Cina-UE: riprende il dialogo strategico

Pubblicato il 29 settembre 2021 alle 15:27 in Cina Europa

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Il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, e l’Alto rappresentante dell’Unione europea (UE) per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, hanno presieduto l’11esimo dialogo strategico di alto livello Cina-Unione europea (UE), il 28 settembre. I due hanno parlato di relazioni bilaterali, diritti umani e Taiwan.

Wang ha affermato che sia la Cina sia l’UE ritengono che le interazioni tra le parti debbano insistere sul rispetto reciproco, sulla ricerca di un terreno comune, sull’ampliamento della cooperazione e sulla riduzione degli ambiti di scontro. Entrambi intendono preservare l’ordine internazionale basato sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale e cooperare per rispondere a sfide comuni come la pandemia di coronavirus e il cambiamento climatico. Wang ha poi sottolineato di apprezzare il fatto che l’UE abbia più volte dimostrato di accogliere lo sviluppo cinese, di non volere uno scontro istituzionale e di non voler partecipare ad una nuova forma di Guerra fredda. Visto il recente aumento dei contatti Cina-EU, Wang ha sottolineato la necessità di consolidare questo slancio positivo. Le parti dovrebbero prepararsi per la prossima fase degli scambi di alto livello Cina-UE, in modo da dare nuovo slancio allo sviluppo delle relazioni bilaterali.

Le parti hanno poi scambiato opinioni su questioni relative ai diritti umani. Wang Yi ha detto che la Cina è disposta a condurre il dialogo sui diritti umani e a cooperare con altri Paesi sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco. Il ministro cinese ha però ribadito che Pechino non accetterà “insegnanti” in materia di diritti umani e si oppone all’interferenza negli affari interni di altri Paesi utilizzando tale pretesto. Borrell “ha sottolineato la necessità di impegnarsi sulle questioni relative ai diritti umani e di riprendere il dialogo sui diritti umani UE-Cina, come componente chiave di una relazione matura”. Tali dichiarazioni sono arrivate in un momento di tensione nelle relazioni tra Pechino e Bruxelles, iniziato da quando, il 22 marzo scorso, Bruxelles ha imposto sanzioni contro quattro soggetti e un’entità cinesi in relazione ad accuse di violazione dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang. In tale occasione, Bruxelles aveva imposto sanzioni contro la Cina per la prima volta dagli eventi di Piazza Tiananmen, del 1989. In risposta, nella stessa giornata anche Pechino aveva annunciato di aver sanzionato 10 individui e 4 istituzioni europei. Tale scambio di misure punitive è risultato nel blocco da parte del Parlamento europeo del processo di ratifica dell’Accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina, il 20 maggio scorso.

Wang ha poi affrontato la questione di Taiwan, sottolineando che il principio “una sola Cina” è riconosciuto dalla comunità internazionale ed è la base politica per sviluppare relazioni della Cina con l’UE e i suoi Stati membri. Wang ha quindi affermato: “Se le fondamenta non sono solide, la terra tremerà e i monti tremeranno”. Borrell ha affermato che l’UE intende ampliare i propri rapporti con l’isola senza però riconoscerne l’entità statale. Il Ministero degli Esteri cinese ha riferito che Borrell ha assicurato a Wang che “l’UE non condurrà scambi ufficiali” con Taiwan. Tuttavia, l’UE è già stata esortata dal Parlamento europeo a iniziare a preparare le basi per un accordo sugli investimenti con Taiwan.

 La Cina considera Taiwan una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC.  Le dichiarazioni si collocano in un quadro di tensioni tra Cina e Lituania, un membro dell’UE, iniziate con l’apertura di un ufficio di rappresentanza intestato a Taiwan nella capitale lituana Vilnius, il 20 luglio scorso. I due Paesi hanno richiamato i rispettivi ambasciatori e la situazione versa ancora in una fase di stallo. Ad oggi, Taiwan ha uffici di rappresentanza in 74 Paesi a livello globale e 18 tra questi fanno parte dell’UE. La Lituania è stata il primo Paese europeo che ha relazioni diplomatiche con la Cina ad ospitare un ufficio formalmente intestato a Taiwan, il cosiddetto “Ufficio di rappresentanza taiwanese in Lituania”. Solitamente, le missioni taiwanesi in Europa usano il nome della città Taipei, evitando un riferimento all’isola stessa. Ad oggi, Taiwan ha relazioni diplomatiche formali con 15 Paesi mentre mantiene relazioni con gli altri attraverso gli uffici di rappresentanza.

Infine, il dialogo tra Borrell e Wang è arrivato a due giorni di distanza dalle elezioni federali tedesche che hanno segnato la fine della leadership di Angela Merkel, con la quale Pechino aveva stabilito un solido partenariato. Il vertice è arrivato anche un giorno prima che l’UE lanciasse formalmente un consiglio commerciale e tecnologico con gli Stati Uniti, il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (TTC), annunciato il 15 giugno scorso. Tale iniziativa era nata in seguito ai summit dei leader del G7 e della NATO rispettivamente il 13 e 14 giugno, durante i quali la Cina è stata al centro del dibattito.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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