Corea del Nord: nuovo test missilistico

Pubblicato il 28 settembre 2021 alle 11:13 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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La Corea del Nord ha lanciato un missile a raggio corto nelle acque di fronte alla costa orientale del Paese, il 28 settembre. Intanto, Pyongyang ha chiesto a Seoul e Washington di abbandonare i loro doppi standard sui programmi relativi agli armamenti così da riavviare il dialogo.

La notizia è stata diffusa dall’Esercito della Corea del Sud specificando che il missile è stato lanciato alle 06:40, ora locale, dalla provincia di Jagang. Il Ministero della Difesa giapponese ha poi aggiunto che sembrerebbe essersi trattato di un missile balistico. Il portavoce del Ministero della Difesa Sud-coreano, Boo Seung-chan, ha affermato: “Ci dispiace che il missile sia stato lanciato in un momento in cui era molto importante stabilizzare la situazione della penisola coreana”. Il comando indo-pacifico degli Stati Uniti ha affermato che il lancio ha evidenziato “l’impatto destabilizzante” dei programmi di armi illecite della Corea del Nord e anche il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato il test.

Come riferito da Reuters, l’ultimo lancio dimostrerebbe che la Corea del Nord sta continuando a sviluppare il proprio sistema di armamenti e questo potrebbe complicare la situazione di stallo in cui versano i dialoghi con Corea del Sud e USA per la denuclearizzazione e l’abbandono del programma di missili balistici della Corea del Nord.

Il test missilistico del 28 settembre è avvenuto poco prima delle dichiarazioni dell’ambasciatore alle Nazioni Unite della Corea del Nord, Kim Song, il quale ha affermato che se gli USA abbandoneranno le proprie politiche ostili e i doppi standard contro Pyongyang, la Corea del Nord risponderà in qualsiasi momenti alle offerte di dialogo di Washington. Kim ha però specificato che al momento non sembrerebbero esserci prospettive sulla volontà statunitense di abbandonare le proprie posizioni. L’ambasciatore ha poi aggiunto che nessuno può negare il diritto del proprio Paese alla propria difesa e ai test di armamenti. Riferendosi ad una richiesta del presidente Sud-coreano, Moon Jae-in, per la fine formale della guerra di Corea, Kim ha affermato che Washington dovrebbe interrompere definitivamente le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud e rimuovere “tutti i tipi di armi strategiche” dentro e intorno alla penisola.

Lo scorso 21 settembre, il presidente Sud-coreano aveva rinnovato l’appello per la pace e la riconciliazione con la Corea del Nord, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Moon aveva ribadito l’iniziativa per attuare una coesistenza denuclearizzata e una co-prosperità tra Corea del Nord e Corea del Sud che si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato ma, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace. Il confine tra i due Paesi è il più militarizzato al mondo e, in corea del Sud, sono presenti circa 28.500 soldati statunitensi per scoraggiare potenziali aggressioni da parte della Corea del Nord. Gli Stati Uniti hanno poi varie risorse militari all’avanguardia tra cui bombardieri nucleari e aerei da combattimento in Corea del Sud, Guam e Giappone come parte degli sforzi per tenere contenere solo la Corea del Nord, ma anche la Cina.

Già la sorella del leader della Corea del Nord Kim Jong Un, Kim Yo-jong, aveva affermato che la proposta di dichiarare la fine della guerra tra le due Coree fosse “una buona idea” ma prematura in quanto sarebbe dapprima necessario verificare se si tratti del momento giusto, visti i persistenti doppi standard, pregiudizi e ostilità della Corea del Sud.

Il test del 28 settembre è arrivato dopo che lo scorso 15 settembre, Pyongyang aveva testato un nuovo missile da crociera che intende armare con testate nucleari e aveva messo in mostra un nuovo sistema per il lancio di missili balistici dai treni. Tale mossa è arrivata dopo che, il 7 settembre, la Corea del Sud aveva testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino. Moon aveva affermato che le crescenti capacità missilistiche della Corea del Sud serviranno da “deterrente sicuro” contro le provocazioni Nord-coreane. Kim Yo-jong aveva quindi avvertito di una “completa distruzione” delle relazioni bilaterali se Moon avesse continuato con le “calunnie” contro la Corea del Nord.

Durante la presidenza dell’ex capo di Stato statunitense, Donald Trump, nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA e del leader Nord-coreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati. Dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso, il successivo 30 aprile, a conclusione di un processo di revisione delle politiche statunitensi nei confronti di Pyongyang, il presidente statunitense aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader Nord-coreano, seppur non rinunciando alla diplomazia. Finora, la Corea del Nord ha respinto le richieste di dialogo dell’amministrazione Biden chiedendo a Washington di abbandonare dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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