Afghanistan: talebani distruggono un nascondiglio dell’IS-K

Pubblicato il 4 ottobre 2021 alle 11:29 in Afghanistan Asia

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Il 4 ottobre, Zabihullah Mujahid, vice ministro talebano per l’Informazione e la Cultura, ha affermato che un nascondiglio dell’affiliata afghana allo Stato Islamico è stato distrutto

L’operazione è stata effettuata dalle forze di sicurezza del governo talebano, il 3 ottobre. Lo stesso giorno, un attacco fuori dalla moschea di Eid Gah, sempre nella capitale afghana, aveva causato la morte di cinque civili. Nella moschea erano presenti alcuni funzionari talebani, per partecipare alle celebrazioni funebri della madre dello stesso vice ministro Mujahid. Sebbene non ci sia stata alcuna rivendicazione, i sospetti sono caduti subito sui militanti dello Stato Islamico. Questi, dalla presa di Kabul del 15 agosto, hanno intensificato gli attacchi contro il gruppo rivale dei talebani. 

Mujahid ha riferito, in un post su Tweet, che lo stesso 4 ottobre è stata lanciata un’operazione nel distretto 17 di Kabul, nel quartiere di Khair Khana, dove è stato distrutto un nascondiglio dello Stato Islamico. “Tutti i combattenti presenti nel rifugio sono stati uccisi”, ha specificato Mujahid, senza riferire ulteriori dettagli riguardo al numero specifico di militanti presenti. Intanto, gli abitanti della zona hanno riferito alla stampa locale di aver sentito rumori di armi pesanti e leggere nella zona, la notte tra il 3 e il 4 ottobre. 

Il gruppo dello Stato Islamico aveva rivendicato l’attentato del 26 agosto, effettuato mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione delle truppe straniere dall’Afghanistan. L’attacco suicida nei pressi dell’aeroporto di Kabul ha causato la morte di almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi. Dopo una campagna militare durata anni, l’ex governo di Kabul, rovesciato dai talebani il 15 agosto, aveva riconquistato i territori controllati dall’affiliata dello Stato Islamico, grazie al supporto degli Stati Uniti e della NATO, e aveva annunciato la sconfitta dell’organizzazione nel 2019. Tuttavia, gli assalti erano ricominciati ad aumentare a partire dal 2020. 

Per esempio, il gruppo è considerato responsabile di un attacco armato, effettuato il 12 maggio 2020 in un ospedale di Kabul, nel reparto di maternità, che aveva causato la morte di 13 persone, di cui 2 neonati. Oppure, il 2 novembre, un assalto dello Stato Islamico contro l’Università di Kabul, uno dei più prestigiosi istituti di istruzione superiore del Paese, aveva causato la morte di 19 civili e tutti e tre gli aggressori. Più recentemente, l’8 maggio 2021, un’esplosione nei pressi di una scuola in un distretto sciita di Kabul ha ucciso almeno 63 persone, molte delle quali erano giovani studentesse. 

L’IS-K è nata nel 2015 nella regione Nord-orientale del Paese. Si ritiene che tale sezione sia stata fondata da ex membri dei talebani pakistani e si sia diffusa nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggiore presenza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. Questi si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani. Secondo gli esperti, l’IS-K si è riorganizzato in una rete di micro-cellule difficile da eradicare e rappresenta una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione. 

Il 19 settembre, l’IS-K aveva rivendicato una serie di assalti effettuati nella provincia orientale afghana di Nangarhar, tramite una comunicazione sul canale Telegram dell’agenzia di stampa Amaq. Il messaggio riferiva che 35 membri dei talebani erano stati uccisi e feriti, a seguito degli assalti del 18 e 19 settembre. Tuttavia, i talebani non avevano confermato la notizia. Non solo, di fronte alla crescente minaccia dello Stato Islamico, il neo-nominato esecutivo continua a minimizzare le capacità offensive del gruppo. 

Gli ultimi attacchi a Jalalabad arrivavano a seguito delle ripetute dichiarazioni del vice ministro Zabihullah Mujahid sul fatto che lo Stato Islamico esista in Siria ed in Iraq, ma non in Afghanistan. Mujahid aveva specificato che alcuni afghani attuano “attacchi codardi” dopo aver adottato “la mentalità dello Stato Islamico”. Tuttavia, secondo il rappresentante talebano, le attività di questi individui non sarebbero di una portata tale da costituire una minaccia per la sicurezza del Paese. Mujahid aveva quindi sottolineato che le forze armate talebane hanno la capacità di contrastare l’organizzazione terroristica. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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