Nigeria: esercito apre il fuoco contro una processione sciita

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 7:41 in Africa Nigeria

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Secondo alcuni testimoni, il 28 settembre, le forze armate nigeriane hanno aperto il fuoco contro una processione religiosa sciita nella capitale del Paese africano, Abuja. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, almeno 8 persone sono state uccise nella sparatoria. La processione era stata organizzata per celebrare la ricorrenza sciita nota come Arbaʽein (il “quarantesimo” giorno) che ricorda il martirio di al-Husayn ibn Ali, il nipote del Profeta Maometto. L’evento era stato organizzato dall’Islamic Movement in Nigeria (IMN), un’organizzazione dichiarata fuori legge dal governo nigeriano nel 2019. 

Secondo i partecipanti alla processione, l’aggressione delle forze armate nigeriane sarebbe stata ingiustificata, poichè i fedeli stavano camminando pacificamente quando il fuoco li ha cominciati a colpire. Inoltre, la stessa fonte ha riferito che 8 persone sarebbero decedute e altre due dovrebbero essere in custodia delle forze di sicurezza nigeriane. Video e foto pubblicate sui social media hanno mostrato corpi insanguinati e persone in fuga. 

La Nigeria conta un totale di 200 milioni di cittadini e metà di questi sono musulmani. Tuttavia, una schiacciante maggioranza sono sunniti e la minoranza sciita denuncia da anni una diffusa discriminazione e repressione nel Paese. Il leader del gruppo sciita IMN, Ibrahim Zakzaky, è uscito di prigione il 28 luglio del 2021, dopo essere stato assolto per otto capi d’accusa ed essere stato detenuto per sei anni. Tuttavia, lo stesso giorno della sua assoluzione, Dari Bayero, avvocato dell’accusa che rappresenta il governo dello stato nigeriano di Kaduna, ha riferito che sono state presentate accuse per reati legati al terrorismo contro lo stesso Zakzaky, presso un altro tribunale. 

Per oltre tre decenni, il gruppo musulmano sciita si è regolarmente scontrato con le forze di sicurezza nigeriane durante numerose manifestazioni contro la persecuzione religiosa. Ancor prima dell’arresto, Zakzaky era in cattivi rapporti con le autorità laiche della Nigeria, a causa dei suoi appelli per l’inizio una rivoluzione islamica sull’esempio dell’Iran. Il religioso, che ha circa sessant’anni e ha perso la vista da un occhio durante una serie di manifestazioni e scontri avvenuti nel dicembre del 2015, durante i quali fu arrestato.

Si stima che nelle violenze di quel periodo abbiano perso la vita circa 350 persone. Un tribunale nel 2016 aveva ordinato il rilascio di Zakzaky e sua moglie, ma le autorità nigeriane avevano semplicemente ignorato la sentenza. Da allora, la maggior parte dei 200 membri del gruppo che erano stati arrestati è stata rilasciata. Negli ultimi sei anni, i sostenitori dell’IMN hanno organizzato proteste regolari nella capitale, Abuja, chiedendo la scarcerazione del loro leader.

Quest’ultimo episodio di violenza si verifica in un Paese, come Nigeria, che è preda di un’instabilità diffusa. Il Nord-Ovest è il fulcro di una recente ondata di rapimenti di massa di studenti da parte di banditi che cercano di ottenere riscatti, mentre il Nord-Eest rimane preda dell’insurrezione islamista che coinvolge le organizzazioni di Boko Haram e dello Stato islamico nell’Africa occidentale (ISWAP) e ha provocato la morte, negli ultimi dieci anni, di circa 350.000 persone. I furti e i sequestri sono all’ordine del giorno in tutto il Paese, così come i conflitti inter-etnici, che provocano spesso violenze e scontri mortali.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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