La Corea del Nord continua a testare missili

Pubblicato il 1 ottobre 2021 alle 11:30 in Asia Corea del Nord

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L’Accademia delle scienze e della difesa della Corea del Nord ha lanciato con successo un nuovo missile antiaereo, secondo quanto riferito dai media locali, citati da Xinhua, il primo ottobre.

L’Accademia ha affermato che grazie a importanti nuove tecnologie, come quelle di doppio controllo e i motori di volo a doppio impulso, sono state migliorate le prestazioni di risposta rapida del sistema di controllo missilistico, l’accuratezza del controllo del missile e la distanza per eliminare i bersagli aerei. L’agenzia di stampa della Corea del Nord KCNA, citata da The Straits Times, ha riferito che il missile antiaereo ha dimostrato “notevoli prestazioni di combattimento”. Un’immagine sul giornale ufficiale Nord-coreano Rodong Sinmun mostrava poi  il missile che saliva inclinato verso il cielo, dopo essere stato lanciato da un veicolo di lancio.

Il test del primo ottobre ha fatto seguito ad una serie di operazioni simili. Nel mese di settembre 2021, la Corea del Nord ha testato missili da crociera a lungo raggio, missili mobili ferroviari e missili ipersonici. In particolare, il 28 settembre, la Corea del Nord ha testato il missile ipersonico di nuova generazione “Marte-8”, il 15 settembre scorso, invece, aveva lanciato un missile mobile ferroviario colpendo con precisione un bersaglio situato in 800 km nel Mar del Giappone. L’11 e 12 settembre, infine, l’Accademia delle scienze e della difesa aveva invece testato missili da crociera a lungo raggio di nuova generazione. Prima di tali lanci, il 7 settembre, la Corea del Sud aveva testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino. Moon aveva affermato che le crescenti capacità missilistiche della Corea del Sud serviranno da “deterrente sicuro” contro le provocazioni Nord-coreane.

Tutta tale serie di azioni ha provocato allarme tra la comunità internazionale tant’è vero che, il 30 settembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva programmato una riunione di emergenza a porte chiuse su richiesta di Stati Uniti, Regno Unito e Francia per parlare dei recenti test della Corea del Nord. L’incontro è stato posticipato al primo ottobre su richiesta della Cina e della Russia che hanno chiesto più tempo per analizzare la situazione, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche rimaste anonime a The Straits Times. Intanto, il 30 settembre, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha dichiarato giovedì che la Corea del Nord sta aumentando l’instabilità con i lanci di prova condotti a settembre. Blinken ha affermato: “Siamo preoccupati per queste ripetute violazioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che creano maggiori prospettive di instabilità e insicurezza”. L’Onu ha imposto sanzioni sulla Corea del Nord a causa dei suoi programmi per gli armamenti e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha passato più risoluzioni con le quali ha proibito a Pyongyang di sviluppare missili balistici.

 La Cina è il principale alleato di Pyongyang e nonché il suo principale partner commerciale e il maggior fornitore di aiuti. Tuttavia, al momento, i confini Nord-coreani sono ancora chiusi per arginare il coronavirus e questo ha ridotto significativamente gli scambi con la Cina. Nel mese di luglio 2021, gli scambi commerciali tra Cina e Corea del Nord sono ammontati a 16,8 milioni di dollari rispetto ai 12,3 milioni di dollari totalizzati a giugno 2021. Nonostante il dato indichi un incremento degli scambi, la somma è inferiore al 10% del volume di commercio realizzato a luglio 2019, prima della pandemia.

Intanto, mentre proseguono i test,  lo scorso 21 settembre, il presidente Sud-coreano aveva rinnovato l’appello per la pace e la riconciliazione con la Corea del Nord, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Moon aveva ribadito l’iniziativa per attuare una coesistenza denuclearizzata e una co-prosperità tra Corea del Nord e Corea del Sud che si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato ma, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace. La sorella del leader della Corea del Nord Kim Jong Un, Kim Yo-jong, aveva affermato che la proposta di dichiarare la fine della guerra tra le due Coree fosse “una buona idea” ma prematura in quanto sarebbe dapprima necessario verificare se si tratti del momento giusto, visti i persistenti doppi standard, pregiudizi e ostilità della Corea del Sud. Intanto, però, il leader Nord-coreano, il 30 settembre, ha annunciato il ripristino dei canali di comunicazione con il Sud.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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