Algeria: richiamato ambasciatore in Francia, bloccati i voli di Parigi

Pubblicato il 3 ottobre 2021 alle 19:03 in Algeria Francia

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Il governo dell’Algeria ha imposto, domenica 3 ottobre, il divieto di sorvolo del suo territorio agli aerei militari francesi, nel mezzo di una crisi diplomatica, innescata da una disputa sulla politica per il rilascio dei visti e da alcuni commenti critici del presidente francese, Emmanuel Macron.

A riferire la notizia, la medesima domenica, è stato The New Arab, citando le dichiarazioni rilasciate da un portavoce dello Stato maggiore di Parigi. La Francia, solitamente, utilizza lo spazio aereo algerino per raggiungere la regione africana del Sahel, dove è impegnata militarmente, dal primo agosto 2014. In tale data, la Francia ha lanciato l’operazione Barkhan per combattere la minaccia jihadista. “Questa mattina, quando abbiamo presentato i piani di volo per due aerei, abbiamo appreso che gli algerini avevano interrotto i voli degli aerei militari francesi nel loro spazio aereo “, ha affermato un portavoce dell’Esercito, il colonnello Pascal Ianni. Quest’ultimo ha altresì aggiunto che la decisione di Algeri “non comprometterà le nostre operazioni o missioni di intelligence” svolte nel Sahel.

Tuttavia, tale mossa ha acuito le già precarie relazioni diplomatiche, aggravatesi quando, il giorno precedente, il governo di Algeri ha richiamato il proprio ambasciatore a Parigi, Mohamed Antar Daoud, per consultazioni, respingendo le dichiarazioni rilasciate, giovedì 30 settembre, da Macron. Tali commenti, secondo le autorità algerine, hanno rappresentato “un’inammissibile ingerenza negli affari interni”. Un articolo pubblicato dal quotidiano parigino Le Monde, riportava di un incontro avvenuto, il 30 settembre, tra Macron e alcuni discendenti di combattenti della guerra d’Algeria. In tale occasione, il capo dell’Eliseo avrebbe riferito che l’Algeria, ex colonia francese, dopo aver ottenuto l’indipendenza nel 1962, avrebbe fatto eccessivo affidamento sulla “rendita della memoria”, alimentata dal “sistema politico militare”. Inoltre, la suddetta testata francese, aveva riferito che Macron avrebbe accusato il Paese Nord-Africano di aver “riscritto totalmente” la storia ufficiale del Paese, sottolineando che la narrazione non sarebbe veritiera, bensì basata su sentimenti di “odio” nei confronti di Parigi.

Un’altra questione di attrito che ha contribuito a freddare le relazioni bilaterali, inoltre, fa riferimento al fatto che la Francia aveva dichiarato, mercoledì 29 settembre, che avrebbe ridotto drasticamente il numero di visti concessi ai cittadini di Algeria, Tunisia e Marocco. Di conseguenza, il medesimo mercoledì, il Ministero degli Esteri algerino ha convocato l’ambasciatore francese presso la capitale, Francois Gouyette, per consegnargli una “nota di protesta” che condannava la recente stretta sui visti imposta da Parigi. Commentando tali sviluppi, il Ministero degli Esteri di Algeri ha definito la linea politica di Parigi un’azione “infelice”, che ha innescato “confusione e ambiguità”, poiché non è stato riferito a cosa fosse legata, tantomeno le motivazioni che hanno portato alla mossa. Analogamente, il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha definito “Ingiustificata” la recente riduzione dei visti. Nel corso di una conversazione telefonica con Macron, tenutasi sabato 2 ottobre, anche il presidente tunisino, Kais Saied, si è detto insoddisfatto della scelta di Parigi.

A fare chiarezza sulla nuova politica francese dei visti  è stato il portavoce del governo, Gabriel Attal, il quale ha dichiarato, durante un’intervista rilasciata alla radio Europe 1, che la decisione sulla riduzione del visto è “senza precedenti”. Parigi ha fatto questa scelta, ha continuato il funzionario, perché l’Algeria, il Marocco e la Tunisia “si rifiutano di riprendere i cittadini che non possiamo ospitare in Francia”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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