Giappone: l’ex ministro degli Esteri Kishida verso la nomina a primo ministro

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 13:24 in Asia Giappone

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Il Partito liberal democratico (PLD) del Giappone ha eletto, il 29settembre, come suo nuovo e 27esimo presidente Fumio Kishida, un ex ministro degli Esteri che diventerà il prossimo premier giapponese.

Al secondo turno delle elezioni generali del PLD, Kishida ha ottenuto 257 voti in suo favore, superando il suo sfidante, ovvero l’attuale ministro della Difesa giapponese, Taro Kono, che ha ricevuto 170 preferenze. In totale, erano quattro i candidati alla carica di presidente del PLD, oltre a Kishida e Kono, vi erano le due candidate Sanae Takaichi, ex ministra delle Comunicazioni, e Seiko Noda, l’attuale segretaria generale del PLD. Dal primo turno di votazioni non era emerso un chiaro vincitore, in quanto Kishida aveva ottenuto 256 voti, Kono 255, Takaichi 188 e Noda 63, portando al ballottaggio tra i primi due.

Parlando in una riunione dei legislatori del PLD, Kishida ha chiesto unità al partito che dovrà presentarsi alle elezioni generali previste per novembre e a quelle della Camera dei Consiglieri del 2022. Kishida ha affermato che la sua amministrazione dovrà elaborare un pacchetto di stimolo multimiliardario entro la fine dell’anno per mitigare l’impatto della pandemia di coronavirus sull’economia.

Nel sistema parlamentare giapponese, solitamente, al leader del partito di maggioranza spetta il ruolo di primo ministro del Paese e, per questo, ci si aspetta che Kishida verrà eletto come nuovo premier giapponese durante la prossima sessione straordinaria della Dieta nazionale del Giappone, l’organo legislativo del Paese formato da due camere. Il PLD è il partito di governo del Paese, controlla la Camera dei Rappresentanti e detiene la maggioranza anche nella Camera dei Consiglieri, con il partito, suo alleato, Komeito. Il governo giapponese convocherà una seduta straordinaria del Parlamento il 4 ottobre prossimo per nominare il prossimo primo ministro del Paese.

Kishida, che guida la fazione liberale del PLD, il 29 settembre, ha ottenuto il sostegno di molti legislatori veterani in quella che è diventata la sua seconda candidatura alla presidenza del partito. Kishida aveva perso contro il primo ministro uscente Yoshihide Suga il 14 settembre 2020. Suga era stato nominato come premier ad interim per governare durante la parte finale del mandato del suo predecessore, Shinzo Abe il quale aveva rassegnato le proprie dimissioni il precedente 28 agosto. Lo scorso 3 settembre, Suga ha annunciato le proprie dimissioni dalla leadership del PLD, dichiarando che non avrebbe cercato un nuovo mandato. Suga ha dovuto affrontare un calo di popolarità per la gestione del coronavirus da parte del suo governo, che molti consideravano lenta e limitata, e per aver insistito nell’ospitare le Olimpiadi nonostante la diffusa opposizione.

Come riferito da Kyodo News, Kishida avrà il compito di guidare il partito di governo che sta lottando per sostenere un’economia duramente colpita dalla pandemia di coronavirus, rassicurando la popolazione di avere capacità di leadership e affidabilità, qualità ritenute carenti in Suga. Kishida si è impegnato ad allontanarsi dalle politiche neoliberiste delle precedenti amministrazioni e ad assicurarsi che la gente comune possa godere dei benefici della crescita, tuttavia alcuni lo considerano incapace di far presa su un’ampia parte della popolazione.

Kono è, invece, visto come un riformista e nei sondaggi di opinione dei media è spesso risultato come favorito per essere primo ministro, ha ottenuto il sostegno di legislatori relativamente giovani del PLD e di membri del partito che non ricoprono posizioni. Kono aveva promesso di riformare il sistema pensionistico giapponese e di promuovere la digitalizzazione, ma alcuni ritengono che si sia tirato indietro rispetto alla sua precedente posizione di abbandonare la produzione di energia nucleare.

Takaichi era sostenuta dall’ex primo ministro Shinzo Abe nella campagna elettorale, durante la quale ha più volte visitato il santuario Yasukuni a Tokyo e ha avuto l’appoggio dei nazionalisti all’interno del PLD. Takaichi aveva proposto un mix di politiche ribattezzate “Sanaenomics”, incentrate su un audace allentamento monetario e investimenti nella gestione delle crisi e nelle aree di crescita. Noda, che è conosciuta come una liberale nel partito conservatore, ha lottato per attirare il sostegno all’interno del partito e aveva dato la priorità alla cura dei più vulnerabili, come i bambini e le persone con disabilità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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