In Qatar terminano le prime elezioni legislative

Pubblicato il 3 ottobre 2021 alle 12:03 in Medio Oriente Qatar

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Il Ministero degli Interni del Qatar ha annunciato, domenica 3 ottobre, che l’affluenza alle urne delle prime elezioni legislative della storia del Paese, svoltesi nel corso della giornata precedente, è stata del 63,5%. Si tratta di un’elevata partecipazione elettorale, soprattutto rispetto alle elezioni comunali del 2019, dove meno di un elettore su dieci aveva espresso la propria preferenza.

A riferire la notizia, domenica 3 ottobre, è stato The New Arab. Con un’affluenza alle urne del 63,5%, i cittadini dello Stato del Golfo sono stati chiamati alle urne per eleggere 30 dei 45 seggi del Majlis al-Shura. Si tratta di un organo consultivo e legislativo, i cui membri, solitamente, sono nominati dall’emiro, Tamim ben Hamad Al-Thani, al quale spetterà il compito di selezionare i restanti 15 funzionari del Consiglio, sulla base di disposizioni legislative del 2004. Sebbene i risultati elettorali non sovvertiranno gli equilibri del Paese, analisti internazionali hanno definito tali sviluppi come un importante passo verso il rafforzamento della partecipazione politica dei cittadini dello Stato del Golfo.  

Su un totale di 233 candidati, le 26 donne registratesi per le elezioni presso i 30 collegi elettorali non sono state elette, secondo quanto riferito dai risultati preliminari. Tuttavia, è possibile che l’emiro decida di riservare alcuni seggi alle funzionarie durante la nomina dei restanti 15 membri del Consiglio della Shura. “Le donne del Qatar stanno attraversando un esperimento fondamentale per spingere la società verso una maggiore accettazione delle donne del Qatar nel panorama elettorale, dopo che hanno dimostrato il loro valore nelle posizioni nominate nel Consiglio della Shura, nel Consiglio dei ministri e in altre posizioni di leadership”, ha dichiarato la candidata Aisha al Kuwari all’emittente qatariota al-Jazeera.

Le elezioni del 2 ottobre, approvate attraverso un referendum costituzionale del 2003, hanno segnato un momento importante per il Paese del Golfo, poiché hanno indicato che la famiglia al potere, al-Thani, sta “prendendo sul serio l’idea di condividere il potere” sia simbolicamente sia concretamente, ha affermato Allen Fromherz, direttore del Middle East Studies Center della Georgia State University. Di analogo avviso si è detto un corrispondente di al-Jazeera, Jamal Elshayyal, che si trovava in uno dei seggi elettorali a Doha durante la giornata di votazione unica. Elshayyal ha sottolineato che le elezioni sono state viste come un passo importante verso la modernizzazione del sistema di governo.

Il mese scorso, il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, aveva descritto il voto come un nuovo “esperimento”, sottolineando di non aspettarsi che, fin da subito, il Consiglio avrebbe svolto appieno il ruolo di qualsiasi Parlamento. In tale quadro, è importante sottolineare che il Kuwait è stata l’unica monarchia del Golfo a conferire poteri concreti a un Parlamento eletto, sebbene il processo decisionale finale spetti al suo sovrano, come avviene negli Stati vicini. “L’intenzione è quella di promuovere la nostra società e facciamo del nostro meglio per aiutare il nostro popolo e il nostro governo”, aveva commentato un candidato nel distretto di Markhiya, Khalid Almutawah.

È del 15 agosto il decreto con cui l’emiro, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, aveva ufficializzato la data delle prime elezioni legislative per il Qatar, mentre il primo ministro, Sheikh Khalid bin Khalifa al-Thani, aveva esortato la popolazione a partecipare positivamente in un processo che vedrà i cittadini avere pari diritti e doveri. A detta del premier, tale principio è sancito dalla Costituzione, così come dalle tradizioni e usanze nazionali, oltre ad essere presente negli strumenti e nelle procedure legali e costituzionali.

Sebbene la Costituzione del Paese, approvata in un referendum del 2003, preveda elezioni per 30 seggi del suddetto Consiglio, queste sono state più volte rimandate e non hanno mai avuto luogo. Nel 2019, l’emiro aveva ordinato di formare un comitato per organizzare il voto, ma non aveva indicato una data precisa per le elezioni. Poi, il 3 novembre 2020 è stato dato l’annuncio di quella che è stata definita una mossa significativa che consentirà ai cittadini qatarioti di partecipare in misura maggiore nelle operazioni legislative e alla vita politica del Paese.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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