Ecuador: saliti a 116 i morti dopo gli scontri nel carcere di Guayaquil

Pubblicato il 30 settembre 2021 alle 9:01 in America Latina Ecuador

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Il bilancio delle vittime registrate dopo una rivolta nel Penitenziario Litoral, a Guayaquil, nel Sud-Ovest dell’Ecuador, è salito a 116. Lo ha reso noto, mercoledì 29 settembre, il presidente Guillermo Lasso, specificando che invierà ulteriori forze di sicurezza per controllare il carcere e disporrà dei fondi per evitare che questo tipo di episodi si ripetano. Oltre ai morti, almeno altri 80 detenuti sono rimasti feriti durante gli scontri, avvenuti martedì sera. La struttura, situata nella provincia di Guayas, è stata teatro negli ultimi mesi di sanguinose rivolte tra bande.

“È un peccato che i gruppi criminali stiano tentando di convertire le prigioni in un campo di battaglia dove portare le loro dispute di potere”, ha detto Lasso ai giornalisti a Guayaquil. “Chiedo a Dio di benedire l’Ecuador ed evitare ulteriori perdite di vite umane”, ha aggiunto. Dopo la notizia degli scontri, decine di persone si sono recate fuori dal carcere per ricevere informazioni sulle condizioni dei propri parenti e chiedere di indagare sulle responsabilità dei funzionari impiegati nella sicurezza dei detenuti. Il governo ha rafforzato la presenza militare fuori dalla struttura. Lasso ha dichiarato che lo Stato avrebbe aiutato le famiglie dei detenuti morti e feriti.

Lo scontro di martedì è stato uno degli atti di violenza più letali mai registrati nel sistema penitenziario del Paese. L’ufficio del procuratore ha specificato, nella giornata di mercoledì, che 6 dei prigionieri uccisi erano stati decapitati. La Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha condannato l’episodio e l’Ong Human Rights Watch ha esortato il governo dell’Ecuador ad indagare a fondo sulla violenza carceraria e a consegnare i responsabili alla giustizia. Scontri simili si sono verificati a febbraio e luglio 2021 in varie altre carceri. Almeno 79 persone sono morte nelle violenze di febbraio, mentre a luglio le vittime sono state circa 22. Ad agosto, il presidente Lasso aveva garantito che il governo avrebbe fornito maggiori finanziamenti al sistema carcerario per costruire nuovi reparti e installare nuovi dispositivi per migliorare la sicurezza. Le carceri ecuadoriane hanno la capacità di accogliere circa 30.000 persone, ma ne ospitano oltre 39.000. La scorsa settimana, la polizia ha sequestrato due pistole, un revolver, circa 500 munizioni di vario calibro, coltelli, una granata, 12 candelotti di dinamite e altri ordigni esplosivi improvvisati in una delle carceri di Guayaquil. Solo due settimane fa, il carcere numero 4 di Guayaquil, è stato attaccato con droni nel mezzo di “una guerra tra cartelli internazionali”. L’incidente, tuttavia, non ha lasciato vittime.

L’Ecuador, con 65 prigioni prive di un numero di guardie carcerarie sufficienti, prevede di espandere le capacità del suo sistema penitenziario come parte di un piano finalizzato a risolvere una situazione “precaria” e “caotica”. Secondo l’Ombudsman’s Office, nel 2020, erano stati 103 gli omicidi nei penitenziari del Paese. L’Ecuador si trova tra Colombia e Perù, principali produttori mondiali di cocaina, ed è spesso utilizzato come luogo di transito per il trasporto di droga verso gli Stati Uniti e l’Europa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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