La Cina affronta difficoltà energetiche

Pubblicato il 28 settembre 2021 alle 12:55 in Asia Cina

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La State Grid Corporation of China (SGCC) ha rilasciato un comunicato riguardante le proprie operazioni attuali e future, il 27 settembre, in seguito alle recenti interruzioni di corrente elettrica che hanno interessato varie aree della Cina.

In risposta all’attuale situazione dell’approvvigionamento energetico, la SGCC ha dichiarato che, attenendosi alle indicazioni del presidente cinese Xi Jinping sulla sicurezza energetica, farà tutto il possibile per garantire l’approvvigionamento, rispondere alla domanda di energia di sussistenza delle persone, evitare interruzioni di corrente e mantenere la direzione del sostentamento, dello sviluppo e della sicurezza delle persone.

SGCC intende quindi rafforzare la fornitura dell’intera rete, organizzandone razionalmente la modalità operativa e rifornendo al meglio le imprese. In secondo luogo, l’azienda coordinerà l’impiego delle risorse, sfruttando i vantaggi della grande piattaforma della rete elettrica e sfruttando il potenziale di trasmissione di energia dei canali interregionali e interprovinciali. In terzo luogo, SGCC intende è rafforzare il monitoraggio del consumo di elettricità, fare ogni sforzo per garantire elettricità ai cittadini, fornendo un buon servizio agli utenti e rispondendo alle preoccupazioni. In quarta istanza, SGCC attuerà rigorosamente i piani di gestione della domanda e di uso ordinato dell’elettricità formulati dal governo, facendo un buon lavoro di comunicazione e coordinamento in modo tempestivo e attuerà ogni sforzo per preservare l’ordine e la stabilità della fornitura e dell’uso dell’elettricità. Infine, l’azienda intende implementare rigorosamente le responsabilità di garanzia dell’alimentazione, migliorare i vari piani di emergenza, compresi quelli per il funzionamento della rete e garantire un uso sicuro e affidabile dell’energia.

Le dichiarazioni di SGCC sono arrivate dopo che 16 delle 31 giurisdizioni di livello provinciale della Cina continentale stanno razionando l’elettricità per cercare raggiungere gli obiettivi annuali di riduzione delle emissioni stabiliti dal governo di Pechino, dopo essere partiti lentamente a inizio 2021 con la loro attuazione. Oltre alle ambizioni in materia ambientale, in Cina è stata poi registrata una carenza di carbone termico, utilizzato per la produzione di energia, il cui prezzo è aumentato durante tutto l’anno e ha toccato nuovi massimi nelle ultime settimane.

Secondo South China Morning Post, quello delle ultime settimane sarebbe uno degli esempi più estremi di razionamento energetico nella storia della Nazione, soprattutto considerando l’impatto che sta avendo sulle famiglie ordinarie. Nel mese di agosto 2021, la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), che è la principale agenzia di pianificazione economica del Paese, aveva criticato “l’intensità del consumo energetico” di nove province, ovvero Guangdong, Jiangsu, Yunnan, Fujian, Shaanxi, Guangxi, Ningxia, Qinghai e Xinjiang. Queste avevano aumentato il loro consumo di energia invece di ridurlo e, in seguito all’avvertimento, hanno intensificato i loro sforzi per ridurne l’utilizzo. Oltre a questo, ad oggi, altre 10 province non sarebbero riuscite a raggiungere i loro obiettivi nel tasso di riduzione dell’intensità del consumo energetico e la NDRC ha descritto la situazione del risparmio energetico nazionale come “molto grave”. Di fronte ai recenti tagli energetici, però, parte della stampa cinese e alcune autorità hanno criticato i funzionari provinciali per aver utilizzato mezzi troppo duri per raggiungere gli obiettivi energetici.

Il presidente cinese Xi Jinping, lo scorso 21 settembre, in occasione della76esima assemblea Generale dell’Onu, aveva annunciato che la Cina non finanzierà più impianti alimentati a carbone all’estero nel quadro degli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio. Un anno prima, Xi, parlando della ripresa economica post-coronavirus, aveva sottolineato l’importanza della sostenibilità e aveva annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060, prevedendo il picco delle emissioni nel 2030. All’inizio del 2021, Pechino ha delineato i modi per intensificare gli sforzi per controllare il consumo energetico nazionale tagliando il consumo di energia per unità di prodotto interno lordo (PIL) del 3% nel corso dell’anno. Pechino ha anche raddoppiato i suoi sforzi sollecitando le autorità provinciali e locali a frenare le attività ad alto consumo energetico e i progetti ad alte emissioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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