Taiwan: Xi Jinping si congratula con il nuovo leader dell’opposizione

Pubblicato il 27 settembre 2021 alle 16:50 in Cina Taiwan

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Il presidente cinese e segretario del Partito comunista cinese (PCC), Xi Jinping, si è congratulato con il nuovo leader del partito di opposizione di Taiwan, il Kuomintang (KMT), Eric Chu, per la sua vittoria alle primarie del 25 settembre.

Nel messaggio di congratulazioni inviatogli il giorno dopo, Xi ha ricordato che, nell’ultimo periodo, il PCC e il KMT hanno sostenuto il “Consenso del 1992” e si sono opposti all’indipendenza taiwanese, promuovendo lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto di Taiwan, a beneficio dei connazionali di entrambe le parti. Xi ha affermato di sperare che il PCC e il KMT raggiungeranno nuove vette guardando a nuove prospettive e continuando a sostenere un fondamento politico comune. Xi spera che le parti possano collaborare per il benessere dei connazionali, per la pace nello Stretto di Taiwan, per la riunificazione del Paese e per il ringiovanimento della Nazione.

Chu è stato scelto come presidente del KMT e ha risposto all’augurio di Xi ringraziandolo. Il neoleader del KMT ha affermato che gli abitanti delle due sponde dello Stretto di Taiwan hanno le stesse origini e di sperare di migliorare la fiducia e l’integrazione reciproche e di rafforzare gli scambi e la cooperazione. Chu ha dichiarato di sperare che in futuro le parti cercheranno un terreno comune, rispetteranno le differenze reciproche e rafforzeranno gli scambi e la cooperazione sulla base del “consenso del 1992” e dell’opposizione all’indipendenza di Taiwan. Chu ha poi affermato che, negli ultimi anni, sotto il governo del Partito Progressista Democratico (DPP), il partito attualmente al potere, è stata adottata una politica di distacco e avversione alla Cina, cambiando lo status quo su entrambi i lati dello Stretto, e, a tal proposito, ha ribadito la propria volontà di collaborare con Pechino. Chu ha intenzione di ripristinare gli scambi tra le due parti dello Stretto per risolvere problematiche quali quelle degli agricoltori, le preoccupazioni della popolazione e le difficoltà per gli affari.

Il 60enne Chu è stato sindaco della città di Nuova Taipei, e aveva guidato il DPP fino al 2016, quando era stato confitto alle elezioni presidenziali dalla leader del DPP Tsai Ing-wen. Alle primarie del KMT del 25 settembre, Chu ha vinto contro il leader uscente Johnny Chiang e altri due candidati. Come capo del Partito, Chu intende ricostruire le relazioni di Taipei con Pechino che sotto la leadership del DPP sono arrivate ad un punto di stallo. Il KMT è reduce da una pesante sconfitta alle elezioni presidenziali dell’11 gennaio 2020 che hanno riconfermato presidente dell’isola Tsai Ing-wen, la leader del PPD, che era già stata eletta nel 2016. In quell’anno, Chu si dimise dopo la sconfitta elettorale contro Tsai. Al tempo, il DPP aveva fatto campagna elettorale affermando che votare per il KMT significava votare per Pechino. Il partito di Chu ha sempre incoraggiato relazioni più strette con la Cina continentale. Chu ha incontrato il presidente Xi Jinping a Pechino nel 2015, dove ha riconosciuto che i due lati dello stretto di Taiwan fanno parte di “una sola Cina”, aggiungendo però che le parti hanno interpretazioni diverse su cosa significhi.

La Cina considera Taiwan una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC. Dall’ascesa dell’attuale leader del governo di Taiwan, Pechino ha limitato i rapporti con le istituzioni dell’isola in quanto Tsai ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina”.  In particolare, per Pechino, le attuali tensioni nello Stretto di Taiwan sono causate dalle autorità del DDP e dal loro rifiuto di riconoscere il Consenso del 1992, ovvero un’intesa raggiunta tra i rappresentanti delle istituzioni di Taipei e il governo di Pechino che avrebbe dovuto creare una base per le relazioni tra le due sponde dello Stretto. Le parti avevano convenuto sull’esistenza di “una sola Cina, con più interpretazioni” ma, dal loro insediamento, le forze del DPP avrebbero rifiutato tale esito determinando il fallimento di tale iniziativa. Il governo di Pechino ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

La spaccatura tra RPC e ROC risale alla fine della guerra civile cinese, conclusasi con la vittoria del Partito Comunista Cinese sul Guomindang, o Kuomintang (KMT), spesso definito partito nazionalista, e alla conseguente nascita della Nuova Cina, ovvero la RPC, il primo ottobre 1949. Dopo la sconfitta, il Guomindang si ritirò a Taiwan dove spostò il governo che aveva istituito nella Cina continentale e che, a livello internazionale, fu riconosciuto come governo dell’intera Cina fino al 1971, anno in cui le autorità di Pechino presero il posto di quelle di Taipei alle Nazioni Unite in rappresentanza della Cina con la Risoluzione 2758.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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