Somalia: la milizia Ahlu Sunna cattura la città di Guriel

Pubblicato il 2 ottobre 2021 alle 7:04 in Africa Somalia

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La milizia armata Ahlu Sunna Wal Jama, formata da paramilitari somali, ha preso il controllo della città di Guriel, nello Stato regionale di Galmudug, circa 450 km a Nord della capitale, Mogadiscio. Il gruppo è costituito da combattenti moderati sufi che si oppongono al radicalismo salafita di al-Shabaab.

Stando a quanto riferito dal quotidiano “Shabelle media network”, la milizia non ha incontrato resistenza ed è entrata pacificamente nella città dopo che le forze governative si sono ritirate senza combattere o sparare un solo colpo. Lo hanno confermato testimoni locali e fonti della sicurezza, le quali hanno precisato che uno o più ufficiali avrebbero cambiato schieramento, aprendo la strada alla milizia Ahlu Sunna e permettendole di entrare nella città senza alcuno sforzo bellico. 

La cattura di Guriel rappresenta un contraccolpo per gli sforzi volti a migliorare la sicurezza della popolazione civile nella regione. L’episodio creerà nuova incertezza nello Stato regionale di Galmudug. L’occupazione giunge dopo che, nella giornata di giovedì 30 settembre, un numero imprecisato di combattenti è stato ucciso negli scontri tra i miliziani di Ahlu Sunna e le forze governative nell’area di Bohol, circa 35 chilometri a Nord di Dusa Mareb, capoluogo della regione di Galmudug. I ribelli hanno altresì sequestrato due veicoli militari e un’autocisterna.

Ahlu Sunna è un gruppo paramilitare con sede in Somalia. Si oppone ad al-Shabaab e lotta per impedire l’imposizione della Sharia e del wahhabismo, proteggendo le tradizioni sunnite-sufi locali e le posizioni religiose moderate. Nel dicembre 2017, il gruppo aveva firmato un accordo di condivisione del potere con l’amministrazione statale del Galmudug. Nel 2019, il governo somalo ha lanciato un’esercitazione per incorporare le milizie di Ahlu Sunna nelle forze di sicurezza federali somale. Alcuni militanti sono stati inclusi nelle agenzie di sicurezza, compresi esercito, polizia, servizi di intelligence e corpi di custodia. L’integrazione, che comporta l’acquisizione dei dati biometrici di un individuo, sostiene gli sforzi per costruire forze di sicurezza somale attive.

Al contrario, al-Shabaab è un’organizzazione terroristica, affiliata ad al Qaeda, che punta all’istituzione di un califfato islamico in Somalia. L’organizzazione ha controllato per anni ampie zone del Paese ma, dal 2011 in poi, i suoi militanti sono stati cacciati dai principali centri abitati e dalle maggiori città, tra cui anche Mogadiscio, grazie alla compagna condotta congiuntamente dall’esercito e dalle truppe dell’Unione Africana. Per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese circa 20.000 uomini impiegati nell’operazione di peacekeeping denominata African Union Mission to Somalia (AMISOM). Anche gli Stati Uniti sono stati tra quelli che hanno combattuto il gruppo islamico nella nazione del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno avuto come bersaglio i miliziani jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia nel 1994, le truppe di Washington erano state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007 ma lo scorso 5 dicembre, l’ex presidente degli USA, Donald Trump, aveva deciso di ritirare i suoi soldati dal territorio somalo entro il successivo 15 gennaio. L’amministrazione Biden sta valutando se annullare il ritiro militare degli Stati Uniti dalla Somalia avvenuto sotto Trump.

In base al Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di statunitense, l’Africa orientale è definita “un porto sicuro per Al-Shabaab”, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e ha assoggettato i governanti locali. Stando al documento, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si starebbero focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, aveva dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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di Redazione

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