Ecuador: annunciato il rilascio di 2.000 detenuti dopo gli scontri

Pubblicato il 2 ottobre 2021 alle 10:25 in America Latina Ecuador

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Le autorità dell’Ecuador hanno annunciato, il primo ottobre, l’intenzione di concedere l’amnistia a un totale di 2.000 detenuti per risolvere la questione del sovraffollamento delle carceri. Tali dichiarazioni giungono dopo che almeno 118 detenuti sono morti negli scontri avvenuti martedì 28 settembre. Tale rivolta è stata definita come “il peggior massacro nella storia carceraria dell’America Latina”.

A riportare le dichiarazioni rilasciate dalla polizia ecuadoriana, il medesimo venerdì, è stata al-Jazeera English. Il direttore delle autorità carcerarie del Paese Sud-americano SNAI, Bolivar Garzon, ha affermato che, nel rilasciare i detenuti, il governo intende dare la precedenza ad anziani, donne, nonché a persone affette da malattie terminali e da disabilità. Tale decisione è legata al fatto che, al momento, le strutture penitenziare dell’Ecuador ospitano circa 39.000 detenuti, ha continuato Garzon. Il direttore di SNAI, inoltre, ha chiarito che la rivolta del 28 settembre è stata scatenata da dissidi interni tra bande della prigione Litoral, nella capitale Guayaquil, le quali si contendevano la sovranità della struttura. Più tardi, la ministra degli Affari Interni del Paese, Alexandra Vela, ha rivelato che sono stati dispiegati 3.600 militari e poliziotti nelle carceri dell’intero Stato. Lo scopo dell’incremento dei controlli, ha continuato Vela, è quello di mantenere l’ordine ed evitare nuove rivolte di tale portata. La ministra ha poi concluso affermando che le unità forensi hanno identificato un totale di 41 vittime rimaste uccise negli scontri dello scorso martedì, consegnando i corpi a 21 famiglie.

A seguito di quanto accaduto, il 29 settembre, il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, ha dichiarato lo stato di emergenza del sistema carcerario per 60 giorni, conferendo al governo del Paese poteri che includono il dispiegamento di Forze armate all’interno dei centri di detenzione. Successivamente, il 30 settembre, è stata condotta un’operazione che ha coinvolto 900 agenti – di cui due rimasti feriti – carri armati e dispositivi antisommossa, mentre elicotteri sorvolavano il perimetro di Litoral. “È deplorevole che le carceri vengano trasformate in territori per dispute di potere tra bande criminali”, aveva affermato Lasso, aggiungendo che avrebbe agito con “assoluta fermezza” per riprendere il controllo della prigione di Litoral.

Le violenze di martedì, perpetratesi nel Penitenziario Litoral, situato nel Sud-Ovest dell’Ecuador, sono da ricollegare a scontri intestini tra i detenuti legati alle bande criminali di Los Choneros, Los Lagartos e Los Tiguerones. La Procura del Paese ha chiarito che i fattori scatenanti sono stati “la lotta per il potere all’interno del carcere e l’intenzione delle autorità di trasferire i capi delle organizzazioni criminali in altre prigioni dello Stato”. In totale, sono stati registrate 118 vittime, sei delle quali decapitate, da sommare a circa 86 feriti. Successivamente, la Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha condannato l’episodio e l’Ong Human Rights Watch ha esortato il governo dell’Ecuador ad indagare a fondo sulla violenza carceraria e a consegnare i responsabili alla giustizia. 

 Scontri simili si sono verificati nel febbraio e nel luglio 2021 in altre carceri del Paese. Almeno 79 persone sono morte nelle violenze di febbraio, perpetratesi in 3 carceri, mentre a luglio le vittime sono state circa 22 e gli scontri si sono verificati nella stessa Litoral. Ad agosto, il presidente Lasso aveva garantito che il governo avrebbe fornito maggiori finanziamenti al sistema carcerario per costruire nuovi reparti e installare nuovi dispositivi per migliorare la sicurezza. Il sistema carcerario ecuadoriano è composto da 60 strutture, le quali hanno la capacità di accogliere 29.000 detenuti, ma ne ospitano oltre 39.000. Oltre alla questione del sovraffollamento, inoltre, le carceri non dispongono di un numero adeguato di personale.  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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