Rep. Dem. del Congo: disputa sul cobalto con un’azienda cinese

Pubblicato il 28 settembre 2021 alle 6:32 in Africa Rep. Dem. del Congo

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La società statale della Repubblica Democratica del Congo, Entreprise Generale du Cobalt (EGC), e l’azienda cinese Huayou Cobalt di Zhejiang sono in trattativa per mettere fine ad una disputa sullo sfruttamento della miniera di Kasulo, nella provincia di Lualaba. 

La notizia è stata riferita in esclusiva dall’agenzia di stampa Reuters, il 27 settembre. Secondo tale fonte, l’EGC congolese ha riservato lo sfruttamento della miniera di Kasulo e, all’inizio del 2021, ha avviato i lavori per controllare le condizioni dei siti minerari, dove il lavoro minorile e gli incidenti mortali sono comuni. Tuttavia, i piani della società congolese di iniziare con i lavori sono stati interrotti dall’opposizione dell’azienda cinese. 

La controllata della Huayou Cobalt, la Congo Dongfang International Mining (CDM), basata a Kasulo, si è opposta alle attività della società congolese, affermando di avere un contratto che concede all’azienda cinese il diritto di sfruttamento fino all’esaurimento del deposito. L’agenzia di stampa Reuters ha sottolineato che non è stato possibile confermare i dettagli riguardanti il contratto. La discussione riguardo ai diritti di sfruttamento rimane in corso, con entrambe le parti che non vogliono rinunciare all’accesso alle risorse. 

“Stiamo lavorando per risolvere la situazione creata dalla continua presenza di CDM su questo sito e speriamo che una soluzione sia in vista”, ha affermato il direttore generale dell’EGC, Jean-Dominique Takis, intervistato da Reuters. Questo ha dichiarato che la società aveva l’obiettivo di procurarsi 7.000 tonnellate di cobalto da Kasulo durante il 2021, seguite da 15.000 tonnellate nel 2022 e 20.000 tonnellate nel 2023.

Bryce Lee, un rappresentante della Zhejiang Huayou Cobalt, ha confermato che la società è in “trattative amichevoli” con l’EGC su Kasulo. Inoltre, ci sono notizie riguardo ad un’azienda che si occupa di commerciare materie prime, con sede a Ginevra, Trafigura, che starebbe aiutando a finanziare l’EGC in cambio di una fornitura di 45.000 tonnellate di cobalto estratto a mano, per un valore di circa 2.4 miliardi di dollari ai prezzi correnti.

La questione dell’approvvigionamento di cobalto è particolarmente importante, considerata l’elevata domanda mondiale del minerale per la produzione di veicoli elettrici, con gravi rischi legati alla scarsità di questa risorsa. Inoltre, il Congo fornisce oltre il 70% del cobalto mondiale e parte di questo viene estratto tramite minatori che scavano a mano in siti non regolamentati dal punto di vista della tutela della salute. Scoraggiati da possibili violazioni dei diritti umani nella catena di approvvigionamento, i produttori di auto elettriche, tra cui Volkswagen e Tesla, stanno cercando di ridurre l’utilizzo di questo minerale.

Nel 2020, la società madre di CDM, la Huayou Cobalt, ha dichiarato che avrebbe interrotto l’approvvigionamento di cobalto da siti minerari non regolamentati in Congo, fino a quando la comunità internazionale non avesse stabilito uno standard per l’approvvigionamento responsabile. Bryce Lee, di Huayou, ha affermato che dall’aprile 2020 nessun cobalto estratto a mano da Kasulo è entrato nelle unità di trattamento di CDM. Invece, CDM afferma di aver facilitato la vendita di cobalto da Kasulo ai commercianti locali. 

La Cina ha finanziato vari progetti infrastrutturali nella Repubblica Democratica del Congo e, dal 2016, con l’entrata in vigore dell’Accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti, molte aziende cinesi hanno iniziato ad investire in Congo in campi che comprendono le telecomunicazioni, il settore estrattivo e la lavorazione del legno. Il 6 gennaio 2021, poi, la Repubblica Democratica del Congo è diventata il 45esimo Paese ad aderire al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013.  Nella stessa data, Pechino aveva anche annunciato di aver cancellato i prestiti senza interessi maturati dalla Repubblica Democratica del Congo, per un valore di 28 milioni di dollari e ha promesso sostegno finanziario per 17 milioni di dollari, così da aiutare il Paese a superare l’impatto del coronavirus.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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