Russia-Mali: vertice tra il viceministro degli Esteri russo e l’ambasciatore del Mali

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 18:23 in Mali Russia

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Il rappresentante speciale russo per i Paesi Africani, Mikhail Bogdanov, nonché viceministro degli Esteri della Federazione, ha incontrato, martedì 28 settembre, l’ambasciatore del Mali in Russia, Tiefing Konate.

A riportare quanto reso noto dal Ministero degli Esteri della Federazione Russa, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa statale TASS. “La parte russa ha espresso la propria disponibilità nell’assistere ulteriormente il Mali nel raggiungimento] dell’accordo interno”, così che la situazione intestina nel Paese si possa normalizzare il prima possibile, in conformità con le norme di diritto internazionale, nonché le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite. Come è stato riportato dal servizio diplomatico di Mosca, le parti hanno anche discusso dello sviluppo delle relazioni bilaterali, ponendo particolare accento sulle prospettive future per ampliare i rapporti economici, culturali, tecnico-scientifici e di altro tipo. “Le questioni di attualità dell’agenda bilaterale russo-maliana sono state discusse con un’enfasi sulle prospettive di espansione dei rapporti commerciali, economici, scientifici, tecnici, umanitari e di altro tipo”, ha aggiunto il ministero degli Esteri russo. organizzazioni internazionali. “

L’incontro del 28 settembre tra Mosca e Bamako è da collocare nel quadro degli ultimi sviluppi nel Paese Africano, dove la giunta militare al potere dallo scorso maggio avrebbe avviato trattative con il Gruppo militare russo Wagner, per ottenere sostegno nella lotta al terrorismo, soprattutto dopo che la Francia ha dichiarato di voler ridurre il numero di soldati di stanza nel Paese. Le prime notizie sulla possibile cooperazione sono iniziate a circolare il 13 settembre. Inizialmente, Russia e Mali hanno smentito le notizie riguardanti i negoziati in corso per formalizzare il dispiegamento di mercenari nel Paese dell’Africa Nord-Occidentale. Secondo quanto reso noto, la giunta militare in Mali, salita al potere dallo scorso maggio a seguito di un colpo di Stato, è in trattativa con il Gruppo Wagner per l’assunzione di 1.000 mercenari. Lo scopo del contratto è la lotta ai gruppi armati di al-Qaeda e dello Stato Islamico.

Tuttavia, in un secondo momento, il 27 settembre, sono giunte maggiori conferme da ambo le parti. Nel dettaglio, in tale occasione, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha affermato che le autorità del Mali “si sono rivolte a una compagnia militare privata russa” poiché “la Francia intende ridurre significativamente il proprio contingente militare”, dispiegato precedentemente per combattere i militanti terroristi, ha affermato Lavrov. Inoltre, a detta del funzionario russo, le forze speciali di Parigi “hanno fallito” nella lotta al terrorismo, poiché i militanti sono ancora attivi nel territorio Africano. Lavrov ha anche chiarito che le Forze armate maliane hanno definito “insufficienti” le proprie capacità e, di conseguenza, hanno deciso autonomamente di rivolgersi al Gruppo Wagner.

Analoghe conferme sono giunte poi dal il primo ministro maliano, Choguel Kokalla Maiga, il quale ha accusato la Francia di abbandonare il Paese con la decisione “unilaterale” di ritirare le truppe dispiegate nell’ambito dell’Operazione Barkhane. Di conseguenza, Maiga ha giustificato le trattative avviate con il Gruppo Wagner, sottolineando che le autorità del Mali avevano il diritto di cercare altri partner per “colmare il divario di Forze Armate” causato dal ritiro dei soldati francesi, collocati nel Nord del Paese. Il premier maliano ha spiegato che l’attuale situazione ha portato le autorità a “esplorare nuovi percorsi e mezzi per garantire al meglio la nostra sicurezza, sia in modo autonomo sia con altri partner”.

Dall’altra parte, la nuova cooperazione militare è stata condannata dall’Unione Europea (UE), dalla Francia, dalla Germania e dalle Nazioni Unite. Si tratta di attori che, da anni, sono impegnati nella lotta al terrorismo nel Paese attraverso numerose missioni militari. Parigi ha affermato che una mossa del genere sarebbe “incompatibile” con la sua presenza militare nel Paese Africano. Qualora l’accordo venisse stipulato, il governo francese potrebbe considerare la possibilità di ritirarsi ufficialmente. Analogamente, la Germania ha riferito che un tale accordo potrebbe “mettere in discussione” l’operato dell’Occidente per contrastare la minaccia jihadista. Infine, anche l’Onu, che ha circa 15.000 peacekeeper in Mali, ha espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento dei mercenari Wagner.

In tale quadro, è importante sottolineare che la Francia è impegnata nello Stato Africano, in particolare nella regione del Sahel, dal primo agosto 2014, data in cui è stata avviata la suddetta missione Barkhane, con la quale Parigi ha dispiegato un contingente di 5.100 uomini. L’operazione è stata lanciata insieme a Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad una missione più ampia, con il coinvolgimento di vari alleati europei. Quest’ultima prende il nome di “Task Force Takuba” ed è composta, per ora, oltre che dalle truppe francesi, anche dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Roma dovrebbe partecipare alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. 

I timori di Parigi sono anche legati al fatto che l’accordo con la Russia è arrivato a seguito dell’annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, riguardo la riduzion del contingente di Parigi nel territorio. Nel dettaglio, Macron aveva reso noto, il 12 luglio scorso, che entro il primo trimestre del 2022 il Paese avrebbe concluso la propria operazione antiterroristica. Per quanto riguarda l’impegno di Berlino, è importante sottolineare che la Germania dispone di circa 1.500 soldati nel Paese dell’Africa Occidentale, dispiegati nel quadro della missione di pace delle Nazioni Unite e dell’UE, l’operazione Minusma, avviata per addestrare i soldati maliani.

La presenza di mercenari Wagner in Mali rafforzerebbe significativamente l’influenza del Cremlino in Africa, continente in cui la Russia vanta l’assenza di un passato coloniale. Tale mossa rientrerebbe all’intero di una più ampia strategia di Mosca: sovvertire lo storico ordine internazionale in Africa, dove Parigi ha sempre svolto un ruolo chiave, nonché gli equilibri di potere esistenti. Mentre le relazioni tra il Mali e la Francia si deteriorano, quelle con la Russia sembrerebbero svilupparsi. Nell’ultimo periodo, il Paese dell’Africa Nord-Occidentale ha intensificato i contatti di alto livello con Mosca, come hanno dimostrato gli ultimi incontri ufficiali. Tra questi, è importante menzionare che il ministro della Difesa del Mali, Sadio Camara, si è recato nella capitale russa, il 4 settembre, per discutere di “cooperazione e assistenza militare”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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