Immigrazione: maxi sbarco a Lampedusa

Pubblicato il 28 settembre 2021 alle 15:02 in Immigrazione Italia

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Un peschereccio di 15 metri è approdato nella serata di ieri, lunedì 27 settembre, al molo di Lampedusa, con circa 686 migranti a bordo. Altre 67 persone hanno successivamente raggiunto il porto su imbarcazioni più piccole, dopo essere state salvate dalla polizia. Il Ministero dell’Interno italiano ha affermato che i migranti saranno ora trasferiti su un’altra nave per la quarantena. Cinque sono stati invece portati al Poliambulatorio dell’isola perché le loro condizioni di salute non erano buone. La maggior parte dei migranti sono originari di Egitto, Ciad, Marocco, Siria, Bangladesh, Sudan, Nigeria, Etiopia e Senegal. Il peschereccio, intercettato dalle motovedette ad otto miglia dalla costa, era partito da Zuwara, in Libia. Nell’hotspot di Lampedusa, al momento, sono presenti 1.091 persone a fronte dei 250 posti disponibili.

L’isola italiana rappresenta uno dei principali punti di approdo per le persone che cercano di entrare in Europa e Roma ha più volte sollecitato gli altri Stati dell’Unione a collaborare con l’Italia per gestire al meglio il fenomeno. “La cooperazione giudiziaria internazionale è fondamentale per contenere l’immigrazione irregolare e arginare la violenza senza precedenti e le tragiche violazioni dei più elementari diritti umani dei migranti”, ha detto ai media locali Luigi Patronaggio, procuratore capo della città di Agrigento, nel Sud della Sicilia. Circa 44.800 migranti sono sbarcati sulle coste italiane dal primo gennaio al 27 settembre 2021, un decisivo aumento rispetto ai 23.517 dello stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati del Ministero dell’Interno. I numeri complessivi, però, sono ancora bassi rispetto al 2015, quando l’emergenza migratoria ha toccato il suo apice. 

Proprio sul tema immigrazione, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, si è confrontata, il 27 settembre a Malaga, a margine della conferenza “MED5”, con i suoi omologhi di Spagna, Grecia, Malta e Cipro. “A Malaga abbiamo aggiunto un altro tassello che consolida il fronte dei Paesi mediterranei dell’Unione impegnati in prima linea a gestire i flussi migratori via mare e via terra e abbiamo ribadito che il gruppo Med5 si presenta unito e pronto a collaborare al meglio nella trattativa in corso a Bruxelles, con controproposte costruttive tali da rendere il Patto Immigrazione Asilo presentato dalla Commissione più equilibrato nella sua stesura finale”, ha dichiarato la ministra al termine dell’incontro. I lavori si sono svolti in due sessioni. Nella dichiarazione finale, i Paesi del Med5 hanno fissato i punti chiave di un approccio comune al tema della gestione delle migrazioni, “che sono causate da un fenomeno globale, strutturale e non congiunturale”, e hanno sottolineato, quindi, che ogni sforzo debba partire dall’aspetto della prevenzione per poter arginare i flussi “a monte”, prima che raggiungano le frontiere esterne dell’Unione.

Stando a quanto riportato circa un mese fa, il 15 agosto, dalla ministra Lamorgese in occasione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, pari al 128 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati sono stati 7.843, con un aumento del 155,26%, mentre gli scafisti arrestati sono stati 147. Al contempo, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, sono aumentati anche i cosiddetti sbarchi autonomi, che rappresentano l’82,6% del totale, rispetto al 75,6% dell’anno precedente. Le operazioni di soccorso hanno consentito il salvataggio di 8553 persone complessivamente. Di queste, quelle soccorse in mare da organizzazioni non governative sono state pari a 4239. Nel 2020, l’Italia aveva accolto 21.616 migranti, mentre erano stati 8691 i migranti sbarcati da agosto 2018 a luglio 2019. Circa i Paesi di provenienza, è la Libia a detenere il primato, in quanto è da qui che ha origine il 45,3% dei migranti giunti in Italia. A seguire, vi è la Tunisia, con il 35,9%, e Turchia, Algeria, Grecia, Egitto e Montenegro.

I dati sulla Libia sono stati confermati anche dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) la quale ha riferito, il 17 agosto, che il numero di migranti libici desiderosi di raggiungere l’Europa è raddoppiato da gennaio ad agosto 2021. Il numero di persone intercettate o soccorse in mare e riportate in Libia ha toccato quota 20.257, equivalente grossomodo al numero di migranti salvati in un anno intero, nel 2020. Questi cercano di raggiungere le coste italiane, distanti circa 300 chilometri dal Paese Nord-africano, a sua volta punto di partenza per decine di migranti provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana, e perlopiù in fuga da conflitti, persecuzioni o da condizioni di povertà.

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Chiara Gentili

di Redazione

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