L’Ucraina e l’Ungheria convocano i rispettivi ambasciatori

Pubblicato il 28 settembre 2021 alle 12:23 in Russia Ucraina Ungheria

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L’Ucraina e l’Ungheria hanno convocato, martedì 28 settembre, i corrispettivi ambasciatori, dopo che Budapest ha sottoscritto un contratto a lungo termine con Mosca per la fornitura di gas, intesa che Kiev considera una minaccia per la sua sicurezza nazionale poiché sarà privata delle tasse di transito.

A riportare tali sviluppi, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando quanto dichiarato dal portavoce del Ministero degli Esteri dell’Ucraina, Oleg Nikolenko. Kiev ha convocato l’ambasciatore ungherese presso la capitale per informarlo sulla sua posizione in merito al contratto, sottoscritto il giorno precedente. Nel dettaglio, la Russia fornirà gas all’Ungheria servendosi di gasdotti che aggireranno il territorio dell’Ucraina, ragione per cui quest’ultima ha condannato l’intesa, aggiungendo che minaccia “la sicurezza nazionale e la sicurezza energetica in Europa”. Anche il ministro degli Esteri del Paese, Dmytro Kuleba, ha commentato a nuova cooperazione energetica. Secondo lui, le relazioni con l’Ungheria sono giunte “a un punto di conflitto”, poiché Budapest ha deciso di sottoscrivere l’intesa, sebbene sapesse che avrebbe comportato l’esclusione dei gasdotti ucraini dallo schema di fornitura di gas russo. Di conseguenza, Kiev ha rinviato il vertice della Commissione bilaterale prevista tra i due Paesi. Kuleba ha aggiunto che l’Ungheria ha inferto un “duro colpo” alle relazioni bilaterali, obbligando il Paese ad adottare misure di risposta.   

Dall’altra parte, l’Ungheria ha accusato l’Ucraina di interferire negli affari interni dello Stato. Il ministro degli Esteri di Budapest, Peter Siyyarto, ha protestato contro il “tentativo di ingerenza negli affari interni”, sottolineando che Paesi terzi non possono e non devono influenzare le dinamiche legate alla sicurezza energetica di uno Stato sovrano. “Ci assicuriamo che gli appartamenti degli ungheresi siano caldi in inverno, questo è il nostro compito e non ha nulla a che fare con commissioni intergovernative e miste. Vi chiedo di non fare confusione, sono cose diverse”, ha ribadito Siyyarto. Quest’ultimo ha poi spiegato che la rotta delle forniture di gas non è stabilita da Budapest, bensì da Mosca. “Il percorso di approvvigionamento è determinato da coloro che dispongono del gas”, ha continuato il ministro ungherese.

Il giorno precedente, lunedì 27 settembre, la società energetica statale russa Gazprom e l’Ungheria hanno concluso un contratto per la fornitura di gas russo fino al 2036, che prevede la fornitura di 4,5 miliardi di metri cubi di gas annui per i prossimi 15 anni. Nel dettaglio, 3,5 miliardi del totale saranno forniti attraverso la Serbia, il miliardo restante tramite il territorio austriaco. L’intesa entrerà in vigore a partire dal primo ottobre e, dopo 10 anni, sarà possibile modificare i termini del contratto. La nuova cooperazione si sostituirà a quella che precedentemente legava Budapest alla russa Gazprom, la quale era stata sottoscritta nel lontano 1995 e si serviva delle rotte di transito che attraversavano il territorio dell’Ucraina, garantendo a quest’ultima le entrate dervianti dalle tasse di transito.

Di conseguenza, il Ministero degli Esteri dell’Ucraina ha condannato il nuovo accordo, che priverà il Paese delle tasse di transito, come sta avvenendo con il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2. Il Paese Est-Europeo si è detto “sorpreso e deluso dalla decisione dell’Ungheria” perché tale scelta è legata a motivazioni puramente “politiche”, dato che, da un punto di vista economico, è “ingiustificata” e poco conveniente. In effetti, Kiev ha sottolineato che per Budapest sarebbe più redditizio ricevere gas attraverso il sistema di trasporto dell’Ucraina, solitamente usato per approvvigionare tutti i Paesi Europei. Criticando l’accordo, l’Ucraina ha dunque ribadito che, attraverso tale mossa, l’Ungheria starebbe cercando di “compiacere il Cremlino a discapito degli interessi nazionali dell’Ucraina, nonché delle relazioni ucraino-ungheresi”. Di conseguenza, Kiev ha dichiarato che intende rivolgersi alla Commissione Europea per richiederle di effettuare una valutazione dell’accordo che, secondo il Ministero degli Esteri, “avrà un impatto significativo sulla sicurezza energetica dell’Ucraina e dell’Europa”.

Infine, già a partire dal 30 agosto la stampa locale aveva iniziato a far circolare notizie sulla questione. Nello specifico, Siyyarto aveva reso noto che le parti avevano avviato le trattative per stabilire nuove condizioni di fornitura di gas, più vantaggiose rispetto alle precedenti. In tale occasione, Mosca aveva dichiarato che le parti, nel corso dei negoziati, stavano prendendo in considerazione questioni chiave, quali prospettive di cooperazione e l’espansione del sistema di trasporto di gas ungherese.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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