Turchia: 2 uomini uccisi da un attacco del PKK

Pubblicato il 2 ottobre 2021 alle 19:03 in Iraq Turchia

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La Turchia ha accusato, sabato 2 ottobre, i militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di essere gli artefici dell’attacco che, il medesimo sabato, ha provocato la morte di due lavoratori nella Turchia Orientale. Intanto, Ankara ha dichiarato di aver ucciso quattro militanti del PKK nel Nord dell’Iraq.

A riportare le dichiarazioni rilasciate Ministero degli Interni della Turchia, il medesimo sabato, è stata Reuters. In particolare, due elettricisti a bordo di un veicolo sono rimasti uccisi, sabato 2 ottobre, a causa dell’esplosione di una bomba nei pressi della provincia Orientale di Bingol. Gli uomini, che erano dipendenti di una società energetica locale non citata, si trovavano a bordo di un veicolo quando, intorno alle 11:00, ora locale, è stata detonata una bomba controllata da remoto, che ha provocato la loro morte. Intanto, il medesimo sabato, la Turchia ha annunciato che, a seguito di un’operazione antiterroristica sono stati “neutralizzati” tre membri del PKK nel Nord dell’Iraq, dove l’organizzazione detiene roccaforti.

In precedenza, il 24 agosto, il Ministero della Difesa turco aveva riferito di aver colpito un totale di 28 obiettivi terroristici durante un’operazione condotta nella regione del Kurdistan, nel Nord dell’Iraq. Durante la missione, 20 aerei da guerra delle forze turche avevano sferrato attacchi aerei, in particolare nella regione di Assos, dove erano stati distrutti rifugi, depositi di armi, postazioni e quartieri generali del PKK. Dopo aver completato l’incursione, Ankara aveva definito l’operazione un “duro colpo” per i “terroristi”, la quale è da collocare nel quadro degli incessanti sforzi delle autorità turche realizzati per eliminare “fino all’ultimo militante che disturba il benessere del popolo turco”.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Ankara, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno definito tale Partito come organizzazione terroristica. Risale al 24 aprile la dichiarazione del Ministero della Difesa della Turchia con cui è stata annunciata la continuazione di due operazioni contro il Nord dell’Iraq, soprannominate Claw-Lightning e Claw-Thunderbolt. L’obiettivo, è stato specificato dal ministro Hulusi Akar, è preservare la vita di circa 84 milioni di turchi dalla minaccia posta da gruppi terroristici quali il PKK, il movimento Gulen e lo Stato Islamico. Il PKK, ha poi affermato il ministro, continua a mantenere la sua presenza nel Nord dell’Iraq e continua a crearsi tane e nascondigli, in previsione di un attacco delle forze armate turche. 

Già nel 2020, il 17 giugno, la Turchia aveva dato inizio a un’altra operazione contro il PKK, soprannominata “Artiglio di Tigre”, avente lo stesso obiettivo delle offensive precedenti. Tale operazione è stata classificata come la più lunga condotta da Ankara nei territori iracheni nel corso dello scorso anno, ed ha causato anche la morte di almeno 6 civili iracheni, il primo dei quali morto a seguito di un bombardamento turco contro il distretto di Bradost, nel governatorato di Dahuk, il 19 giugno. In tale area la Turchia occupa più di 10 postazioni militari, istituite sin dal 1995, mentre continua a mantenere basi militari temporanee di piccole dimensioni, stabilite unilateralmente, nel Nord dell’Iraq.  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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