Guinea: la giunta militare presenta la “carta della transizione”

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 17:21 in Africa Guinea

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Il governo militare della Guinea ha presentato una “carta della transizione” che, a suo dire, riporterà il Paese ad un governo civile. Il documento, letto alla tv nazionale nella tarda serata di lunedì 27 settembre, fissa una serie di obiettivi, tra cui la stesura di una nuova Costituzione e lo svolgimento di elezioni “libere, democratiche e trasparenti”, anche se non chiarisce entro quando. 

Il blocco regionale della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha chiesto lo svolgimento delle elezioni entro sei mesi, nonché il rilascio del presidente Alpha Conde, arrestato il 5 settembre dai militari delle forze speciali guidati dal colonnello Mamady Doumbouya.

La nuova carta individua quattro istituzioni o figure che saranno responsabili della transizione. Queste sono il National Rally Committee for Development (CNRD), istituito dal governo militare e guidato da Doumbaya; il presidente della transizione, che ricoprirà anche la carica di capo del CNRD, capo di Stato e capo delle forze armate; un governo guidato da un primo ministro civile; e un organo legislativo chiamato Consiglio nazionale di transizione (CNT). Nessun membro di questi enti potrà partecipare “alle elezioni nazionali o comunali, che saranno organizzate al termine del periodo di transizione”. La durata di questa fase transitoria “sarà stabilita di comune accordo tra le forze della nazione e il CNRD”, secondo lo statuto.

L’ambasciatore della Guinea alle Nazioni Unite ha riferito lunedì, all’Assemblea generale, che le liste elettorali verranno riviste e la nuova Costituzione sarà redatta prima delle elezioni. Il CNT, composto da 81 membri provenienti da partiti politici, gruppi della società civile, sindacati, datori di lavoro, forze di sicurezza e altri organismi, avrà il compito di redigere la carta costituzionale. Nessun membro del governo di Condé o delle istituzioni del vecchio regime potrà essere nominato. La coalizione del Fronte Nazionale per la Difesa della Costituzione (Fndc), che ha guidato le proteste contro Conde lo scorso anno, ha chiesto l’esclusione dal processo di transizione di 100 persone, tra cui ex ministri, giudici, governatori e altri politici. 

Doumbouya, sempre nella giornata di lunedì, ha visitato il cimitero di Bambeto, nella periferia della capitale, Conakry, per rendere omaggio alle persone uccise durante la repressione delle proteste contro il terzo mandato di Conde. La FNDC ha accolto con favore la visita di Doumbouya al cimitero, definendola un “atto altamente simbolico”. La coalizione ha aggiunto che spera che la visita sia seguita dall’organizzazione di “un processo giusto ed equo in modo che i responsabili delle violenze possano essere ritenuti responsabili delle loro azioni, mettendo così fine all’impunità dei criminali in Guinea”.

Il presidente Conde aveva vinto un terzo mandato presidenziale, in un’elezione fortemente contestata, lo scorso ottobre, dopo aver approvato una nuova Costituzione, nel marzo 2020, che gli aveva permesso di eludere il limite di due mandati presidenziali consecutivi. La decisione aveva scatenato accese proteste nella capitale e nei dintorni e decine di persone erano state uccise durante le manifestazioni, spesso finite in scontri con le forze di sicurezza. Centinaia di abitanti erano stati arrestati. Ciononostante, Conde, 83 anni, si era insediato nuovamente come presidente del Paese il 7 novembre dello scorso anno. Lui stesso ex attivista dell’opposizione, è diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea, nel 2010, venendo rieletto per la seconda volta nel 2015. I critici lo accusano di aver virato verso l’autoritarismo durante gli anni della sua presidenza. Gran parte del malcontento nei confronti di Conde deriverebbe poi dalla sua scarsa capacità di unire la popolazione, dove la maggior parte degli abitanti è di etnia Fulani ma governata dalla minoranza etnica Malinke. Tuttavia, anche il colonnello Doumbouya fa parte di quest’ultimo gruppo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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