Ecuador: scontri tra bande in un carcere di Guayaquil, 24 morti

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 13:08 in America Latina Ecuador

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Una nuova sparatoria in un carcere dell’Ecuador ha lasciato 24 detenuti morti e 48 feriti, martedì 28 settembre, aggravando la situazione carceraria a causa degli scontri tra bande legate al traffico di droga. Quest’anno, tali violenze hanno già provocato, finora, la morte di circa 120 prigionieri. La notizia degli scontri di ieri è stata riferita dalle autorità del Penitenziario Litoral, un centro carcerario a Guayaquil, nel Sud-Ovest del Paese. Il comandante della Polizia, il generale Fausto Buenaño, ha indicato che l’alto bilancio delle vittime sarebbe dovuto all'”impatto di proiettili di armi da fuoco e di granate”.

Il presidente ecuadoriano, Guillermo Lasso, ha ritwittato le dichiarazioni delle autorità carcerarie sul suo account affermando che “l’ordine è stato ripristinato nel Penitenziario Litoral dopo gli incidenti registrati questo martedì”. Il Servizio di Attenzione verso le Persone private della Libertà (SNAI) ha affermato che, al momento, “è in atto un coordinamento tra le varie istituzioni per mantenere il controllo totale del carcere numero 1 di Guayaquil”. L’edificio dove è avvenuta la sparatoria tra detenuti fa parte di un grande complesso composto da più carceri. SNAI aveva precisato, martedì mattina, che nella prigione “era stato attivato uno stato di allerta a causa di detonazioni di armi da fuoco ed esplosioni in diversi padiglioni, dovute a scontri tra bande criminali”. Buenaño, più tardi, aveva riferito che i prigionieri “si erano ammutinati”.

Solo due settimane fa, il carcere numero 4 di Guayaquil, era stato attaccato con droni nel mezzo di “una guerra tra cartelli internazionali”. L’incidente, tuttavia, non aveva lasciato vittime, ha ricordato SNAI. Le principali prigioni dell’Ecuador sono state quest’anno teatro di violenti scontri per il potere tra bande legate ai cartelli messicani di Sinaloa e Jalisco Nueva Generación. A febbraio, ci sono state rivolte simultanee in quattro carceri, che hanno provocato la morte di 79 persone. Forte impatto hanno suscitato le scene di corpi decapitati. Secondo l’Ombudsman’s Office, nel 2020, erano stati 103 gli omicidi nei penitenziari del Paese.

La Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha condannato le continue violenze nelle carceri ecuadoriane. Queste hanno la capacità di accogliere circa 30.000 persone, ma ospitano oltre 39.000 detenuti. La scorsa settimana, la polizia ha sequestrato due pistole, un revolver, circa 500 munizioni di vario calibro, coltelli, una granata, 12 candelotti di dinamite e altri ordigni esplosivi improvvisati in una delle carceri di Guayaquil.

L’Ecuador, con 65 prigioni prive di un numero di guardie carcerarie sufficienti, prevede di espandere le capacità del suo sistema penitenziario come parte di un piano finalizzato a risolvere una situazione “precaria” e “caotica”. Il Paese si trova tra Colombia e Perù, principali produttori mondiali di cocaina, ed è spesso utilizzato come luogo di transito per il trasporto di droga verso gli Stati Uniti e l’Europa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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