebbero costituire una minaccia adeguata per Cina e Russia”, nonostante il Paese abbia significativamente incrementato gli investimenti nella ricerca in tale settore.

La versione aggiornata del report del Congressional Research Service (CRS) degli USA ha offerto una panoramica sullo stato attuale della militarizzazione ipersonica degli Stati Uniti. Nel rapporto si legge che, negli ultimi anni, i finanziamenti per i programmi di armi ipersoniche sono fortemente aumentati, in parte per tenere il passo delle crescenti capacità russe e cinesi. Sebbene Mosca e Pechino si siano principalmente concentrate sullo sviluppo di sistemi ipersonici con capacità nucleari, Washington si sta focalizzando sulla progettazione di complessi ipersonici per un uso tattico. Il report ha giustificato il ritardo statunitense nel campo spiegando che è più difficile sviluppare la versione non nucleare per via della maggiore precisione richiesta.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione