Russia: l’intesa AUKUS minaccia il regime di non proliferazione nucleare

Pubblicato il 4 ottobre 2021 alle 19:31 in Australia Russia USA e Canada

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La Russia ha dichiarato di essere “preoccupata” riguardo l’alleanza trilaterale in materia di sicurezza AUKUS, che lega Australia, UK e Stati Uniti. Secondo Mosca, il patto minaccia gli sforzi globali per la non proliferazione nucleare perché consentirà all’Australia di diventare il secondo Paese dopo il Regno Unito ad avere accesso alla tecnologia nucleare statunitense per produrre sottomarini a propulsione nucleare.

Sebbene l’intesa sia stata annunciata il 16 settembre, la Russia non aveva subito rilasciato commenti, affermando di aspettare di “raccogliere maggiori informazioni”. Successivamente, il primo ottobre, il viceministro degli Esteri della Federazione, Sergey Ryabkov, intervenendo ad una discussione pubblica presso il Centro per la politica di sicurezza di Ginevra, ha dichiarato: “Siamo preoccupati per il recente annuncio da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Australia sullo sviluppo di un sistema tecnologicamente avanzato di partnership che consentirà all’Australia di entrare nella classifica dei primi cinque Paesi al mondo in questo tipo di armamenti”. Il viceministro russo ha altresì osservato che l’intesa, permettendo a Canberra di costituire una flotta di sottomarini nucleari, rappresenta una “sfida al regime internazionale di non proliferazione nucleare”.

Il giorno successivo, sabato 2 ottobre, anche il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, intervenendo alla 29° Assemblea del Consiglio per la politica Estera e la sicurezza, ha criticato l’accordo trilaterale. Quest’ultimo e il “Quad”, ovvero il formato di Dialogo Quadripartito sulla Sicurezza della regione Indo-Pacifica, che include India, Giappone, Australia e Stati Uniti, mirano ridurre l’influenza di altri format storici creati per discutere di cooperazione nella regione dell’Asia-Pacifico. Si tratta dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), fondata nel 1967 con lo scopo di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca e incrementare la stabilità regionale. A farne parte sono Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos e Cambogia.

Al momento, solo sei Paesi al mondo dispongono di sottomarini a propulsione nucleare: Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, India e Cina. In tal contesto, è importante sottolineare che la nuova partnership non è stata accolta con favore da Cina e Francia, soprattutto da quest’ultima, poiché, nel 2016, aveva stipulato un proprio accordo sui sottomarini con l’Australia che è stato annullato. A tal proposito, giovedì 16 settembre, il primo ministro australiano, Scott Morrison, aveva confermato di aver interrotto l’accordo del 2016 per l’acquisto di sottomarini diesel progettati dalla società francese Naval Group, affermando che i sottomarini convenzionali erano “inadatti” alle esigenze operative del Paese, “a causa della repentinità dei cambiamenti nella sicurezza della regione”. Morrison aveva precisato che la decisione non era stata presa con leggerezza. “Come democrazie liberali che la pensano allo stesso modo, Australia e Francia condividono un impegno comune per l’ordine globale basato su regole che hanno portato stabilità e prosperità nell’Indo-Pacifico”, aveva dichiarato il premier australiano. Da parte sua, Parigi ha espresso “grande delusione e rammarico” per la scelta del governo australiano, puntando principalmente il dito contro Washington. Di conseguenza, la Casa Bianca ha tentato di rassicurare l’Eliseo, ricordando che la Francia rappresenta un “partner vitale” per Washington.

Infine, anche la Cina ha condannato l’intesa trilaterale, che sembrerebbe avere funzione anti-cinese per tentare di contrastare l’influenza di Pechino nella regione indo-pacifica. “La cooperazione sottomarina nucleare tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia mina seriamente la pace e la stabilità regionale, intensificando la corsa agli armamenti e danneggiando gli sforzi internazionali di non proliferazione”, ha dichiarato, il 16 settembre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, in una conferenza stampa. Lo stesso ha poi definito la partnership “estremamente irresponsabile”. Gli USA, dal canto loro, hanno smentito che l’alleanza con Regno Unito e Australia sia in funzione anti-cinese. “Sulla questione di Pechino, vorrei solo sottolineare in anticipo che questo accordo non è rivolto contro niente e nessuno”, ha detto il Segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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