Ucraina: il Parlamento approva la legge contro gli oligarchi

Pubblicato il 27 settembre 2021 alle 6:44 in Europa Ucraina

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Il Parlamento dell’Ucraina ha approvato, giovedì 24 settembre, una legge anticorruzione che impone agli oligarchi del Paese non solo di registrarsi presso le strutture adibite, ma anche di non partecipare alla vita politica di Kiev.

La nuova normativa è stata approvata il giorno dopo che un uomo armato ha tentato di assassinare il consigliere della presidenza ucraina, Serhiy Shefir, il quale non ha riportato ferite. Secondo quanto rivelato da funzionari ucraini, il tentativo di omicidio sarebbe una risposta alla riforma contro l’oligarchia. La nuova legge definisce cosa si intende per “oligarca” e conferisce al Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale, un organo guidato dal presidente, Volodymyr Zelensky, il potere di determinare chi soddisfa tali criteri. Questi ultimi sono quattro: la partecipazione di un individuo alla vita pubblica, la sua influenza sui mass media, la proprietà o il controllo di un monopolio e di attività superiori a 2,4 miliardi di grivna (74 milioni di euro). Inoltre, il documento normativo vieta a tali figure di finanziare economicamente partiti politici, nonché di partecipare a sistemi di privatizzazione. Alti funzionari, tra cui anche il presidente, il primo ministro e il capo della Banca Centrale, sono obbligati dal nuovo emendamento a specificare e dichiarare i legami che, in precedenza, sono stati intrattenuti con gli oligarchi.

Zelensky, da sempre impegnato nella lotta alla corruzione, ha posto l’accento sull’importanza di tale normativa, poiché permette di proteggere il Paese da “potenti uomini di affari” che, per decenni, hanno contribuito alla corruzione del sistema politico. “Grazie alla legge anti-oligarca, l’Ucraina ha un’opportunità storica di costruire una relazione civile e pulita tra le grandi imprese e lo Stato”, ha affermato Zelensky attraverso una nota ufficiale, citata da Reuters. Sebbene la nuova normativa non sia stata accolta favorevolmente da tutti e abbia contribuito ad incrementare le pressioni sui funzionari ucraini, Zelensky ha ribadito che il processo di approvazione della normativa è andato a buon fine.

La normativa in questione era passata, in prima lettura, nel mese di luglio. La seconda lettura, avvenuta il 24 settembre, è passata con 279 voti a favore su 450, superando quindi la maggioranza necessaria per trasmettere il documento al presidente del Paese per la sottoscrizione finale. In precedenza, l’amministrazione presidenziale di Zelensky aveva osservato che, quanto accaduto il 22 settembre rappresentava una conseguenza della stretta che il Paese stava per porre sul sistema di oligarchia. In tale data, un totale di 10 colpi d’arma da fuoco sono stati sparati contro l’auto che trasportava il braccio destro di Zelensky. L’episodio è avvenuto intorno alle 10:00 (ora di Mosca), mentre il veicolo si trovava nella cittadina di Lesnyky, poco distante da Kiev. Sebbene Shefir sia rimasto illeso, l’autista dell’auto ha riportato gravi ferite e, secondo quanto reso noto, è stato ricoverato in terapia intensiva.

La questione della corruzione in Ucraina è stata ampiamente discussa, soprattutto a partire dal 2014, anno in cui la Russia ha “occupato” la Crimea e ha supportato le forze separatiste nel Donbass, una regione Orientale del Paese dove è tutt’ora in corso un conflitto. Uno dei movimenti nati in Ucraina per supportare la lotta alla corruzione, la de-oligarchizzazione e il rafforzamento dello Stato di diritto, nonché l’integrazione euroatlatica è l’Euromaiden. Tale movimento, anche noto come “Rivoluzione della Dignità”, si è sviluppato tra il 18 e il 23 febbraio 2014, culminando in una serie di proteste violente e duramente represse dall’allora regime. A guidare tali movimenti erano principalmente i valori e gli ideali europei a sostegno dell’integrazione del Paese nell’Unione. L’Euromaiden, inoltre, si contraddistingue per la lotta alla corruzione.

A partire da tali eventi, il sistema socio-politico del Paese ha subito profondi cambiamenti, che hanno portato a progressi cruciali. Tra le conquiste più importanti per migliorare la trasparenza nel settore pubblico vi è la nascita di tre diverse istituzioni per la lotta alla corruzione di parlamentari, giudici e alti ufficiali. Queste sono l’Agenzia Nazionale Anticorruzione Ucraina (NABU), la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) e l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione della Corruzione (NAZK). Infine, il 29 giugno, il Parlamento di Kiev ha approvato un disegno di legge che sancisce l’istituzione di una Commissione Speciale che avrà il compito di valutare l’adeguatezza di giudici e ufficiali giudiziari nel Paese. Tale mossa è da inserire nel quadro delle proposte anticorruzione suggerite dalla NATO e da numerosi Paesi Occidentali.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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