USA impongono sanzioni contro la rete finanziaria di Hezbollah, il Qatar collabora

Pubblicato il 30 settembre 2021 alle 10:17 in Libano Qatar USA e Canada

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L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha imposto sanzioni, in coordinamento con il Qatar, a diversi presunti finanziatori di Hezbollah, con sede nella regione del Golfo, accusandoli di fornire e facilitare il sostegno materiale al gruppo libanese. Il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato la mossa mercoledì 29 settembre, specificando che sarebbe volta a contrastare quella che ha definito una “grande” rete finanziaria di Hezbollah con sede nella penisola arabica. L’amministrazione ha preso di mira, nello specifico, 7 persone, cittadini di Qatar, Bahrain e Arabia Saudita, tra cui Ali al-Banai, Ali Lari e Abd al-Muayyid, e una società immobiliare che avrebbe incanalato milioni di dollari a Hezbollah e alle istituzioni legate al gruppo. Si tratta di AlDar Properties, con sede in Qatar.

Le misure statunitensi congelano i beni negli Stati Uniti delle entità interessate e rendono un potenziale crimine per i cittadini americani fare affari con loro. Più tardi, sempre nella giornata di mercoledì, anche Doha ha confermato di aver imposto sanzioni in coordinamento con Washington. “Questa decisione arriva alla luce della cooperazione con gli Stati Uniti nel quadro dell’adempimento dei suoi obblighi da parte del Qatar e dei suoi incessanti sforzi nella lotta al terrorismo a livello locale, regionale e internazionale”, ha affermato l’agenzia di stampa ufficiale del Qatar, QNA, in un dichiarazione. A questa ha fatto eco il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, che ha accolto con favore le sanzioni, definendole un esempio della cooperazione dell’amministrazione Biden con gli alleati internazionali.

Andrea M Gacki, direttore dell’Office of Foreign Assets Control, del Ministero del Tesoro degli Stati Uniti, ha accusato Hezbollah di abusare del sistema finanziario internazionale per finanziare “attività terroristiche”. “La natura transfrontaliera di questa rete finanziaria legata ad Hezbollah sottolinea l’importanza della nostra continua cooperazione con partner internazionali, come il governo del Qatar, per proteggere gli Stati Uniti e i sistemi finanziari internazionali dagli abusi terroristici”, ha affermato Gacki in una nota.

Washington ha intensificato di recente i suoi sforzi contro la rete di finanziamento di Hezbollah. Già l’ex presidente USA, Donald Trump, aveva aumentato la pressione sul gruppo legato all’Iran come parte della sua campagna di massima pressione contro Teheran. L’anno scorso, il Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira, a partire dal 2017, circa 90 individui ed entità affiliati a Hezbollah. A inizio settembre, l’amministrazione Biden ha sanzionato presunti finanziatori dell’organizzazione in Kuwait e in Libano. Pochi mesi prima, a maggio, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva imposto sanzioni contro 7 individui presumibilmente legati ad Hezbollah e al suo braccio finanziario, accusati di aver trasferito, in modo illegittimo, 500 milioni di dollari a nome del gruppo. Si trattava della prima misura presa dall’amministrazione del presidente Biden contro il gruppo appoggiato dall’Iran. Il braccio finanziario dell’organizzazione sciita è rappresentato da al-Qard al-Hassan e il capo dell’Unità finanziaria centrale di Hezbollah è Ibrahim Ali Daher, che si pensa sovrintenda al bilancio del gruppo.

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Hezbollah rappresenta un attore chiave nell’arena politica libanese. A tal proposito, il precedente esecutivo di Beirut comprendeva 13 parlamentari e 3 ministri legati a tale movimento. Israele, invece, considera il movimento sciita armato la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali.

Risale al 15 ottobre 2018 la decisione degli Stati Uniti con cui Hezbollah è stato incluso in una lista comprendente cinque gruppi classificati dal Dipartimento di Giustizia statunitense come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe. Anche al-Qard al-Hassan è stata inclusa nella suddetta lista. La possibilità di imporre sanzioni è sancita dall’ordine esecutivo 13224, firmato dal presidente George W. Bush in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001, e con cui il governo degli Stati Uniti può impedire quelle attività legate al finanziamento del terrorismo. In particolare, imponendo sanzioni, il Dipartimento del Tesoro mira a isolare gli individui e gli enti coinvolti dal sistema finanziario globale, ostacolando quelle transazioni tra il sistema bancario degli USA e le relative altre banche a livello internazionale, e a congelare tutti i loro beni posti sotto la giurisdizione statunitense.

La precedente amministrazione statunitense, guidata da Trump, ha regolarmente sanzionato il gruppo sciita. Tra le sue varie mosse, l’8 settembre 2020, ha inserito nella “lista nera” USA gli ex ministri dei Trasporti e delle Finanze, Yusuf Finyanus e Ali Hassan Khalil, accusati di aver fornito supporto materiale ed economico ad Hezbollah. Poco dopo, il Dipartimento del Tesoro aveva comunicato di aver inserito nella lista delle sanzioni anche la Arch Consulting e la Meamar Construction, due società con sede in Libano che avrebbero aiutato Hezbollah a nascondere trasferimenti di denaro sui conti del gruppo, contribuendo al finanziamento dell’organizzazione. Hezbollah, dal canto suo, accusa il governo statunitense, con le sue sanzioni, di aver aggravato la crisi economica in Libano, dove il crollo della valuta locale ha portato a carenze di carburante e medicine, tra gli altri beni di prima necessità. Tuttavia, mercoledì 29 settembre, il Tesoro USA ha affermato che continuerà a prendere di mira il finanziamento dei “gruppi terroristici” e ha dichiarato, in una nota: “Attraverso la condivisione di informazioni e la collaborazione contro questa e altre reti di facilitatori finanziari libanesi di Hezbollah che operano nella penisola arabica, il governo degli Stati Uniti continuerà a interrompere il sostegno finanziario che fluisce a gruppi terroristici come Hezbollah, anche attraverso iniziative multilaterali e bilaterali”. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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